Delizie al tavolino: erbe, spume, creme di timo e mandarino
Nel “Caffè Offelleria Svizzera” di Ozieri, oltre a liquori vari, di erbe, spume, gassose, bibite, creme di mandarino e di timo, si poteva trovare un po’ di tutto, compresi coloniali, droghe, articoli...
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Nel “Caffè Offelleria Svizzera” di Ozieri, oltre a liquori vari, di erbe, spume, gassose, bibite, creme di mandarino e di timo, si poteva trovare un po’ di tutto, compresi coloniali, droghe, articoli da regalo, cordame, chioderia e attrezzi vari.
Un emporio all’avanguardia, ancora prima che si ratificasse l’Unità d’Italia. «Di grande rilievo – spiega lo chef ozierese Mario Amati – fu anche la sua attività di offelleria, produceva con successo prodotti da forno, dolci e salati, tra i quali: sospiros, copuletas, amaretos, savoiardi e dolci internazionali.
Aveva anche una stazione di servizio e di rifornimento carburanti, compreso quello di gasolio per l’illuminazione pubblica cittadina.
Nel 1916 ci fu una breve transizione e il locale passò nelle mani della figlia, Annie Gaspero, e di un socio, Peppino Fuchs, che lo gestirono sino al 1950. Il testimone passò poi a Salvatore Falchi che ne divenne il proprietario.
Nel 1970 è il figlio Domenico Falchi a subentrare e a introdurre la vendita di miscele di caffè pregiato. La storia continua anche ai giorni nostri e vede protagonisti
gli eredi di Domenico che lasciò nel 2017 questo “Locale storico“ riconosciuto dalla Regione Sardegna, nelle mani del figlio Salvatore».
Grazie, Mario Amati, bella storia! (g.f.)
Un emporio all’avanguardia, ancora prima che si ratificasse l’Unità d’Italia. «Di grande rilievo – spiega lo chef ozierese Mario Amati – fu anche la sua attività di offelleria, produceva con successo prodotti da forno, dolci e salati, tra i quali: sospiros, copuletas, amaretos, savoiardi e dolci internazionali.
Aveva anche una stazione di servizio e di rifornimento carburanti, compreso quello di gasolio per l’illuminazione pubblica cittadina.
Nel 1916 ci fu una breve transizione e il locale passò nelle mani della figlia, Annie Gaspero, e di un socio, Peppino Fuchs, che lo gestirono sino al 1950. Il testimone passò poi a Salvatore Falchi che ne divenne il proprietario.
Nel 1970 è il figlio Domenico Falchi a subentrare e a introdurre la vendita di miscele di caffè pregiato. La storia continua anche ai giorni nostri e vede protagonisti
gli eredi di Domenico che lasciò nel 2017 questo “Locale storico“ riconosciuto dalla Regione Sardegna, nelle mani del figlio Salvatore».
Grazie, Mario Amati, bella storia! (g.f.)
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