La Nuova Sardegna

Montiferru ancora in ansia il fuoco resiste sotto terra

di Claudio Zoccheddu
Montiferru ancora in ansia il fuoco resiste sotto terra

Un elicottero con rilevatori ad infrarossi in volo per scovare i roghi sotterranei

2 MINUTI DI LETTURA





SANTU LUSSURGIU. Il calo delle temperature, qualche goccia di pioggia e i mezzi aerei che continuano a gettare acqua sui focolai che ancora minacciano il Montiferru hanno riportato un vago senso di tranquillità nelle comunità che nei giorni scorsi sono state minacciate dalla fiamme. Eppure, la lotta continua. L’ultimo scontro con il fuoco è della serata di sabato, quando le fiamme hanno minacciato alcune abitazioni nella parte alta di Santu Lussurgiu, per fortuna senza conseguenze. Anche ieri, sono stati gli elicotteri della flotta regionale a domare l’ennesima riaccensione dei focolai che ormai da più di una settimana tormentano i rilevi del Montiferru. Ora, però, la lotta si complica.

Il fuoco sotterraneo. Il nemico è sempre più difficile da rintracciare perché brucia sottoterra. Niente di particolarmente strano per gli esperti dell’antincendio che sanno benissimo che eventi violenti come quello che ha interessato la zona più a nord dell’Oristanese, capaci di sviluppare un’intensità lineare di circa 10mila kilowatt al metro, lavorano anche sotto la superficie bruciando lentamente le sostanze vegetali che si trovano sotto il livello del suolo, come il muschio, la torba o l’humus indecomposto. È proprio la continuità degli strati di torba a fornire il combustibile che permette loro di continuare il cammino fino a quando incontrano le condizioni che rendono possibile il ritorno in superficie, come una radice smossa o una qualsiasi apertura in grado di aumentare l’apporto di ossigeno. Per fortuna la loro combustione generalmente è lenta ma le difficoltà nello spegnimento sono estreme, anche perché sono complicati da individuarli. Poi, sono piuttosto longevi e possono restare accesi per intere settimane.

La situazione. Nonostante il nemico non sia stato ancora sconfitto, la sensazione è che l’emergenza sia ormai passata. Abbassare la guardia, però, non è un’ipotesi da prendere in considerazione. Anche perché dopo il rogo inizieranno le bonifiche. «Oggi (ieri, ndr) è stata una giornata abbastanza tranquilla – spiega il sindaco di Santu Lussurgiu, Diego Loi –. Stamane c’è stata qualche avvisaglia ma la situazione è sempre stata sotto controllo. Purtroppo siamo costretti a combattere con le continue riaccensioni che non possono essere controllate. Il problema è che non sappiamo cosa stia accendendo sotto il filo della superficie, dove il fuoco continua a bruciare. Adesso è arrivato un elicottero in grado di fare analisi ad infrarossi, speriamo bene». Ma il lavoro della politica è orientato verso quello che accadrà nel post emergenza: «Non solo la conta dei danni ma anche gli interventi per le bonifiche – continua il sindaco – che devono essere completati nel minor tempo possibile perché si possano evitare i rischi dettati dal dissesto idrogeologico». Un’eredità che rischia di compromettere anche le poche aree sfuggite alla furia del fuoco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative