La Nuova Sardegna

il laboratorio per rilanciare i borghi 

A Orani si riparte dalla bellezza per riannodare i fili dello sviluppo

di Giusy Ferreli

ORANI. La bellezza salverà il mondo? La bellezza dell’artigianato animerà i borghi sardi? All’ombra delle vestigia del “Campusantu vetzu”, antico e suggestivo luogo di Orani dedicato ai defunti, un...

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ORANI. La bellezza salverà il mondo? La bellezza dell’artigianato animerà i borghi sardi? All’ombra delle vestigia del “Campusantu vetzu”, antico e suggestivo luogo di Orani dedicato ai defunti, un progetto sperimentale frutto dell’accordo tra la Fondazione di Sardegna e la Fondazione triennale di Milano , “Arti-janus-Artijanas. Tesori viventi” vuole riannodare i fili dello sviluppo grazie al potere della bellezza che nasce dall’incontro tra arte, artigianato e design. Sia quella raccontata da Alberto Cavalli, direttore della fondazione Cologni dei Mestieri dell’arte che si sofferma sulla potenza dell’arte, sia quella che prende corpo nei manufatti dei maestri artigiani protagonisti della manifestazione. Bellezza è quella dei “Tesori viventi” di cui parla Stefano Boeri, l’architetto a capo della Triennale di Milano chiamato a dare il suo contributo alla riflessione che proseguirà oggi e domani. Citando intellettuali e filosofi secondo cui «la mano è la finestra della mente» Boeri sviluppa un ragionamento sull’incontro tra questi campi dell’espressione della creatività umana. Boeri parte da un tributo all’artista oranese Costantino Nivola. «L’artista pensa per il suo paese un intervento urbano – dice Boeri mentre sullo schermo scorre un disegno di Nivola – che racchiude in sé sia una connotazione artistica sia artigianale. Passa la vita a ragionare sulla manifattura e arte e questo principio diventa laboratorio collettivo». E ancora, l’architetto si sofferma sulla forza espressiva dell’artista ogliastrina Maria Lai, e sui manufatti impalpabili di Chiara Vigo, l’artigiana del bisso, la seta del mare. Tra arte, artigianato e design dunque si articola la sua riflessione e sino ad arrivare alla Pietà Rondanini di Michelangelo, opera alla quale lo scultore lavorò per anni sino alla sua morte senza mai portarla a termine. «Quando parliamo di bellezza non parliamo di compiutezza ma anche della discontinuità fortissima che caratterizza non solo la storia dell’arte ma anche la storia dell’artigianato». Ad Orani dunque si riparte dalla bellezza che nasce dal confronto e dall’ibridazione . «Stiamo attivando un’interessante condivisione di conoscenze, conoscenze che ad Orani ma anche in altri borghi dell’interno sono significative», sottolinea Carlo Mannoni, direttore generale della Fondazione di Sardegna che punta a trasformare la manifestazione in un appuntamento fisso. Intanto quest’oggi si prosegue con un’iniziativa sulla rigenerazione urbana e sulla riforestazione. Altro tema importante il ruolo della formazione e del passaggio generazione delle competenze. Si dialoga tra i rappresentanti di categoria e la presidente della Commissione lavoro della Camera, Romina Mura.

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