«Salviamo il Montiferru» la legge subito in Consiglio
Consiglio regionale, il governatore Solinas: «Gli aiuti saranno immediati» Ricostruzione economica e ambientale, approvato ordine del giorno unitario
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CAGLIARI. La legge «Salviamo il Montiferru» arriverà fra pochi giorni in Consiglio regionale. A confermarlo, in aula, è stato il governatore Christian Solinas: «Ho chiesto all’assessore Giuseppe Fasolino di verificare subito quali disponibilità abbiamo in bilancio per sostenere i primi e rapidi interventi destinati a fronteggiare l’emergenza economica e sociale all’indomani degli incendi nell’Oristanese e non solo». Nell’attesa che presto, molto presto, «il Governo, come annunciato dal premier Draghi, faccia la sua parte, stanziando fondi straordinari a favore di Comuni, cittadini e aziende agricole travolti dai roghi». Perché tra l’altro, sempre in quei territori purtroppo devastati, sarà anche necessario – ha aggiunto il governatore – «ridisegnare e reinterpretare in fretta i modelli di sviluppo visto che finora il futuro del Montiferru dipendeva in gran parte proprio dal suo inestimabile patrimonio ambientale». È quel tesoro, a cominciare dai boschi, che fra sabato e domenica è stato divorato dalle fiamme. «Da questa emergenza – ha sottolineato Solinas – dobbiamo uscire insieme, coinvolgendo tutti», ed è per questo che «dobbiamo unirci senza distinzione di colori e schieramenti». In questo momento drammatico altre parole d’ordine se non appunto quella dell’auspicata unità «non sarebbero capite da chi ha perso tutto». Per chiudere il capitolo degli aiuti, o meglio dei fatti concreti, con queste parole: «Oggi dobbiamo riuscire a dare risposte immediate, e quelle che daremo saranno risposte della politica nel suo complesso, mentre quanto non riusciremo a fare sarà ugualmente una grave responsabilità di tutta la politica».
La fragilità dell’ecosistema. «Negli ultimi anni – ha detto Solinas – troppe norme hanno trasformato alcuni territori in una cartolina di mero valore estetico. Aver puntato su questa visione integralista ha limitato anche la possibilità di utilizzare i boschi, alterando in qualche modo persino quell'equilibrio che esisteva grazie alle millenarie azioni portate avanti dall'uomo». Con il risultato che dopo «essere state sacrificate proprio queste attività, da sempre destinate a preservare l’ambiente, la gente si è allontanata da quei territori». O meglio troppe aree sono rimaste incustodite e non più lavorate. Quindi, ha concluso il governatore, «oggi, come classe politica, dobbiamo interrogarci sulle azioni da intraprendere per riavviare una nuova e indispensabile prevenzione attiva in quei territori». Argomento che è stato subito ripreso dalla Lega, con il capogruppo Dario Giagoni, che ha presentato una proposta di legge con cui «all’agricoltore è riconosciuto anche il ruolo di custode dell’ambiente e dell’ecosistema», perché poi «svolga opere di conservazione, protezione e manutenzione». Vorrebbe dire, in buona sostanza, ripopolare i territori oggi spopolati.
Ordine del giorno. Tutti i partiti, maggioranza e opposizione, si sono poi ritrovati in un ordine del giorno unitario, firmato per primo dal consigliere regionale e sindaco di Santu Lussurgiu, uno dei Comuni più colpiti, Diego Loi dei Progressisti. Fra i punti più salienti la costituzione di «un tavolo permanente con gli amministratori delle comunità colpite dagli incendi, finalizzato a definire le azioni immediate per il ripristino dei danni e avviare una strategia condivisa sulla ricostruzione dell'economia e del paesaggio». Lo stesso ordine del giorno impegna la Giunta anche a trasmettere, con la massima urgenza, alle commissioni del Consiglio regionale una prima bozza della legge annunciata dal governatore Solinas. La settimana prossima sarà dunque decisiva per far rinascere il Montiferru. (ua)
La fragilità dell’ecosistema. «Negli ultimi anni – ha detto Solinas – troppe norme hanno trasformato alcuni territori in una cartolina di mero valore estetico. Aver puntato su questa visione integralista ha limitato anche la possibilità di utilizzare i boschi, alterando in qualche modo persino quell'equilibrio che esisteva grazie alle millenarie azioni portate avanti dall'uomo». Con il risultato che dopo «essere state sacrificate proprio queste attività, da sempre destinate a preservare l’ambiente, la gente si è allontanata da quei territori». O meglio troppe aree sono rimaste incustodite e non più lavorate. Quindi, ha concluso il governatore, «oggi, come classe politica, dobbiamo interrogarci sulle azioni da intraprendere per riavviare una nuova e indispensabile prevenzione attiva in quei territori». Argomento che è stato subito ripreso dalla Lega, con il capogruppo Dario Giagoni, che ha presentato una proposta di legge con cui «all’agricoltore è riconosciuto anche il ruolo di custode dell’ambiente e dell’ecosistema», perché poi «svolga opere di conservazione, protezione e manutenzione». Vorrebbe dire, in buona sostanza, ripopolare i territori oggi spopolati.
Ordine del giorno. Tutti i partiti, maggioranza e opposizione, si sono poi ritrovati in un ordine del giorno unitario, firmato per primo dal consigliere regionale e sindaco di Santu Lussurgiu, uno dei Comuni più colpiti, Diego Loi dei Progressisti. Fra i punti più salienti la costituzione di «un tavolo permanente con gli amministratori delle comunità colpite dagli incendi, finalizzato a definire le azioni immediate per il ripristino dei danni e avviare una strategia condivisa sulla ricostruzione dell'economia e del paesaggio». Lo stesso ordine del giorno impegna la Giunta anche a trasmettere, con la massima urgenza, alle commissioni del Consiglio regionale una prima bozza della legge annunciata dal governatore Solinas. La settimana prossima sarà dunque decisiva per far rinascere il Montiferru. (ua)
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