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Arrivano i ristoranti “etici” delle Buone soste
CABRAS. Scommettere sulla qualità dei prodotti offerti ai clienti mettendo al centro la ristorazione sostenibile, e magari aggiungendo anche la capacità di saper raccontare le eccellenze del...
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CABRAS. Scommettere sulla qualità dei prodotti offerti ai clienti mettendo al centro la ristorazione sostenibile, e magari aggiungendo anche la capacità di saper raccontare le eccellenze del territorio, o del mare, da cui proviene il piatto proposto, potrebbe rivelarsi una carta vincente per un gruppo di ristoratori della provincia di Oristano, che qualche giorno fa hanno partecipato all’evento promosso e finanziato dall’associazione Flag Pescando Sardegna Centro occidentale, a Nora, nell’Ittiturismo “Is Fradis Minoris”.
L’incontro, guidato da Silvia Mongili, Giampaolo Meloni e Sergio Cossu della società “La Factoria”, si è avvalso della partecipazione degli esperti del Flag, i quali hanno spiegato ai ristoratori come accedere ai finanziamenti europei previsti dalla Misura “Rispettando”.
L’obiettivo era quello di creare una rete di ristoranti “etici”, denominati delle “Buone Soste”, nei quali gli chef diventano anche divulgatori della cultura identitaria della terra e della comunità da cui traggono le materie prime che diventano i migliori piatti della cucina locale.
E se per ottenere il risultato prefissato occorre eliminare dal menù piatti, come la spaghettata con i ricci di mare (la presenza degli echinodermi nei fondali delle coste sarde è messa a serio rischio a causa dell’eccessivo prelievo), in nome dell’etica si fa.
Anche se escludere quei piatti dai propri menù significa rinunciare al profitto immediato, soprattutto dopo le difficoltà attraversate a causa delle chiusure forzate delle attività dovute al Coronavirus.
«In un momento in cui la tentazione di lavorare solo per la massimizzazione del profitto, a discapito della qualità, potrebbe essere molto forte - spiega Mauro Tuzzolino, direttore del Flag - scegliere di correre questo rischio è già di per se un indicatore di eccellenza professionale ed etica».
All'iniziativa hanno aderito: ristorante Leopardi e Ristobar Tharros di Cabras, Ta Matete e Mistral 2 di Oristano, Gallo Bianco e Trattoria Margherita di Arborea, Cibò Qibò e Da Lucio di Terralba, Il rifugio del pescatore di Marrubiu. (pi.maro.)
L’incontro, guidato da Silvia Mongili, Giampaolo Meloni e Sergio Cossu della società “La Factoria”, si è avvalso della partecipazione degli esperti del Flag, i quali hanno spiegato ai ristoratori come accedere ai finanziamenti europei previsti dalla Misura “Rispettando”.
L’obiettivo era quello di creare una rete di ristoranti “etici”, denominati delle “Buone Soste”, nei quali gli chef diventano anche divulgatori della cultura identitaria della terra e della comunità da cui traggono le materie prime che diventano i migliori piatti della cucina locale.
E se per ottenere il risultato prefissato occorre eliminare dal menù piatti, come la spaghettata con i ricci di mare (la presenza degli echinodermi nei fondali delle coste sarde è messa a serio rischio a causa dell’eccessivo prelievo), in nome dell’etica si fa.
Anche se escludere quei piatti dai propri menù significa rinunciare al profitto immediato, soprattutto dopo le difficoltà attraversate a causa delle chiusure forzate delle attività dovute al Coronavirus.
«In un momento in cui la tentazione di lavorare solo per la massimizzazione del profitto, a discapito della qualità, potrebbe essere molto forte - spiega Mauro Tuzzolino, direttore del Flag - scegliere di correre questo rischio è già di per se un indicatore di eccellenza professionale ed etica».
All'iniziativa hanno aderito: ristorante Leopardi e Ristobar Tharros di Cabras, Ta Matete e Mistral 2 di Oristano, Gallo Bianco e Trattoria Margherita di Arborea, Cibò Qibò e Da Lucio di Terralba, Il rifugio del pescatore di Marrubiu. (pi.maro.)
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