La Nuova Sardegna

L’80% delle spiagge sarde bagnato da acqua limpida

Il report di Legambiente ha analizzato 29 diverse aree di campionamento Maglia nera per l’inquinamento in 6 punti a Valledoria, Alghero, Quartu e Baunei

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Solo sei punti rossi, per fortuna tutto il resto del mare di Sardegna è una meraviglia, ma «ogni giorno va difeso dai malintenzionati». A sostenerlo è «Goletta verde». Dal 22 giugno al 9 luglio, i volontari di Legambiente hanno navigato da una spiaggia all’altra, comprese le foci dei fiumi, per scoprire dove l’uomo si fosse macchiato del peggior reato contro l’ambiente: la devastazione. Per ventisei volte le analisi di laboratorio hanno confermato l’ottima qualità del mare a ridosso delle spiagge. L’allarme, invece, è scattato a Santa Maria Navarrese, davanti allo spiaggione, due volte ad Alghero, ai Bastioni Cristoforo Colombo e nello sbocco a mare di via Garibaldi, a Valledoria, intorno al rio Cuggiani, e sulla costa di Quartu, a Foxi e S’Oru e mari. Con valori, in alcuni casi, addirittura doppi rispetto ai limiti previsti dalla legge. «In queste località – ha detto Serena Carpentieri, vicedirettrice generale di Legambiente – abbiamo riscontrato una forte presenza di batteri fecali. Vuol dire che a monte ci sono uno o più scarichi abusivi, oppure gli impianti di depurazione non funzionano come dovrebbero».

La denuncia. Il dramma ambientale è che «molte di queste segnalazioni ormai si ripetono anno dopo anno» e, come se non bastasse, «l’area intorno alla foce del rio Cuggiani continua a essere certificata come balneabile dal portale delle acque del ministero della salute ed è lo stesso per la spiaggia di S’Oru e mari, ma entrambe non lo sono e proprio a causa del pesante inquinamento batteriologico», ha denunciato Annalisa Columbu, presidente di Legambiente Sardegna. Per aggiungere subito dopo: «Tra l’altro ai Bastioni Colombo non sarebbero stati effettuati neanche i controlli da parte delle Agenzie che dovrebbero verificare la balneabilità nei tratti di mare. Anche se poi, sempre nella stessa zona, è vietato comunque fare il bagno. È una contraddizione». Sono questi i sei «punti rossi» dove «da tempo chiediamo soluzioni immediate ma gli intoppi continuano a essere un’infinità e gli interventi non ci sono stati», ha sottolineato Valentina Basciu, portavoce dei giovani di Legambiente.

La coscienza. Se è vero che la percezione di salvare l’ambiente è diventato un mantra, ancora «ci sono ritardi cronici», ha confermato Serena Carpentieri. Lo confermano questi dati statistici: un reato commesso su tre è sempre legato all’inquinamento, un italiano su quattro, secondo l’Istat, non è servito da un sistema di depurazione efficiente. «Sono tutti segnali che devono far riflettere le istituzioni», così come – ha proseguito – anche «le quattro procedure d’infrazione a danno dell’Italia per non essersi adeguate alle direttive europee sui reflui». E infatti «stiamo pagando multe salate ed è arrivato il momento di correre ai ripari, pianificando importanti investimenti per costruire nuovi depuratori, migliorare l’efficienza di quelli esistenti e contrastare in ogni modo l’illegalità».

Il futuro. «Il nostro monitoraggio non vuole certo sostituire i dati ufficiali, quelli dell’Agenzia Arpa, bensì individuare le criticità provocate da una cattiva depurazione delle acque di scarico», ha rilanciato Annalisa Columbu. Da sempre Legambiente collabora con «chi ha il compito di controllare», e lo farà anche stavolta: «Invieremo le schede dell’ ultima missione a chi di dovere, ma poi ci aspettiamo interventi risolutivi». Mentre, visto il ripetersi degli stessi allarmi stagione dopo stagione, è «evidente invece che finora è stato fatto poco per risolvere le cause della presenza dei batteri di origini fecali». Perché sono proprio questi i nemici da combattere per Goletta verde. «In passato, ad esempio a Bosa, le nostre segnalazioni sono servite risolvere le criticità sul Temo. Quindi – ha concluso Annalisa Columbu – non dobbiamo accontentarci se oggi gran parte del Mare di Sardegna è eccellente. Dobbiamo sollecitare sempre maggior controlli e soprattutto interventi immediati fino a raggiungere l’auspicato cento per cento». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative