commissione bilancio
Fondi Ue per 400 milioni dirottati su sanità e ristori
CAGLIARI. I quasi 400 milioni di fondi europei non spesi a causa della pandemia potranno essere dirottati sulla sanità e sui ristori anti Covid. Dopo l’accordo col ministero per il Sud e la delibera...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. I quasi 400 milioni di fondi europei non spesi a causa della pandemia potranno essere dirottati sulla sanità e sui ristori anti Covid. Dopo l’accordo col ministero per il Sud e la delibera della giunta Solinas, anche la commissione bilancio del Consiglio regionale ha detto che si può fare. Il parere favorevole è stato votato solo dalla maggioranza di centrodestra, le opposizioni si sono astenute: «Anche in questo caso è mancata una strategia complessiva sull’utilizzo dei finanziamenti europei».
Lo sblocco. Nell’aula della commissione è stata l’Autorità di gestione dei fondi a ricostruire i passaggi dell’intesa con cui l’Unione europea ha dato il via libera a quello che di fatto è un cambio in corsa della spesa. In particolare, com’è scritto nella delibera di Giunta, 286 milioni della programmazione europea 2014-2020 saranno destinati a contrastare gli effetti della pandemia sull’emergenza sanitaria (107,6 milioni), il rilancio dell’istruzione e della formazione (un milione), la ripresa dell’economia (115,5), la difesa del lavoro (23,2) e del sociale (3). Inoltre, sempre in base all’accordo col Governo, una prossima delibera del Comitato per la programmazione economica, il Cipe, assegnerà alla Regione altri 113 milioni, oggi in carico al Piano di sviluppo e coesione regionale. Una settantina saranno dirottati su progetti che vanno dal turismo all’innovazione. Il resto, oltre 40 milioni, a favore di imprese e lavoratori messi in crisi dalla pandemia.
L’astensione. Le opposizioni, con Piero Comandini del Pd, hanno motivato così gran parte delle loro perplessità: «Pur condividendo l’importanza delle risorse assegnate a interventi su temi sensibili, come lo sono il lavoro e la sanità, sottolineiamo che la Regione, ancora una volta, ha mostrato di non avere una strategia. Anzi, una quota considerevoli di quegli stessi fondi ha finito per destinarli a progetti di modeste dimensioni, mentre da sempre è proprio l’Unione europea a dire: servono interventi strutturali».
Lo sblocco. Nell’aula della commissione è stata l’Autorità di gestione dei fondi a ricostruire i passaggi dell’intesa con cui l’Unione europea ha dato il via libera a quello che di fatto è un cambio in corsa della spesa. In particolare, com’è scritto nella delibera di Giunta, 286 milioni della programmazione europea 2014-2020 saranno destinati a contrastare gli effetti della pandemia sull’emergenza sanitaria (107,6 milioni), il rilancio dell’istruzione e della formazione (un milione), la ripresa dell’economia (115,5), la difesa del lavoro (23,2) e del sociale (3). Inoltre, sempre in base all’accordo col Governo, una prossima delibera del Comitato per la programmazione economica, il Cipe, assegnerà alla Regione altri 113 milioni, oggi in carico al Piano di sviluppo e coesione regionale. Una settantina saranno dirottati su progetti che vanno dal turismo all’innovazione. Il resto, oltre 40 milioni, a favore di imprese e lavoratori messi in crisi dalla pandemia.
L’astensione. Le opposizioni, con Piero Comandini del Pd, hanno motivato così gran parte delle loro perplessità: «Pur condividendo l’importanza delle risorse assegnate a interventi su temi sensibili, come lo sono il lavoro e la sanità, sottolineiamo che la Regione, ancora una volta, ha mostrato di non avere una strategia. Anzi, una quota considerevoli di quegli stessi fondi ha finito per destinarli a progetti di modeste dimensioni, mentre da sempre è proprio l’Unione europea a dire: servono interventi strutturali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
