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In manette l’ex proprietario della Costa Smeralda

In manette l’ex proprietario della Costa Smeralda

Il miliardario americano prelevato da agenti federali a Los Angeles L’accusa: «Trame con Stati arabi per condizionare l’amministrazione Trump»

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SASSARI. Agenti del dipartimento di giustizia degi Stati Uniti hanno arrestato martedì mattina a Los Angeles Tom Barrack, miliardario americano che dal 2003 al 2012 è stato il proprietario della Costa Smeralda. Barrack è stato arrestato perche accusato di aver fatto segretamente lobby per alcuni Paesi del Golfo come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, interessati ad influenzare la campagna presidenziale di Donald Trump e la sua successiva amministrazione dopo la vittoria alle presidenziali americane del 2016.. Nel tentativo di portare avanti gli interessi degli Emirati, Barrack avrebbe cercato di «influenzare le posizione di politica estera di un candidato alle elezioni presidenziali del 2016 e, successivamente, quelle dell'amministrazione», afferma il Dipartimento di Giustizia, che ha accusato Barrack anche di ostruzione alla giustizia e di false dichiarazioni durante un interrogatorio nel 2019 con agenti federali.

I fatti, su cui da tre anni indaga la procura di New York in seguito ai sospetti nati nel corso dell'inchiesta sul Russiagate, risalgono al periodo tra il 2016 e il 2018, con Trump che dopo la conquista della Casa Bianca nominò Barrack, da sempre uno dei suoi più stretti consiglieri, presidente del comitato inaugurale, quello addetto all'organizzazione della cerimonia dell'Inauguration Day, nel giorno dell'insediamento del nuovo presidente. Insieme al miliardario, accusato anche di false dichiarazioni dagli investigatori, sono state incriminate dai federali altre due persone: Matthew Grimes, un ex manager della Colony Capital, il fondo di cui Barrack è stato amministratore delegato e presidente, e Rashid al-Malik Alshahhi, un uomo d'affari degli Emirati molto vicino ai governanti di Abi Dhabi. L'investitore, oggi 74 anni, ha sempre negato ogni addebito, sostenendo attraverso i suoi legali di essere stato un intermediario indipendente tra alcuni leader del Golfo Persico e l'amministrazione Trump, senza mai aver agito per conto di entità o governi stranieri. Ad insospettire gli investigatori ci sono i consistenti investimenti di cui la Colony Capital ha beneficiato dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi da quando Donald Trump ottenne la nomination presidenziale dal partito repubblicano nel luglio del 2016: una somma complessivamente pari ad almeno 1,5 miliardi di dollari, di cui circa 474 milioni provenienti da fondi sovrani dei governi di Riad ed Abu Dhabi. Tra le accuse rivolte a Barrack anche quella di aver alterato per conto dei due Paesi stranieri alcune dichiarazioni e alcune linee politiche dell'allora presidente Trump.

Proprio attraverso la società Colony capital Tom Barrack, nel luglio del 2003, acquisì la proprietà del consorzio Costa Smeralda dal gruppo Starwood per 290 milioni. Barrack rimase proprietario della Costa Smeralda sino al maggio del 2012, quando con un’operazione che fu poi oggetto di indagine da parte della Procura di Tempio per sospetta evasione fiscale, cedette alla Qatar Holding.

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