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Appello al governo Lampis: «Più aerei»

Appello al governo Lampis: «Più aerei»

L’assessore dell’Ambiente chiede una flotta più numerosa E nel Montiferru si lotta contro il fuoco da una settimana

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SASSARI. Mentre i roghi sul Montiferru continuano a non dare tregua, con riaccensioni continue che si ripropongono a distanza di sette giorni dal primo innesco del rogo, anche la Sicilia, soprattutto nelle zone di Catania e Palermo, si trova costretta a combattere con le fiamme. Una situazione che ha convinto l’assessore dell'Ambiente con delega alla Protezione Civile, Gianni Lampis, a chiedere una rimodulazione dei mezzi antincendio, soprattutto quelli aerei: «La situazione di emergenza nazionale sul fronte incendi richiede un dispiegamento di mezzi aerei che si dimostra insufficiente rispetto alle reali esigenze della nazione – dice Lampis–. La politica nazionale ed il Governo si interroghino su questa improrogabile necessità perché possa diventare oggetto di una discussione prioritaria». «Ribadisco l'esigenza di attivare in Sardegna – continua l’assessore – le forze armate a supporto del sistema regionale antincendio per affiancarle nella bonifica del rogo del Montiferru». Dalla Sardegna, poi, è partito anche un messaggio di solidarietà dedicato alla Sicilia: «Agli amici siciliani va la comprensione e la vicinanza umana e politica per quello che proprio in queste ore accade nella loro terra, con incendi diffusi su tutto il territorio dell'isola», conclude l’assessore Lampis.

La situazione. Continua la lotta contro le fiamme che da più di una settimana hanno ridotto in cenere buona parte delpolmone verde dell'Oristanese che è anche uno dei più importanti della Sardegna. Ieri mattina un focolaio ha ripreso vigore nelle campagne di Cuglieri, dove sono intervenuti due elicotteri e il Super Puma, oltre ad un Canadair. Nell’elenco degli impegni fissati nella prossima settimana, il primo è previsto per domani, quando si riunirà la cabina di regia del Centro operativo regionale (Cor) per dare immediatamente avvio alle attività sulla stima dei danni, mentre dall'assessorato regionale dell'Ambiente sono state emanate le linee guida per i Comuni che stanno ricevendo le istanze dei privati. «Secondo una prima stima l'estensione di territorio bruciato è di circa 20mila ettari, forse qualcosa di più – dice il capo della protezione civile sarda, Antonio Belloi, anche in merito ad una nuova stima satellitare che ha conteggiato 1.500 ettari in più e 220 edifici distrutti - Attendiamo la riperimetrazione geolocalizzata da parte del Corpo forestale, mentre per quanto riguarda gli immobili se ne stanno occupando i vigili del fuoco».

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