Oristano, indagini sulla gestione dell’emergenza

L’attenzione della Procura si sposta sulle operazioni di spegnimento. Quasi certa l’origine colposa

SASSARI. Ormai l’indirizzo sembra chiaro: l’origine del gigantesco rogo che ha devastato il Montiferru e una parte della Planargia sarebbe colposa. L’attenzione della Procura di Oristano, dunque, si sposta sulle operazioni di spegnimento e sulla gestione dell’emergenza. Il nuovo fronte delle indagini, dunque, approfondirà tutti i momenti critici del fine settimana infernale vissuto nel nord dell’Oristanese.

Incendio colposo. La genesi dell’incubo di fuoco risalirebbe all’incendio di un’auto avvenuto venerdì 23 luglio nel territorio di Bonarcado, da cui era partito un incendio che aveva bruciato una ventina di ettari delle terre circostanti. Prontamente spento dai vigili del fuoco, il rogo sarebbe ripartito il giorno dopo sfruttando le condizioni favorevoli (vento da sud, temperature elevate e boschi sostanzialmente disidratati) per poi trasformarsi in uno dei roghi più esteti della storia recente dell’isola.

Le indagini. Il procuratore di Oristano, Ezio Domenico Basso, conferma il nuovo fronte di indagini: «Stiamo cercando di approfondire tutti gli aspetti relativi alla gestione delle operazioni di spegnimento – spiega Basso –. È un lavoro molto complesso e richiede parecchio tempo». Mentre il fronte delle indagini si allarga, uno degli aspetti fondamentali della vicenda sembra ormai assodato: «Le indicazioni raccolte ci fanno credere che tutto si partito dall’incendio che il 23 luglio è partito dal guasto di una vettura nel territorio comunale di Bonarcado», conclude il procuratore. Possibili novità sono attese dall’esito delle indagini portate avanti sul campo dai carabinieri del Niab, il nucleo operativo antincendio boschivo che, in collaborazione con gli investigatori del Corpo forestale, stanno raccogliendo dati ed effettuando sopralluoghi lungo la vastissima porzione di territorio attraversata dalle fiamme. Anche in questo caso, si tratta di un lavoro complesso che potrebbe andare avanti per alcune settimane.

Le bonifiche. Sono riprese ieri mattina le operazioni di bonifica del rogo, che ha raggiunto gli 80 chilometri di fronte di fuoco. Ieri mattina le squadre del corpo forestale, della Protezione civile, dei vigili del fuoco e i volontari, hanno controllato palmo a palmo le aree percorse dall’incendio, con l’obiettivo di spegnere i focolai ancora attivi e verificare la situazione complessiva. In aiuto delle squadre a terra sono arrivati due elicotteri della flotta regionale, partiti dalle basi di Fenosu e Bosa, che hanno monitorato dall'alto la zona per individuare eventuali focolai ancora attivi.

Nel frattempo, ieri è stata convocata la cabina di regia del tavolo tecnico che dovrebbe iniziare a definire la conta dei danni; l'attuale stima è di 20mila ettari andati in fumo, ma il rilievi geo-referenziati del Copro Forestale regionale dovrebbero rappresentare l'effettiva estensione dell'incendio. (c.z.)

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