forestale
Albergo abusivo a Pula: tutti condannati i sette imputati
PULA. Tutti condannati in primo grado i sette imputati per la lottizzazione abusiva e le violazioni urbanistiche dell’hotel “Villa del Borgo Relais” di Santa Margherita di Pula. Fra i sette ci sono...
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PULA. Tutti condannati in primo grado i sette imputati per la lottizzazione abusiva e le violazioni urbanistiche dell’hotel “Villa del Borgo Relais” di Santa Margherita di Pula. Fra i sette ci sono i cinque comproprietari dell’hotel, il direttore dei lavori e il tecnico che ha provveduto all’accatastamento dell’immobile. La condanna più severa (un anno e 6 mesi) è per l’imprenditrice Nicoletta Olianas De Carolis (55 anni di Pula. Per Francesco Sulis (55 anni di Cagliari), Giovanni Roberto Porcu (56, di Pula), Antonello Locci (62, di San Gavino), la pena è di 1 anno e due mesi; per Emiliano Locci ( 62enne di San Gavino) 1 anno e un mese; infine per Simona Oppi (52 anni, residente nell’hotel), moglie di Francesco Sulis e nipote del leader storico in Sardegna dell’Udc e consigliere regionale di lunga data, condanna a un anno. Tutte le condanne sono sospese. Il giudice ha anche deciso la confisca della struttura e dell’area su cui è stata costruita. «Aspettiamo entro trenta giorni le motivazioni delle sentenze – ha commentato l’avvocato Massimiliano Ravenna, difensore di Simona Oppi, Francesco Sulis e Giovanni Roberto Porcu -, poi vedremo che fare. Faremo valere le nostre ragioni».
A scoprire nel 2016 che l’hotel “Villa del Borgo Relais” sarebbe sorto in difformità delle leggi urbanistiche e con una lottizzazione abusiva erano stati gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo forestale diretti dal commissario Ugo Calledda. I ranger avevano anche fatto ricorso a un drone per documentare con immagini dall’alto l’estensione del resort. (l.on)
A scoprire nel 2016 che l’hotel “Villa del Borgo Relais” sarebbe sorto in difformità delle leggi urbanistiche e con una lottizzazione abusiva erano stati gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo forestale diretti dal commissario Ugo Calledda. I ranger avevano anche fatto ricorso a un drone per documentare con immagini dall’alto l’estensione del resort. (l.on)
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