sardegna rinnovabile
Ambientalisti con ministero ed Enel: «No al metano, subito le rinnovabili»
SASSARI. Per loro il metano non è mai stato nemmeno in discussione, nel senso che sin da subito si erano schierati a favore delle energie “pulite”. D’altra parte, non poteva che essere così per...
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SASSARI. Per loro il metano non è mai stato nemmeno in discussione, nel senso che sin da subito si erano schierati a favore delle energie “pulite”. D’altra parte, non poteva che essere così per “Sardegna Rinnovabile”, l’associazione nata dall’alleanza tra Wwf, Legambiente, Greenpeace e Kyoto Club, che infatti plaude all’ipotesi che non prevede la tappa intermedia del metano nel processo di decarbonizzazione dell’isola e sottolinea l’impegno di Enel: «In attesa di approfondire i particolari, in vista della prossima uscita dal carbone, è un bene che si mettano in luce le potenzialità dell’elettrificazione e i vantaggi del salto tecnologico. Sardegna Rinnovabile si augura anche che le dichiarazioni del ministro Cingolani possano preludere a una spinta da parte del governo in questo senso, anche per coagulare le necessarie risorse pubbliche e private, come già assicurato nei mesi scorsi dalla viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde». Il capitolo metano viene ridotto a una sorta di incidente di percorso: «Portare il gas in Sardegna adesso sarebbe uno spreco di risorse pubbliche e dei cittadini (in bolletta), dal momento che le alternative tecnologiche a carbonio zero sono già disponibili. Inoltre, fare della Sardegna la prima grande isola a carbonio zero sarebbe un formidabile volano economico che ne esalterebbe tutta la ricchezza e le potenzialità». Poi, l’appello alle parti che hanno già dimostrato una certa resistenza: «Ci auguriamo che le forze vive della Sardegna, dai Comuni agli agricoltori alle piccole e medie imprese colgano questa come un’opportunità per mettere in campo ulteriori iniziative e realizzare la visione alla base di “Sardegna Rinnovabile”». La spinta verso una rapida svolta green passa anche dalla raccolta di dati: «Come ha dimostrato il nostro sondaggio dell’ottobre scorso, una maggioranza schiacciante (84%) dei cittadini sardi auspica che, dopo la chiusura delle centrali a carbone, l’energia vada prodotta con fonti rinnovabili e che nel confronto tra metano e fonti rinnovabili, sono queste ultime a vincere nettamente la sfida: sono preferite da oltre otto sardi su dieci (86% per le rinnovabili, 9% per il gas). Le polemiche con cui alcuni esponenti politici, industriali e sindacali hanno accolto l'ipotesi dell'elettrificazione e di 100% energie rinnovabili, peraltro dimostrano invece che una parte della classe dirigente sarda è assai più indietro dei cittadini e delle imprese che dovrebbero rappresentare». Secondo “Sardegna Rinnovabile” il settore manufatturiero potrebbe svilupparsi comunque, a prescindere dai combustibili fossili «insieme alla necessaria accelerazione dei lavori per la rete di trasmissione elettrica (volto a garantire la sicurezza energetica dell’isola in un contesto europeo), l’accelerazione dell’elettrificazione, delle rinnovabili e, sottolineiamo, dell’efficienza energetica costituiscono una formidabile opportunità di sviluppo dell’isola. Il 2025 può e deve segnare la data dell’uscita della Sardegna non solo dal carbone, ma dal carbonio, in linea con le tendenze a livello mondiale».
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