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indagini concluse 

Svolta dopo l’errore sui dati anagrafici identificato e arrestato il quarto uomo

Svolta dopo l’errore sui dati anagrafici identificato e arrestato il quarto uomo

SORSO. In questo caso diplomatico tra autorità e giustizie italiane e francesi è venuto a galla fin da subito un giallo che è che è stato risolto ieri. Cioè quando i carabinieri di Sorso, intorno...

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SORSO. In questo caso diplomatico tra autorità e giustizie italiane e francesi è venuto a galla fin da subito un giallo che è che è stato risolto ieri. Cioè quando i carabinieri di Sorso, intorno alle 6 del mattino di mercoledì, hanno bussato alla porta del quarto uomo: l’ultimo pescatore che mancava ancora all’appello.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine francesi, infatti, il 2 luglio 2020 sul gommone intercettato dai guardiani nelle acque della riserva naturale delle Bocche di Bonifacio c’erano a bordo quattro uomini. Tra l’altro poi tutti identificati nel momento in cui il natante dei pescatori e le motovedette francesi erano approdate nel porto di Santa Teresa Gallura. Avanti veloce di circa un anno, e i mandati di cattura sono arrivati soltanto per i primi tre giovani. Questo, verosimilmente, è accaduto a causa di un errore anagrafico durante l’identificazione del gruppo di pescatori. E così i primi tre sono stati arrestati, mentre il quarto sembrava averla scampata in qualche modo. In realtà le autorità francesi si sono accorte di avere commesso un errore e hanno spiccato un altro mandato di arresto europeo per il quarto pescatore, che ieri è stato prelevato dai carabinieri di Sorso, guidati dal maresciallo capo Gianluca Porcheddu, che fanno capo alla compagnia di Porto Torres, comandata dal capitano Danilo Vinciguerra.

Il giovane, ha 37 anni e anche lui è di Sorso, ha trascorso qualche ora in caserma prima di presentarsi davanti al giudice Maria Teresa Lupinu per l’interrogatorio di convalida. A differenza dei suoi compagni di pesca – arrestati durante il fine settimana e che, loro malgrado, hanno dovuto trascorrere tre notti nel carcere di Bancali – il 37enne è stato infatti più fortunato. La notizia del suo mandato è infatti arrivata in un giorno feriale, e quindi l’udienza di convalida si è celebrata subito, cioè ieri stesso, senza dovere attendere il lunedì per la riapertura del tribunale. In ogni caso l’arresto è stato convalidato. Inoltre il giudice ha disposto la misura dell’obbligo di firma. Ora anche per lui si aprirà la stessa procedura già affrontata dagli altri tre pescatori. Cioè l’udienza davanti alla Corte d’appello per il consenso all’estradizione: è fissata al 22 giugno davanti al giudice Lupinu.

Anche nei confronti del 37enne le autorità francesi muovono una serie di contestazioni piuttosto pesanti. In particolare, i pescatori sono accusati di aver ostacolato il sequestro delle attrezzature da pesca, di aver navigato su un’imbarcazione priva di codice identificativo, e di essersi rifiutati di rispettare l’alt intimato dalle guardie ambientali francesi. C’è poi l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, le minacce e l’essere entrati in una riserva ambientale senza autorizzazione. Tutte violazioni che le leggi francesi perseguono con fermezza e che potrebbero costare molto caro ai giovani pescatori . (s.sant.)



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