Dalia Kaddari, oggi star in pista e passerella domani madre e criminologa

La quartese, 20 anni, nuovo primato personale sui 200 al Golden Gala e record europeo under 23: «Grazie allo sport ho girato il mondo, mi ha insegnato la cultura del rispetto»

QUARTU SANT’ELENA. Se sorride non puoi fare a meno di restare affascinato. Ma non se la tira. Dalia Kaddari è una ragazza acqua e sapone, sempre allegra, come si suol dire: alla mano. Lo sport le ha insegnato a non montarsi la testa. La velocista di Quartu ha una bacheca piena di trofei, l'ultimo in ordine cronologico, la medaglia d'argento conquistata in Polonia agli Europei a squadre. L'atleta delle Fiamme Oro ha fatto registrare il primato personale sui 200 metri (22"86) al Golden Gala, che vale anche il record europeo Under 23. Dalia è legatissima alla famiglia. «Mio padre Hassan è di origine marocchina e fa il commerciante, mia madre è di Quartu, dove viviamo. I miei genitori mi hanno insegnato Il rispetto verso gli altri. Quanto mi è servito nello sport! Facendo tante trasferte, condividendo spesso la stanza dell'albergo con le compagne, è fondamentale ricordarsi che al mondo non ci sono solo io».

Sogni. Tutti ci poniamo degli obiettivi. Dalia alcuni li ha già fatti diventare realtà. «Volevo entrare nel gruppo sportivo della Polizia di Stato e faccio parte delle Fiamme Oro. Volevo andare alle Olimpiadi e a Tokio ci sarò. Ora mi manca la laurea. Quest'anno mi diplomo al liceo linguistico, poi studierò psicologia, voglio diventare una criminologa. La cultura è un mix di cose, non è solo conoscenza, ma modo comportarsi, di come porti con gli altri, il rispetto di chi non la pensa come te o vive in modo diverso da te». I sogni della campionessa non si fermano qui. In futuro vorrebbe costruirsi una famiglia. «Ho solo vent'anni ma sono pensieri che faccio. Fra dieci, dodici anni, quando smetterò di fare attività agonistica, mi piacerebbe sposarmi e avere dei figli. Sono fidanzata con Christian, anche lui è un atleta, stiamo bene insieme».


Emozioni. Uno sportivo si dice che deve essere freddo, determinato. «Ma emozionarsi è umano, normale. La vittoria ai giochi giovanili di Buenos Aires è un ricordo che ha un posto speciale nel mio cuore. Ho rivissuto la stessa emozione in Coppa Europa qualche giorno fa. Sembro una dura, invece sono sensibile. Mi capita di piangere mentre guardo un film o per una persona, dipende dai momenti. Ma confesso che mi vengono i brividi anche a vedere un video di un atleta che corre».

Lo sport. Il suo percorso è cominciato quasi per caso. Merito dell’intuizione di quanti ci hanno visto lungo e l’hanno spronata a scendere in pista. Da allora Dalia non si è più staccata e continua a correre. «Devo tutto al mio allenatore Fabrizio Fanni. Lui mi ha scoperto, mi sostiene, mi conosce benissimo, è una guida. Non dico che è un padre ma un amico stretto. Io sono uno spirito libero, un po’ pazza, lui sa come gestirmi. Mi alleno almeno due ore al giorno. Sono costretta a fare delle rinunce ma non mi pesa perché mi piace quello che faccio. I risultati sono il premio». Spesso chi primeggia nello sport ha la tendenza a mettersi sul piedistallo, guardare gli altri dall'alto verso il basso. «Comportamenti che non mi appartengono. Sono sempre la stessa ed è questo che mi distingue. Me lo dicono in tanti ed è per questo che mi permetto di sottolinearlo. La mia famiglia mi ha insegnato a essere sempre me stessa, non cambierò. Che senso ha essere presuntuosi o pensare di essere meglio degli altri? Chi è così non rientra nella mia filosofia di vita».

Oltre lo sport. Dire che Dalia è una bellissima ragazza è una banalità. Da ragazzina è stata Miss Quartu. «Avevo 16 anni, quella volta è stata quasi una sfida, ho voluto provare. Fare la modella non è un mio dei obiettivo, non è quello che mi interessa. Un mondo diverso che non mi affascina. Mi piace posare, fare shooting fotografici, ma non sfilare». La campionessa di Quartu è spesso in giro per il mondo. «Lo sport ad alto livello ti consente di viaggiare tanto. Prima o poi andrò in Thailandia , mi affascina conoscere culture diverse. C'è stato il mio fidanzato, mi ha mandato tante foto e questo mi ha incuriosito. Prima o poi andrò anche a Bali, altro posto che mi incuriosisce tantissimo».

Passioni. In questa fase della sua vita il primo posto lo occupa l'atletica. Però le sue giornate non sono monotone, scandite solo dall’attività sportiva. «Esco col mio fidanzato e con gli amici, mi rilassa molto, mi fa dimenticare le tensioni. Dedico del tempo anche alla mia famiglia». Dalia è una ragazza che non si ferma al presente. «Non sono una che spreca i soldi. Metto qualcosa da parte, vorrei comprarmi una macchina nuova e una casa. Di sicuro non sono avara. Beneficenza? Faccio delle cose ma non mi va di renderle pubbliche. Anzi, mi infastidiscono le persone che lo dicono, sottolineandolo quasi come un vanto. Vizi? No, però Il sushi mi piace tanto non ne posso fare a meno. Lo mangio almeno una volta a settimana. Tatuaggi? Mi piacerebbe farli ma non ne ho. Finora non ho qualcosa di significativo per farlo, quando ci sarà ci penserò e magari lo farò. Non è così importante».

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