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Caro traghetti: «Deve intervenire il Governo»

Caro traghetti: «Deve intervenire il Governo»

Interrogazione bipartisan al ministro dei trasporti da parte di una nutrita pattuglia di parlamentari

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SASSARI. Sardegna terra bellissima ma irragiungibile. Il grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’associazione che riunisce i circoli degli emigrati sardi all’estero e il servizi della “Nuova” sul caro traghetti è stato raccolto da una nutrita pattuglia di parlamentari sardi (e non solo), che hanno fatto propria la protesta chiedendo l’intervento del governo. In una lettera inviata al ministro dei Trasporti il gruppo di deputati e senatori (Marilotti, Floris, Cucca, Fenu, Evangelista, Rampi, Astorre, D’Arienzo, Fedeli, D’Alfonso, Pittella, Roic Stefano e Taricco) rilanciano il tema della continuità territoriale e chiedono al ministro quali iniziative intenda intraprendere, in accordo con le Compagnie di trasporto marittimo, «per migliorare i servizi di collegamento da e verso la Sardegna durante tutto l'anno» e per «rendere effettivo il principio della continuità territoriale attuando una consistente riduzione dei prezzi dei biglietti anche al fine di favorire un maggiore afflusso di turisti e il rientro di emigranti sardi nell'isola».

La questione della continuità territoriale – ricordano i firmatari della nota – è da sempre argomento strategico per l'isola. «Essa, tuttavia, è ostacolata da tariffe e disservizi, che rendono difficoltosi ed eccessivamente onerosi i trasporti marittimi. Questa situazione diventa ancora più grave nel periodo estivo quando agli ordinari flussi passeggeri si aggiungono quelli turistici con aumenti esponenziali delle tariffe, specialmente in alta stagione».

Il plotoncino bipartizan che si è fatto carico del problema ricorda le numerose richieste di intervento e le decine di segnalazioni arrivate da privati cittadini e associazioni, tra cui le Associazioni sarde in Italia e all'estero e ammette che «nessun intervento risolutivo è stato finora attuato». Agli emigrati sardi e alle loro famiglie viene, di fatto, negato il ritorno nella propria isola a causa di costi del trasporto troppo elevati. E la situazione di è stata aggravata dalla pandemia che economicamente ha reso ancora più fragili le condizioni delle fasce più deboli della popolazione, in particolare dei lavoratori precari e dei pensionati.

«Alla luce di tali accadimenti - si legge ancora nella nota – appare urgente intervenire per garantire l'effettivo diritto alla mobilità dei sardi, verificando la corretta applicazione delle convenzioni, per evitare che siano attuati aumenti esponenziali e allineati dei prezzi, e per vigilare sulle compagnie di navigazione, affinché non siano adottate politiche anticoncorrenziali e aumenti ingiustificati delle tariffe. Un intervento in questo settore diventa prioritario in una fase di rilancio e riqualificazione dell'economia europea post pandemia con investimenti infrastrutturali che dovranno prevedere misure e provvedimenti volti a modernizzazione il sistema dei trasporti e garantire servizi che rendano effettiva la mobilità dei cittadini delle aree insulari e dei turisti che intendono visitare e soggiornare nell'isola».

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