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«Non graviamo l’isola di nuove servitù»

«Non graviamo l’isola di nuove servitù»

CAGLIARI. I progetti dei vertici dell’Enel, condivisi dal ministro Cingolani, non convincono gli esperti del Gruppo di Intervento Giuridico che parlano di ennesimo sfregio ambientale ai danni dell’iso...

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CAGLIARI. I progetti dei vertici dell’Enel, condivisi dal ministro Cingolani, non convincono gli esperti del Gruppo di Intervento Giuridico che parlano di ennesimo sfregio ambientale ai danni dell’isola. «Nei giorni scorsi – si legge in una nota del Grig – è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il bando di gara (830 milioni di euro, ma l’investimento complessivo è pari a 3,4 miliardi di euro) per la realizzazione del Thyrrenian Link, il nuovo doppio cavo sottomarino di Terna s.p.a. con portata 1000 MW. Al termine dei lavori, considerando l’altro collegamento già esistente, il SA.PE.I. con portata 1000 MW, la Sardegna avrà collegamenti con una portata complessiva di 2.400 MW. Ma a chi serve questo enorme quantitativo di energia?»

«Già oggi – spiega il Grig – oltre il 38% dell’energia prodotta in Sardegna non serve all’Isola e viene esportata. Nei nuovi progetti dell’Enel dovrebbero essere sacrificati più di 10 mila ettari di boschi e terreni agricoli con l’Isola gravata di una nuova e pesante servitù».

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