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Sardegna green, Mulas contro Starace: «I vantaggi per Enel e il lutto per i sardi»

Roberto Petretto
Sardegna green, Mulas contro Starace: «I vantaggi per Enel e il lutto per i sardi»

Il sindaco di Porto Torres replica all’Ad dell’ente elettrico: «Ibernateci per dieci anni, tanto non ci volete coinvolgere» 

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SASSARI. Che la transizione ecologica non sarà un “giro di valzer” per alcune categorie strettamente legate all’uso dei combustibili fossili lo si era capito da tempo. Ma sentirlo dire con questi termini e con una calma olimpica dal direttore generale e amministratore di Enel per molti ha avuto l’effetto di uno schiaffo in pieno volto. Le dichiarazioni di Francesco Starace pronunciare al seminario estivo dell’associazione Symbola hanno acuito le preoccupazioni di tanti lavoratori che in Sardegna trovano la propria occupazione in settori ora in bilico per le prospettive della svolta green. Di queste preoccupazioni si è fatto portavoce il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas: «L'amministratore delegato di Enel sembra fare terrorismo mediatico sull'impatto della transizione energetica sulla Sardegna: non mi sembra un approccio propositivo e concreto ma solo filosofico», dice Mulas.

Nel territorio di Porto Torres sorge una delle due centrali termoelettriche che dovrebbero chiudere senza una riconversione con passaggio intermedio dal carbone al gas: «Preferirei che un manager ragionasse scientificamente sui numeri reali e sui piani industriali - attacca Mulas -. E soprattutto che il futuro della nostra isola non venisse deciso da un colosso energetico privato (partecipato) e poi calato sulla testa dei suoi abitanti».

L’accelerazione impressa dall’Enel alla questione della transizione energetica in Sardegna viene vista con diffidenza se non addirittura con ostilità da alcuni settori dell’opinione pubblica isolana. Il sindaco di Porto Torres si iscrive d’ufficio tra gli ostili: «A noi sardi viene detto improvvisamente che tutti i progetti sviluppati negli ultimi decenni sono da stracciare - dice Mulas -. Si afferma che la transizione energetica non sarà senza sacrifici - che può essere pure vero - ma non vengono chiariti i benefici di questa prospettiva. Sembrano parole lanciate apposta per provocare una levata di scudi e motivare poi la rinuncia agli investimenti».

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Il sindaco di Porto Torres ricorda alcuni passaggi delle dichiarazioni di Starace e li contesta: «L’Ad di Enel sostiene che non si tratta di un “funerale ma di una rinascita” senza in realtà motivare questa affermazione: al momento sembra solo che i vantaggi saranno solo quelli della sua azienda mentre il “lutto” sarà scaricato sulla Sardegna. E cosa vuol dire che questa operazione richiede grandi investimenti all'inizio e poi pochi costi di gestione? È già previsto che chi lavorerà all'opera perderà poi il posto di lavoro una volta conclusa? ».

Ma la contestazione riguarda sopratutto i ruoli di chi deve decidere le scelte strategiche per il futuro dell’isola: «Qui sta il punto nodale del ragionamento - sottolinea ancora il sindaco -: il futuro energetico della nostra isola non può essere deciso da grandi aziende ma deve essere il frutto di un confronto collettivo che coinvolga tutte le parti. E che tenga sempre presente il bilancio occupazione di queste scelte».

Sono in tanti, come il sindaco di Porto Torres, a chiedere un coinvolgimento dei territori nelle scelte che riguardano il loro avvenire: «A mio parere ha senso parlare di questi temi solo con un approccio globale: perché il futuro non è solo la transizione energetica, ma anche infrastrutture moderne, collegamenti stradali e ferroviari degni del ventunesimo secolo, e un sistema di continuità territoriale dignitoso ed efficiente. Non si può parlare di progresso energetico in un contesto che per il resto è quasi da terzo mondo. In questo si annida la contraddizione più forte del ragionamento proposto da Starace».

Massimo Mulas conclude con una battuta-provocazione: «A questo punto lancio una proposta che forse taglia la testa al toro: visto che nessuno vuole spiegare come si snoderà esattamente questa transizione energetica, ibernate tutti i sardi per dieci anni e poi scongelateci quando tutto sarà cambiato. Tanto non sembra, che al momento, ci venga richiesta una diversa dose di protagonismo».
 

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