«Il telerilevamento è stato smantellato perché inadeguato»
L’impianto Teletron piazzato nel 1986 e spento nel 2005 L’assessore Lampis: «Stiamo esaminando altre proposte»
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Una convenzione siglata nel 1990, grazie a una sperimentazione ben riuscita qualche anno prima in Ogliastra, tra Arzana e Lanusei. Un rapporto che va avanti per diverso tempo, con l’installazione di telecamere in diversi punti indicati dalla Regione, la certificazione degli stati d’avanzamento e i collaudi delle opere che vanno a buon fine. A vigilare sui rapporti con la Teletron Euroricerche, la società che fornì l’impianto di telerilevamento per prevenire gli incendi boschivi, fu sino al 2005 l’assessorato regionale all’Ambiente. Poi le competenze passarono al Corpo Forestale. «In quel periodo – spiega l’attuale assessore all’Ambiente Gianni Lampis – iniziarono ad emergere i primi problemi legati ai collaudi. Venne fuori infatti che gli impianti non corrispondevano a quanto previsto nella convenzione e il loro funzionamento risultò insoddisfacente». Nel 2005 la convenzione non venne rinnovata. E il collaudo con esito positivo certificato dalla Commissione indicata dall’assessorato all’Ambiente venne rigettato dal Corpo forestale, che azzerò quella commissione e ne nominò un’altra. Questa volta il collaudo ebbe esito negativo e si decise di dismettere l’impianto, considerato inaffidabile e dispendioso. La vicenda è approdata in tribunale con la richiesta reciproca di risarcimenti danni tra la Regione e l’associazione di imprese di cui faceva parte la Teletron: la Regione sollecitava 19,5 milioni, la controparte ne pretendeva 10. Questa parte della vicenda si è chiusa pochi mesi fa con un accordo che ha visto la Regione vincitrice: la società ha accettato di pagare circa 2,5 milioni di euro e di smantellare gli impianti a sue spese. L’altro capitolo della battaglia giudiziaria è invece ancora in corso di svolgimento e per ora vede la Regione sconfitta: il tribunale l’ha infatti condannata a versare le somme dovute per il lavoro svolto ai componenti della commissione incaricata del collaudo dall’allora assessorato all’Ambiente, poi sostituti da altre figure indicate dal Corpo forestale. La Regione non si arrende e ha presentato ricorso in appello. «Nel frattempo la vicenda delle telecamere spente è approdata per due volte in consiglio regionale nel 2017», ricorda Lampis. «L’assessora che mi ha preceduto nell’incarico, Donatella Spano, rispose a due interrogazioni dei Riformatori spiegando che “in fase di utilizzo le verifiche di funzionalità diedero risultati negativi. Su 131 incendi nel raggio di 10 chilometri dalle telecamere, solo 3 furono avvistati, insieme all'intollerabile disturbo di 2.180 falsi allarmi”». Poi, sempre la Spano: “Nell’anno 2000 su Lanusei, furono avvistati 2 eventi su 10 sulla superficie lorda e 2 su 6 sulla superficie netta. Inoltre è stato registrato un significativo ritardo nella segnalazione degli unici due eventi individuati (7 e 9 minuti) rispetto al momento dell'insorgenza segnalata dalle postazioni di vedetta”. «Insomma – conclude Lampis – l’impianto è stato smantellato perché non considerato idoneo. Questo non significa che la Regione sia contraria all’utilizzo della tecnologia contro gli incendi: stiamo esaminando alcune proposte e cercando la soluzione migliore per il nostro territorio». (si. sa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
