Pass verde obbligatorio per un’estate in zona bianca
di Umberto Aime
Oggi la decisione del Governo: le Regioni chiedono criteri più elastici
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CAGLIARI. Da lunedì il Green pass sarà obbligatorio, ma le regole sono ancora appese a un filo e tutte le ipotesi possibili. Solo oggi il Consiglio dei ministri, dopo essersi confrontato con la Cabina di regia, composta solo da esperti, deciderà dove il «Certificato verde» dovrà essere per forza presentato all’ingresso. Le Regioni hanno presentato una loro proposta: sì nei ristoranti, ma qui basterà «dimostrare di essere vaccinati anche con una sola dose», mentre dovranno esse due per gli eventi sportivi, i concerti e «qualunque altro raduno in cui possano esserci assembramenti». Però nel Governo è ancora netta la spaccatura fra chi vorrebbe il lasciapassare obbligatorio dappertutto e quanti solo negli stadi e nelle discoteche quando riapriranno.
L’intesa. Ancora prima della decisione finale, un accordo di massima è stato comunque raggiunto nell’ultimo confronto fra Palazzo Chigi e la Conferenza dei governatori: «Ad agosto l’Italia dovrà rimanere tutta bianca, o ci sarà il crollo del turismo». Per riuscire in quest’impresa, vista l’esplosione quotidiana dei contagi a causa della variante Delta, oggi il Governo dovrebbe rivedere anche la tabella dei criteri con cui, ogni settimana, sono assegnati i colori alle Regioni. L’ipotesi più probabile è che le future possibili bocciature, cioè il passaggio dalla zona bianca a quella gialla, siano decise prima di tutto in base al numero dei ricoverati negli ospedali Covid e non solo dall’aumento dei contagi ogni 100mila abitanti. Tra l’altro è proprio questa la posizione portata avanti dalla Sardegna, che è stata fra le prime regioni a sollecitare col presidente Christian Solinas e all’assessore alla sanità Mario Nieddu, una «nuova tabella che tenga conto dei ricoveri e anche della percentuale di popolazione vaccinata entro luglio».
Mille versioni. È da settimane che l’ipotesi Green pass strong, oppure light, ha accesso il confronto fra le Regioni e il Governo. La Sardegna s’è schierata col presidente della Conferenza dei presidenti, Massimiliano Fedriga, che può essere riassunta così: «Il Certificato verde dovrà essere la chiave per riaprire i locali chiusi, ma non dovrà chiudere, o limitare la capienza, di quelli aperti da quando è scattata la zona bianca nazionale». Così, proprio per evitare contraccolpi pesanti soprattutto sui ristoranti, le Regioni vorrebbero un Green pass light, quello rilasciato dopo una sola dose di vaccino. Qualche governatore si sarebbe spinto anche oltre, proponendo l’obbligatorietà solo dopo la retrocessione di un territorio in zona gialla, ma alla fine questa possibilità ha trovato pochi sostenitori e per ora è stata messa da parte. Invece sarebbe sostenuta da tutte le Regioni, senza differenza fra quelle governate dal centrodestra o dal centrosinistra, sulla versione strong del Green pass in tutti gli altri eventi all’aperto e al chiuso.
Governo spaccato. Il ministro alla salute, Roberto Speranza, e quello per gli affari regionali, Maria Stella Gelmini, sarebbero disponibili ad accettare la bozza delle Regioni seppure con qualche correzione, per evitare che rimangano troppe zone grigie. «Dobbiamo seguire questa strada – hanno ribadito i governatori – come precauzione per evitare di dover chiudere tutto dopo». Però la Cabina di regia avrebbe sollecitato regole più stringenti: la diffusione della variante Delta è un vero e proprio incubo. Di contro, sempre nel Governo, i ministri della Lega punterebbero al Green pass light, leggero, dovunque. Oggi si conoscerà la decisione di Palazzo Chigi e comunque da lunedì bisognerà girare con il lasciapassare in tasca.
