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I medici ai colleghi no vax: «Fuori chi non si vaccina»

Gli ordini provinciali a favore della sospensione degli iscritti non immunizzati


25 luglio 2021 wSASSARI


SASSARI. È un clima da “tolleranza zero” quello che filtra dai quattro ordini provinciali dei medici quando si parla dei colleghi contrari alla vaccinazione. C’è chi definisce “vergognoso” il comportamento dei sanitari no vax e c’è chi li invita ad “andare a zappare l’orto”. Con il rischio che qualcuno provi a confutare l’importanza dell’irrigazione, o dei concimi, nello sviluppo di piante e ortaggi.

Per i 300 medici ed infermieri che ancora non hanno iniziato il percorso vaccinale, insomma, tira una brutta aria. E se presto sarà l’Ats a diffondere gli elenchi del personale sanitario “no vax”, da cui matureranno le sospensioni immediata dalla professione medica sino al 31 dicembre, alcuni ordini provinciali hanno già iniziato ad isolare i colleghi non vaccinati, soprattutto quelli che avevano avuto la brillante idea di diffondere pubblicamente, spesso sui social network, punti di vista non congrui alla professione medica. Come l’invito a non vaccinarsi rivolto ai pazienti.

Gli ordini dei medici. A Sassari il presidente Nicola Addis ha già ribadito il suo punto di vista: «Ne ho parlato ieri (venerdì, ) durante una seduta del Consiglio nazionale ma l’avevo detto pubblicamente anche il 22 luglio, durante le cerimonia di consegna delle lauree in medicina: l’ordine dei medici di Sassari è contro i no vax». Addis, poi, passa al punto di vista personale: «I no vax devono stare fuori dall’ordine perché sotto l’aspetto deontologico questa posizione non è compatibile con la professione medica. Se poi venissi a sapere che qualche iscritto facesse proseliti tra i pazienti, aprirei subito un provvedimento disciplinare. Non siamo nel campo dell’obiezione di coscienza, che in qualche caso posso anche capire, qua si tratta di boicottare terapie provate scientificamente». Da Sassari a Cagliari il discorso non cambia. Il presidente dell’ordine cagliaritano, Giuseppe Chessa, ha già iniziato a muovere le sue pedine nello scacchiere della lotta ai no vax: «Credo che chi si professa contro i vaccini abbia sbagliato tutto sin dall’inizio, dalla scelta della facoltà. Un medico no vax è una contraddizione in termini. Purtroppo ne conosco alcuni – aggiunge Chessa – e i più pericolosi sono quelli che dicono ai pazienti che i vaccini sono dannosi. È capitato che alcuni lo abbiano fatto pubblicamente, anche sui social, il che ci ha permesso di aprire un provvedimento disciplinare nei loro confronti. È vergognoso che ci siano medici, infermieri e oss che non siano vaccinati. In alcuni casi spicca anche la viltà di un ragionamento squallido: aspetto che lo facciano tutti e così una volta raggiunta l’immunità di gregge sono a posto». Da Nuoro, la presidente Maria Giobbe ci tiene a fare una distinzione: «Non tutti i medici non vaccinati sono no vax. C’è anche chi non può essere vaccinato per motivi di salute, è importante sottolinearlo. Quando ci troviamo davanti a no vax conclamati, provvediamo con un richiamo bonario. Se il collega non dovesse rispondere, inizia il procedimento disciplinare. Ora arriveranno gli elenchi di Ats ma saranno le aziende locali a decidere se applicare quello che ritengo essere un deterrente efficace, forse il più efficace: la sospensione dello stipendio. A volte quella economica è la via più percorribile, soprattutto tra chi, come i medici no vax, adduce motivazioni labili a supporto di questa scelta».

Antonio Sulis, presidente dell’ordine provinciale di Oristano, si dice favorevole all’obbligo vaccinale: «Per certe professioni dovrebbe essere così, è il mio punto di vista. I colleghi no vax, invece, li vedrei meglio a zappare l’orto piuttosto che in corsia. Ora sono state decise le procedure da seguire e una volta che Ats comunicherà le liste dei no vax noi dovremo solo comunicare la sospensione dal servizio sino al 31 dicembre con una delibera del consiglio direttivo. Una volta raggiunta quella data, si vedrà come agire in vista del futuro perché non possiamo tollerare posizioni come quelle dei no vax».

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