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Oggi l’ultimo saluto al “Sassarino” con il picchetto della Brigata 

Uri si stringe alla famiglia Panzalis e prega per i due ragazzi feriti

di Franco Cuccuru
Uri si stringe alla famiglia Panzalis e prega per i due ragazzi feriti

URI. Una comunità ancora scossa e incredula. Un paese che in un attimo ha perso due figli e non riesce a darsi una ragione per quanto accaduto. La dimensione della disgrazia dell’altro ieri è troppo...

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URI. Una comunità ancora scossa e incredula. Un paese che in un attimo ha perso due figli e non riesce a darsi una ragione per quanto accaduto. La dimensione della disgrazia dell’altro ieri è troppo grande da mandare giù, ci vorrà del tempo e tanto coraggio. La morte improvvisa di Franco Panzalis, primo maresciallo della Brigata Sassari e Giusy Nurchis, affermata pedagogista dell’apprendimento, ha fatto sprofondare, in un attimo, nella tristezza più assoluta l’intera comunità. La salma del “sassarino” ha fatto mestamente rientro in paese e oggi alle 10,30 in forma laica si svolgerà la cerimonia funebre presso la camera mortuaria del cimitero nuovo, col pacchetto d’onore della Brigata Sassari. Mentre per le esequie di Giusy Nurchis non è ancora arrivata l’autorizzazione da parte delle autorità competenti.

L’inizio di una vacanza nella Sardegna selvaggia e nel mare cristallino dell’Ogliastra, per i due coniugi si è tramutata in tragedia. Le strade della nostra isola ancora una volta si sono trasformate in una trappola mortale. Non erano questi i disegni di Franco e Giusy, 54 anni, che avevano davanti un futuro fatto di progetti e aspettative con due figli splendidi e diligenti nello studio. Chiara la primogenita, maturità classica conseguita al liceo Azuni di Sassari e una laurea al conservatorio di Sassari, dovrà sobbarcarsi il peso maggiore di questa disgrazia. Senza i genitori il pensiero della ragazza adesso è rivolto al fratello minore, diciott’anni da compiere ad agosto. Il prossimo anno anche lui si maturerà all’Azuni, quest’anno ha chiuso il quarto anno in maniera brillante. E all’Azuni, al corso biomedico, studia anche la fidanzatina del ragazzo, anche lei coinvolta nel tragico incidente al bivio di Mamoiada. Il preside del liceo sassarese, Roberto Cesaraccio, ha voluto mostrare la vicinanza ai due giovani e alla famiglia inviando agli studenti un messaggio di solidarietà, segno di presenza e attenzione dell’istituzione scolastica. «Un grave lutto – scrive Cesaraccio – ha colpito uno dei nostri ragazzi. Credo di interpretare il pensiero di tutta la nostra comunità nello stringerci forte a lui, alla sorella e ai familiari con tutto il nostro affetto. Ci stringiamo anche alla ragazza, anche lei “figlia” dell’Azuni, augurando a entranbi una pronta guarigione dalle ferite del corpo e un solidale ristoro per quelle affettive». E un messaggio di solidarietà alla famiglia delle vittime, e soprattutto a Chiara, e arrivato dal Conservatorio. «Siamo ancora increduli e profondamente addolorati per la tragedia che ha travolto la vita di Chiara –scrive il presidente del Canepa Ivano Iai – ci sentiamo sinceramente vicini alla nostra allieva che insieme alla sua famiglia aveva riposto impegno e speranze negli studi. In un momento così difficile vogliamo dire a Chiara che siamo qui e che resteremo accanto a lei per sostenerla nel suo percorso di formazione».

Le condizioni dei due ragazzi sono critiche ma le speranze che superare questo momento aumentano. «Credo che sia importante pregare per questi ragazzi e sperare che si rimettano il prima possibile – ha affermato la sindaca di Uri Lucia Cirroni –. Sarebbe l’unico raggio di sole in questa triste vicenda».

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