Caso scuole. Sempre oggi sarà svelato anche il mistero su cosa accadrà nelle scuole da settembre in poi. Anche su questo versante le Regioni hanno avanzato una proposta: il Pass per insegnati e studenti sarà obbligatorio solo in caso di focolai. Il Governo non ha preso posizione, confermando che «prima dell’inizio dell’anno scolastico un protocollo definirà come i presidi dovranno comportarsi di caso in caso».
L’intesa. Ancora prima della decisione finale, un accordo di massima è stato comunque raggiunto nell’ultimo confronto fra Palazzo Chigi e la Conferenza dei governatori: «Ad agosto l’Italia dovrà rimanere tutta bianca, o ci sarà il crollo del turismo». Per riuscire in quest’impresa, vista l’esplosione quotidiana dei contagi a causa della variante Delta, oggi il Governo dovrebbe rivedere anche la tabella dei criteri con cui, ogni settimana, sono assegnati i colori alle Regioni. L’ipotesi più probabile è che le future possibili bocciature, cioè il passaggio dalla zona bianca a quella gialla, siano decise prima di tutto in base al numero dei ricoverati negli ospedali Covid e non solo dall’aumento dei contagi ogni 100mila abitanti. Tra l’altro è proprio questa la posizione portata avanti dalla Sardegna, che è stata fra le prime regioni a sollecitare col presidente Christian Solinas e all’assessore alla sanità Mario Nieddu, una «nuova tabella che tenga conto dei ricoveri e anche della percentuale di popolazione vaccinata entro luglio».
Mille versioni. È da settimane che l’ipotesi Green pass strong, oppure light, ha accesso il confronto fra le Regioni e il Governo. La Sardegna s’è schierata col presidente della Conferenza dei presidenti, Massimiliano Fedriga, che può essere riassunta così: «Il Certificato verde dovrà essere la chiave per riaprire i locali chiusi, ma non dovrà chiudere, o limitare la capienza, di quelli aperti da quando è scattata la zona bianca nazionale». Così, proprio per evitare contraccolpi pesanti soprattutto sui ristoranti, le Regioni vorrebbero un Green pass light, quello rilasciato dopo una sola dose di vaccino. Qualche governatore si sarebbe spinto anche oltre, proponendo l’obbligatorietà solo dopo la retrocessione di un territorio in zona gialla, ma alla fine questa possibilità ha trovato pochi sostenitori e per ora è stata messa da parte. Invece sarebbe sostenuta da tutte le Regioni, senza differenza fra quelle governate dal centrodestra o dal centrosinistra, sulla versione strong del Green pass in tutti gli altri eventi all’aperto e al chiuso.
Governo spaccato. Il ministro alla salute, Roberto Speranza, e quello per gli affari regionali, Maria Stella Gelmini, sarebbero disponibili ad accettare la bozza delle Regioni seppure con qualche correzione, per evitare che rimangano troppe zone grigie. «Dobbiamo seguire questa strada – hanno ribadito i governatori – come precauzione per evitare di dover chiudere tutto dopo». Però la Cabina di regia avrebbe sollecitato regole più stringenti: la diffusione della variante Delta è un vero e proprio incubo. Di contro, sempre nel Governo, i ministri della Lega punterebbero al Green pass light, leggero, dovunque. Oggi si conoscerà la decisione di Palazzo Chigi e comunque da lunedì bisognerà girare con il lasciapassare in tasca.
Caso scuole. Sempre oggi sarà svelato anche il mistero su cosa accadrà nelle scuole da settembre in poi. Anche su questo versante le Regioni hanno avanzato una proposta: il Pass per insegnati e studenti sarà obbligatorio solo in caso di focolai. Il Governo non ha preso posizione, confermando che «prima dell’inizio dell’anno scolastico un protocollo definirà come i presidi dovranno comportarsi di caso in caso».
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