La Nuova Sardegna

L’attacco a Salvini La polizia: «Protesta forte ma pacifica»

di Mauro Lissia
L’attacco a Salvini La polizia: «Protesta forte ma pacifica»

In tribunale a Cagliari l’ex questore e il dirigente della Digos La testimonianza sui fatti 2017 per i quali è imputato Aresu

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CAGLIARI. Mauro Aresu era monitorato dalla Digos perché era lui il referente del profilo facebook che faceva capo all’organizzazione antifascista impegnata in attività di contrasto pacifico contro i leader politici del centrodestra. Fu lui tra l’altro a firmare la richiesta di autorizzazione per il corteo di protesta anti-Matteo Salvini del 25 novembre 2017, per il quale vennero allertate le forze dell’ordine - con l’arrivo di 180 carabinieri - e il questore diede per iscritto le disposizioni di sicurezza necessarie. Prima, durante e dopo il comizio, che non venne trasferito ma si svolse dov’era programmato, non accadde nulla: «Ci fu un corteo – ha ricordato il capo della Digos Antonio Nicolli – ma alla fine i manifestanti, un centinaio di persone, non riuscirono neppure a entrare nell’area transennata della Fiera. Dai rapporti non risulta alcun incidente».

La testimonianza dell’ex questore Luigi D’Angelo e di Nicolli è stata sollecitata dal giudice Cristina Ornano, che ha voluto integrare l’istruttoria dibattimentale per verificare se il clima in quei giorni di campagna elettorale fosse così rovente come l’hanno descritto in aula Salvini e il suo plenipotenziario in Sardegna Eugenio Zoffili. Certo l’ex ministro degli interni non venne accolto con grande simpatia dalle organizzazioni antagoniste, altrettanto certo – l’ha detto il dirigente della Digos – e che misure di sicurezza vengono disposte ovunque Salvini vada, Salvini che peraltro vive sotto scorta pubblica. In questo processo però l’interrogativo cui dare una risposta giudiziaria e un altro: l’aver accostato alla figura di Salvini l’immagine simbolica di piazzale Loreto è diffamatorio oppure no? E poi la scelta di mettere su un piano parallelo il leader leghista e il Duce significa attribuire a Salvini idee di stampo fascista? La partita tra il pm Andrea Massidda con la parte civile patrocinata dall’avvocata Claudia Eccher e la difesa sostenuta dall’avvocata Marcella Cabras si gioca su questo aspetto e forse anche sul problema, sempre attuale quando si tratta di reati commessi via internet, dell’attribuzione del post incriminato. Aresu era l’amministratore del profilo attivo contro Salvini. Ma è certo oltre ogni dubbio che sia stato lui a scrivere e pubblicare quelle frasi che Salvini ha considerato offensive? Una risposta dovrebbe arrivare all’udienza dell’8 settembre, quando il giudice Ornano ha convocato in tribunale i funzionari della Polizia postale incaricati di compiere le verifiche sui server.

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