Scuole, pressing di Figliuolo La Regione: «Qui tutto ok»
Il commissario spinge perché si completi la vaccinazione del personale La Sardegna risponde aggiornando i dati: «Quelli del ministero sono sbagliati»
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CAGLIARI. Il commissario Francesco Paolo Figliolo non s’è perso in giri di parole, nel faccia a faccia con le Regioni. «Dobbiamo spingere sugli insegnanti. A settembre – ha ribadito – le scuole dovranno essere luoghi sicuri». Poi, in una lettera, ha dettato i tempi della nuova priorità: «Organizziamo subito una corsia preferenziale, negli hub, se vogliamo che le lezioni siano davvero in presenza fra qualche mese».
Dati reali. Letto l’ultimo report del suo Ufficio, Figliuolo ha messo subito dietro la lavagna una decina di Regioni. Sardegna compresa, che finora, secondo i dati ufficiali, avrebbe vaccinato solo il 66,7 per cento del personale scolastico. Ma l’assessorato alla sanità ha replicato a breve giro di posta: «Quel dato è sbagliato. Siamo oltre il 78. Gran parte degli insegnanti, 27.430 su 34.776, ha ricevuto almeno la prima dose». Per poi spiegare anche il motivo della netta differenza fra le due tabelle: «Molti insegnanti si sono prenotati a seconda della fascia d’età e non come categoria prioritaria. Quindi, abbiamo incrociato i dati del ministero della pubblica istruzione con quelli delle tessere sanitarie intestate alle persone vaccinate, e ottenuto il dato reale». Di conseguenza, almeno stando alla Regione, la scuola sarda dovrebbe essere già al sicuro.
Tempi giusti. Il governatore Christian Solinas ha commentato la correzione in corsa: «Siamo in linea con gli obiettivi fissati dal commissario nazionale. Anche noi vogliamo che a settembre la scuola possa riprendere con le lezioni in presenza. Quello scolastico – ha aggiunto – è stato fra i sistemi che più di tutti ha sofferto gli effetti della pandemia con costi sociali enormi e l’abbandono di troppi studenti. Continueremo a mettere in campo ogni strumento a nostra disposizione affinché il traguardo di un ritorno alla normalità per insegnanti e studenti diventi una realtà concreta». È stato poi l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, a ricostruire l’andamento della campagna vaccinale: «Nella prima fase, quella rivolta in particolare agli insegnanti, abbiamo scontato la forte diffidenza che c’è stata verso il vaccino AstraZeneca. Il rallentamento è stato inevitabile. Ma abbiamo recuperato, anche se occorre ancora un sforzo. E infatti lanciamo un appello al personale scolastico non ancora vaccinato: si presenti al più presto negli hub e nei centri territoriali».
L’obiettivo. A parte il prossimo taglio nella consegna delle dosi, anche se dovrebbe riguardare le forniture Pfizer e non quelle AstraZeneca, la Regione vuole chiudere in fretta il discorso scuola. Stando alle tabelle dell’assessorato alla sanità resterebbero ancora da vaccinare 7.346 insegnanti. «La nostra rete – hanno fatto sapere dall’Ats – da mesi viaggia a pieno regime, con un potenziale anche superiore rispetto alle scorte, e lo dimostra l’accelerazione che c’è stata, con ormai il 90 per cento delle dosi somministrate su quelle ricevute».
Il caso studenti. Oltre agli insegnati da vaccinare e al di là delle tabelle in contrasto, Figliuolo ha detto anche questo: «Messi al sicuro gli over 60, dobbiamo pensare anche agli studenti». In questo caso la Sardegna ha un bel po’ di terreno da recuperare in fretta. Anche se il problema non sarebbero solo le dosi che scarseggiano: da quando sono state aperte le vaccinazioni agli over 12, fino a 19 anni, solo in cinquemila si sarebbero prenotati. (ua)
Dati reali. Letto l’ultimo report del suo Ufficio, Figliuolo ha messo subito dietro la lavagna una decina di Regioni. Sardegna compresa, che finora, secondo i dati ufficiali, avrebbe vaccinato solo il 66,7 per cento del personale scolastico. Ma l’assessorato alla sanità ha replicato a breve giro di posta: «Quel dato è sbagliato. Siamo oltre il 78. Gran parte degli insegnanti, 27.430 su 34.776, ha ricevuto almeno la prima dose». Per poi spiegare anche il motivo della netta differenza fra le due tabelle: «Molti insegnanti si sono prenotati a seconda della fascia d’età e non come categoria prioritaria. Quindi, abbiamo incrociato i dati del ministero della pubblica istruzione con quelli delle tessere sanitarie intestate alle persone vaccinate, e ottenuto il dato reale». Di conseguenza, almeno stando alla Regione, la scuola sarda dovrebbe essere già al sicuro.
Tempi giusti. Il governatore Christian Solinas ha commentato la correzione in corsa: «Siamo in linea con gli obiettivi fissati dal commissario nazionale. Anche noi vogliamo che a settembre la scuola possa riprendere con le lezioni in presenza. Quello scolastico – ha aggiunto – è stato fra i sistemi che più di tutti ha sofferto gli effetti della pandemia con costi sociali enormi e l’abbandono di troppi studenti. Continueremo a mettere in campo ogni strumento a nostra disposizione affinché il traguardo di un ritorno alla normalità per insegnanti e studenti diventi una realtà concreta». È stato poi l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, a ricostruire l’andamento della campagna vaccinale: «Nella prima fase, quella rivolta in particolare agli insegnanti, abbiamo scontato la forte diffidenza che c’è stata verso il vaccino AstraZeneca. Il rallentamento è stato inevitabile. Ma abbiamo recuperato, anche se occorre ancora un sforzo. E infatti lanciamo un appello al personale scolastico non ancora vaccinato: si presenti al più presto negli hub e nei centri territoriali».
L’obiettivo. A parte il prossimo taglio nella consegna delle dosi, anche se dovrebbe riguardare le forniture Pfizer e non quelle AstraZeneca, la Regione vuole chiudere in fretta il discorso scuola. Stando alle tabelle dell’assessorato alla sanità resterebbero ancora da vaccinare 7.346 insegnanti. «La nostra rete – hanno fatto sapere dall’Ats – da mesi viaggia a pieno regime, con un potenziale anche superiore rispetto alle scorte, e lo dimostra l’accelerazione che c’è stata, con ormai il 90 per cento delle dosi somministrate su quelle ricevute».
Il caso studenti. Oltre agli insegnati da vaccinare e al di là delle tabelle in contrasto, Figliuolo ha detto anche questo: «Messi al sicuro gli over 60, dobbiamo pensare anche agli studenti». In questo caso la Sardegna ha un bel po’ di terreno da recuperare in fretta. Anche se il problema non sarebbero solo le dosi che scarseggiano: da quando sono state aperte le vaccinazioni agli over 12, fino a 19 anni, solo in cinquemila si sarebbero prenotati. (ua)
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