Campagna a rischio stop «Servono altre dosi»
di Roberto Petretto
Niente AstraZeneca per 118mila sardi: prenotazioni da riprogrammare
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SASSARI. Irrompe sulla campagna vaccinale come un elefante in una cristalleria la decisione del governo di vietare la somministrazione degli AstraZeneca agli under 60. Non ci sono cocci di cristallo sparsi sul pavimento, ma problemi a non finire per chi ora è chiamato a riprogrammare un calendario di prime e seconde dosi. 118mila sardi che attendevano la seconda dose riceveranno Pfizer e Moderna. E gli altri, quelli che attendevano la prima dose? «Il momento è complesso - dice un preoccupato Massimo Temussi, commissario dell’Ats-Ares -. Dobbiamo programmare la riconversione di una campagna già difficile. Se non arrivano vaccini, si rischia di compromettere l’obiettivo dell’immunità di gregge. Se non arrivano saremo costretti a spostare le vaccinazioni di due mesi, a bloccare la somministrazione delle prime dosi. Il generale Figliuolo ha detto che avrebbe bilanciato con i vaccini mRNA, staremo a vedere».
L’effetto negativo sulla campagna vaccinale è stato immediato: «Già oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo avuto tanti problemi e abbiamo dovuto mandare a casa delle persone. La campagna si complica. Aspettiamo ulteriori comunicazioni».
Una complicazione enorme su una campagna vaccinale già di per sé non semplice: «Avevamo già difficoltà con la dotazione attuale di vaccini - continua Temussi -. Abbiamo richieste superiori alla disponibilità, abbiamo messo in piedi tanti punti di somministrazione che chiedono dosi ogni giorno in maniera pressante. Sembra quasi che non vogliamo darle, e ovviamente non è così».
La comunicazione ufficiale sullo stop ad AstraZeneca anche in Sardegna è arrivato nella tarda mattinata: «Facendo seguito al parere del Comitato tecnico scientifico relativo ai vaccini Vaxzevria e Janssen arrivato ieri sera, secondo il quale il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) dovrà essere somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo), Ats Sardegna ha posticipato, non appena ricevuta la nota da parte dell'Assessorato regionale alla Sanità, le somministrazioni delle secondi dosi alle persone prenotate di età inferiore ai 60 anni».
Si tratta prevalentemente di personale scolastico e di appartenenti alle forze dell'ordine che avevano già ricevuto la prima dose e che si accingevano ad avere la seconda, oppure che ancora dovevano iniziare il percorso vaccinale.
In Sardegna, tra il personale scolastico, il 54,6 per cento ha ricevuto la prima dose e solo il 21,8 anche la seconda. Sono, di gran lunga, le percentuali più basse in tutta Italia. Nell’isola c’è stata infatti un’ampia fetta di personale scolastico che ha rifiutato la vaccinazione con AstraZeneca. A ieri erano disponibili in Sardegna 66mila dosi di questo tipo di vaccino. C’è da ricordare che la Regione non ha mai derogato, con iniziative temporanee, all’indicazione che prevedeva la somministrazione del vaccino solo a chi ha compiuto 60 anni.
Cosa succederà ora? Lo spiega l’Ats: «Per coloro che hanno ricevuto la prima dose AstraZeneca e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo dovrà essere infatti completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty -Pfizer o Moderna). Sono 118 mila i richiami previsti in questa fascia che di età che ancora devono essere effettuati in Sardegna».
Un domino, anzi uno shanghai del quale sarà complicato trovare la soluzione. «Nei prossimi giorni - spiega ancora l’Ats - sarà aggiornato il sistema di prenotazione di Poste così che tutti i richiami previsti con AstraZeneca saranno calendarizzati con vaccini Pfizer o Moderna».
In attesa dell'adeguamento del sistema, i richiami previsti con AstraZeneca già da ieri hanno subito delle posticipazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’effetto negativo sulla campagna vaccinale è stato immediato: «Già oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo avuto tanti problemi e abbiamo dovuto mandare a casa delle persone. La campagna si complica. Aspettiamo ulteriori comunicazioni».
Una complicazione enorme su una campagna vaccinale già di per sé non semplice: «Avevamo già difficoltà con la dotazione attuale di vaccini - continua Temussi -. Abbiamo richieste superiori alla disponibilità, abbiamo messo in piedi tanti punti di somministrazione che chiedono dosi ogni giorno in maniera pressante. Sembra quasi che non vogliamo darle, e ovviamente non è così».
La comunicazione ufficiale sullo stop ad AstraZeneca anche in Sardegna è arrivato nella tarda mattinata: «Facendo seguito al parere del Comitato tecnico scientifico relativo ai vaccini Vaxzevria e Janssen arrivato ieri sera, secondo il quale il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) dovrà essere somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo), Ats Sardegna ha posticipato, non appena ricevuta la nota da parte dell'Assessorato regionale alla Sanità, le somministrazioni delle secondi dosi alle persone prenotate di età inferiore ai 60 anni».
Si tratta prevalentemente di personale scolastico e di appartenenti alle forze dell'ordine che avevano già ricevuto la prima dose e che si accingevano ad avere la seconda, oppure che ancora dovevano iniziare il percorso vaccinale.
In Sardegna, tra il personale scolastico, il 54,6 per cento ha ricevuto la prima dose e solo il 21,8 anche la seconda. Sono, di gran lunga, le percentuali più basse in tutta Italia. Nell’isola c’è stata infatti un’ampia fetta di personale scolastico che ha rifiutato la vaccinazione con AstraZeneca. A ieri erano disponibili in Sardegna 66mila dosi di questo tipo di vaccino. C’è da ricordare che la Regione non ha mai derogato, con iniziative temporanee, all’indicazione che prevedeva la somministrazione del vaccino solo a chi ha compiuto 60 anni.
Cosa succederà ora? Lo spiega l’Ats: «Per coloro che hanno ricevuto la prima dose AstraZeneca e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo dovrà essere infatti completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty -Pfizer o Moderna). Sono 118 mila i richiami previsti in questa fascia che di età che ancora devono essere effettuati in Sardegna».
Un domino, anzi uno shanghai del quale sarà complicato trovare la soluzione. «Nei prossimi giorni - spiega ancora l’Ats - sarà aggiornato il sistema di prenotazione di Poste così che tutti i richiami previsti con AstraZeneca saranno calendarizzati con vaccini Pfizer o Moderna».
In attesa dell'adeguamento del sistema, i richiami previsti con AstraZeneca già da ieri hanno subito delle posticipazioni.
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