La Nuova Sardegna

Una pensione per l’Angelo di Vermicino

Una pensione per l’Angelo di Vermicino

Il senatore Cucca: «Usiamo la legge Bacchelli». Lui però non ci crede: «Ci ho già provato, non si può»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. È l’Angelo di Vermicino, l’uomo che provò a salvare la vita di Alfredino Rampi a costo di mettere in pericolo la sua. Angelo Licheri di Gavoi, classe 1944, è l’uomo che si è fatto calare per oltre sessanta metri nel pozzo artesiano che aveva inghiottito il bambino arrivando sino a toccare Alfredino, provando prima a imbracarlo e poi a tirarlo per la canottiera. Tutti gli sforzi furono inutili e fu costretto a ritornare in superficie da solo, dopo ben 45 minuti di “immersione” a testa in giù. Ora Angelo ha 77 anni, viva in una casa di riposo a Nettuno (Roma) e non se la passa benissimo per via di alcuni problemi fisici. «Quando abbiamo saputo, col capogruppo Faraone, dello stato di estrema indigenza nel quale versa Angelo Licheri, cieco, senza una gamba, soprattutto senza mezzi di sostentamento, abbiamo presentato una mozione per riconoscergli i sussidi della legge Bacchelli, che prevede un assegno a favore di persone che hanno dato lustro alla nazione e alla patria – dice il senatore di Italia Viva, Giuseppe Luigi Cucca –. E oggettivamente, se c’è una persona che ha dato esempio di solidarietà e di generosità, credo questa sia Licheri. Cercheremo di ottenere questo sussidio a suo favore». La segnalazione della gravità del caso è arrivata dalla trasmissione Trapocoinedicola, la rassegna stampa notturna di Radiouno, condotta da Stefano Mensurati, che si è ripetutamente occupata del caso di Angelo Licheri. Ma proprio l’Angelo di Vermicino, ieri, non si è dimostrato molto convinto di questa ipotesi. Anche, perché, ci ha già provato anni fa: «Insieme ad un amico avvocato avevamo provato ad accedere al fondo istituito dalla legge Bacchelli, senza mai riuscirci – spiega Angelo Licheri –. La legge dice chiaramente che il fondo può essere assegnato solo alla categorie indicate, in cui io a quanto pare non figuro». Eppure, se ci fosse la possibilità Angelo accetterebbe di buon grado: «Certo, non navigo nell’oro. Ho una pensione comune ma tantissimi acciacchi e tante patologie. Ho problemi di udito e a causa di una forma molto acuta di diabete ho perso una gamba –racconta –. Qualche denaro in più mi farebbe comodo, come mi piacerebbe se la gente si ricordasse di me anche a Pasqua o a Natale, non solo in questo periodo». (c.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative