Rischio moderato: così l’isola finisce sotto osservazione
Preoccupano l’aumento dell’indice Rt e il numero di focolai La Regione: «Vaccini ai turisti senza penalizzare i sardi»
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CAGLIARI. La Sardegna sarà ancora bianca, ma c’è qualcosa che non va, dopo le prime due settimane di ritrovata libertà. Il rischio di contagio era basso, ora è moderato. L’indice di trasmissione del virus era crollato ai minimi storici, ma da qualche giorno è risalito appena sotto la soglia di sicurezza. Con il suo consueto bollettino del venerdì, l’Istituto superiore di sanità ha messo di nuovo sotto osservazione la Sardegna. Non c’erano certo le condizioni per farla retrocedere in fascia gialla, ma il caso è stato sollevato e qualche precauzione in più andrà presa non riscivolare (è già accaduto) in zone molto più pericolose.
Nessun allarmismo. Per la Regione, però, il problema sarebbe un altro: «Da sempre il rischio è calcolato su un algoritmo che tiene conto di due indicatori, uno dei quali è il numero dei focolai. Purtroppo quello che si è sviluppato di recente ad Aritzo, ha determinato il passaggio della Sardegna da basso rischio a rischio moderato». Ma, sempre secondo Solinas, l’algoritmo non terrebbe conto della realtà: perché? «Perché calcola l'aumento del numero di focolai senza considerare quanti nuovi casi sono stati accertati in quello stesso focolaio. Mi spiego meglio: nei parametri del ministero, tre focolai in tre paesi diversi supponiamo per un totale di 12 casi hanno un'incidenza maggiore del contagio di 500 persone in una grande città. È proprio questo il valore che da sempre contestiamo e continueremo a contestare». Comunque, ha aggiunto, «la situazione è assolutamente sotto controllo soprattutto negli ospedali, dove le terapie intensive sono ormai vuote. Ma, in ogni caso, la guerra con il virus non l’abbiamo ancora vinta e quindi ribadisco che tutti dobbiamo continuare a essere responsabili».
D’accordo con il generale. Qualche perplessità c’è ancora, ma la Sardegna è pronta a vaccinare anche i turisti qualora dovessero chiedere la seconda dose quando sono in vacanza. Dopo il via libera deciso dal commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo, «anche noi saremo sul pezzo», ha detto il governatore. Per poi precisare: «Il vero tema è un altro e riguarda le Regioni, come la nostra, che hanno una forte impatto turistico. Dal commissario ci deve essere data la garanzia che le dosi somministrate ai non residenti non siano a svantaggio dei sardi che devono fare il richiamo o la prima inoculazione». Quindi, ha ribadito, «dovrà esserci comunque una distribuzione maggiore di dosi per compensare le eventuali richieste dei turisti e lo stesso solleciteremo anche ai paesi dell’Unione Europea da cui provengono i cittadini che chiederanno di essere vaccinati i Sardegna».
Vaccini e dubbi. In Sardegna gli AstraZeneca mai saranno utilizzati sotto gli over 60. «Non l’abbiamo fatto e continueremo a non farlo», ha detto l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, dopo il caso della diciottenne di Genova morta per trombosi dopo la seconda dose del vaccino anglo-svedese. Ancora Nieddu: «Sin dall’inizio abbiamo seguito le prime raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico nazionale e infatti in Sardegna mai abbiamo organizzato gli Astra day per i più giovani». Intanto è salito a un milione abbondante il numero di vaccini somministrati in Sardegna dall'inizio della campagna. Nelle ultime 24 ore – come riporta il sito del Governo – le dosi sono state 19.122, in aumento rispetto ai giorni precedenti. È la settimana prossima l’obiettivo sarà raggiungere il record delle ventimila.(ua)
Nessun allarmismo. Per la Regione, però, il problema sarebbe un altro: «Da sempre il rischio è calcolato su un algoritmo che tiene conto di due indicatori, uno dei quali è il numero dei focolai. Purtroppo quello che si è sviluppato di recente ad Aritzo, ha determinato il passaggio della Sardegna da basso rischio a rischio moderato». Ma, sempre secondo Solinas, l’algoritmo non terrebbe conto della realtà: perché? «Perché calcola l'aumento del numero di focolai senza considerare quanti nuovi casi sono stati accertati in quello stesso focolaio. Mi spiego meglio: nei parametri del ministero, tre focolai in tre paesi diversi supponiamo per un totale di 12 casi hanno un'incidenza maggiore del contagio di 500 persone in una grande città. È proprio questo il valore che da sempre contestiamo e continueremo a contestare». Comunque, ha aggiunto, «la situazione è assolutamente sotto controllo soprattutto negli ospedali, dove le terapie intensive sono ormai vuote. Ma, in ogni caso, la guerra con il virus non l’abbiamo ancora vinta e quindi ribadisco che tutti dobbiamo continuare a essere responsabili».
D’accordo con il generale. Qualche perplessità c’è ancora, ma la Sardegna è pronta a vaccinare anche i turisti qualora dovessero chiedere la seconda dose quando sono in vacanza. Dopo il via libera deciso dal commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo, «anche noi saremo sul pezzo», ha detto il governatore. Per poi precisare: «Il vero tema è un altro e riguarda le Regioni, come la nostra, che hanno una forte impatto turistico. Dal commissario ci deve essere data la garanzia che le dosi somministrate ai non residenti non siano a svantaggio dei sardi che devono fare il richiamo o la prima inoculazione». Quindi, ha ribadito, «dovrà esserci comunque una distribuzione maggiore di dosi per compensare le eventuali richieste dei turisti e lo stesso solleciteremo anche ai paesi dell’Unione Europea da cui provengono i cittadini che chiederanno di essere vaccinati i Sardegna».
Vaccini e dubbi. In Sardegna gli AstraZeneca mai saranno utilizzati sotto gli over 60. «Non l’abbiamo fatto e continueremo a non farlo», ha detto l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, dopo il caso della diciottenne di Genova morta per trombosi dopo la seconda dose del vaccino anglo-svedese. Ancora Nieddu: «Sin dall’inizio abbiamo seguito le prime raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico nazionale e infatti in Sardegna mai abbiamo organizzato gli Astra day per i più giovani». Intanto è salito a un milione abbondante il numero di vaccini somministrati in Sardegna dall'inizio della campagna. Nelle ultime 24 ore – come riporta il sito del Governo – le dosi sono state 19.122, in aumento rispetto ai giorni precedenti. È la settimana prossima l’obiettivo sarà raggiungere il record delle ventimila.(ua)
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