La sbandata poi lo schianto 48enne muore ad Ardara

La vittima è un fabbro padre di due figlie rimasto vedovo sei anni fa

ARDARA. L’elicottero che stava transitando nella zona di Siligo è stato dirottato per cercare di dare tempestività ai soccorsi, ma tutti gli sforzi purtroppo non sono stati sufficienti per riuscire a salvare la vita a Gianmario Sini, 48enne di Tula, residente ad Ardara, vedovo e padre di due figlie.

L’uomo è morto nella tarda mattinata di ieri in un incidente che si è verificato sulla strada provinciale 102, in località “Tola”. Mentre procedeva in direzione di Chilivani, appena fuori dal territorio di Ardara, l’uomo ha perso il controllo del mezzo che ha sbandato sulla destra finendo a tutta velocità in un terreno adiacente. La Golf si è ribaltata più volte, Gianmario Sini è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e il suo corpo è rimasto incastrato sotto le lamiere dell’auto. Liberato dai vigili del fuoco, il 48enne è stato affidato alle cure urgenti degli operatori del 118 che hanno tentato l’impossibile per cercare di salvargli la vita, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Troppo gravi le lesioni riportate dall’uomo.

Tra i primi soccorritori a fermarsi per cercare di capire la gravità della situazione, anche il sindaco di Ardara Francesco Dui, che a sua volta stava percorrendo in auto quella strada in direzione Ozieri, e che è stato tra coloro che hanno chiamato i soccorsi. «É impossibile realizzare quanto accaduto, una tragedia immane che ha colpito una famiglia e la comunità che voleva bene a Gianmario, una persona sempre sorridente e disponibile, che mancherà a tanti perché nei venti anni trascorsi dal suo trasferimento ad Ardara è sempre stato considerato uno del paese. Era una brava persona, e non è una frase fatta».

Sempre sorridente, lo ricordano tutti Giovanni Maria Sini, per gli amici Gianmario, anche se la vita gli aveva riservato tanto dolore. Sei anni fa aveva perso per un male improvviso la giovane moglie, che aveva lasciato il marito e due figlie adolescenti. Ma lui si era fatto forza per tutti e tre, buttandosi a capofitto nel lavoro ma senza rinunciare ai momenti con gli amici. Tra questi i suoi stessi datori di lavoro dell’officina Dettori, dove Gianmario lavorava da anni come fabbro e per i quali era uno di famiglia. «La sua perdita ci lascia senza parole - racconta un ancora scosso Francesco Dui - e a nome della comunità esprimo la mia più affettuosa vicinanza alle figlie, agli amici e ai familiari. La comunità si sta stringendo attorno a loro, e ora la nostra priorità sarà quella di non far mancare alle ragazze il nostro affetto, del quale avranno ancora più bisogno». Un affetto che già a brevissima distanza dall’ora dell’incidente viene espresso sui social, e che sta già portando tante persone a portare l’ultimo saluto a Gianmario nella cappella del cimitero comunale dove sono state portate le sue spoglie. Ancora non si conosce la data del funerale, ma il corpo è già stato restituito ai familiari perché il magistrato di turno non ha disposto l’autopsia. Le cause della morte del 48enne sono purtroppo molto chiare, e l’unico dubbio - che anche se sciolto non toglierà ne aggiungerà niente a questa triste vicenda - è la causa che lo ha portato a perdere il controllo della Golf.

Sulla dinamica dell’incidente, infatti, sono ancora in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri che - oltre ai rilievi - stanno anche cercando qualche testimonianza utile da parte di automobilisti che hanno incrociato o che seguivano l’auto condotta da Gianmario Sini.

Di sicuro, al momento, c’è quella sbandata improvvisa che potrebbe essere stata causata da un malore, o anche da una manovra per cercare di evitare un ostacolo. O forse un’altra auto che proveniva dalla parte opposta. Un particolare che dovrà essere accertato dalle indagini.

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