lo stop dell’ue
Incognite sul futuro delle plastiche compostabili
SASSARI. Potrebbe avere conseguenze anche su alcuni progetti che riguardano la Sardegna (come quello sulla chimica verde) la direttiva europea, entrata in vigore sabato, che al bando una serie di...
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SASSARI. Potrebbe avere conseguenze anche su alcuni progetti che riguardano la Sardegna (come quello sulla chimica verde) la direttiva europea, entrata in vigore sabato, che al bando una serie di oggetti di plastica monouso, i più inquinanti, fra i quali piatti, posate e cannucce. I negozi potranno ancora venderli fino ad esaurimento scorte, poi saranno proibiti. La legge italiana che ha recepito la direttiva esclude dal bando piatti e posate monouso in bioplastiche compostabili, e il governo chiede alla Ue di inserire la stessa distinzione nelle linee guida per l'applicazione della Direttiva. L'Italia chiede anche che il divieto non riguardi la carta plastificata, ricoperta da un velo di plastica, che rappresenta meno del 10% del peso. Bruxelles ha accettato i rilievi italiani, e si è impegnata a modificare le linee guida nel senso richiesto. Me mentre l'Unione europea fa un primo, timido passo per eliminare la plastica usa e getta, un gruppo di 14 scienziati di vari paesi ha pubblicato sulla rivista Science un appello per un accordo che vieti la plastica vergine dal 2040. Da quella data, secondo ricercatori di Germania, Australia, Usa, Svizzera, Nuova Zelanda, Finlandia e Ruanda, il mondo dovrebbe smettere di produrre nuova plastica, ed utilizzare solo quella riciclata.
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