Centro per la Sclerosi solo a fine pandemia
L’assessore alla Sanità: «Per ora non possiamo riaprire al Binaghi». Angius e Lai: «Mancano i medici»
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La pandemia ha scatenato più di un effetto collaterale, tutti negativi, sul sistema sanitario: liste d’attesa infinite, ospedali requisti, reparti militarizzati e via discorrendo. L’emergenza s’è sentita dovunque e ancora si percepisce. È il caso del Centro regionale di riferimento per la sclerosi multipla, un’eccellenza europea. Fino all’anno scorso era ospitato al Binaghi di Cagliari, ma a dicembre la struttura è stata trasformata poi in ospedale Covid e per forza maggiore, sempre a causa della pandemia, il Centro è stato smembrato, mettendo in difficoltà i cinquemila pazienti seguiti sui settemila sardi affetti da sclerosi multipla.
Lo scontro. «Da eccellenza che era, in un battibaleno il Centro è stato retrocesso a disservizio», hanno denunciato i consiglieri regionali Francesco Agus, Progressisti, ed Eugenio Lai, Leu. La replica dell’assessore alla sanità, Mario Nieddu, è stata: «Il ritorno nella vecchia sede sarà possibile solo «alla fine della pandemia». Per poi aggiungere: «A suo tempo, siamo stati costretti ad aprire proprio al Binaghi un reparto di terapia intensiva per evitare ci fosse troppa pressione sugli altri ospedali». Ma i consiglieri regionali di opposizione hanno insistito: «È stata una scelta azzardata e noi ve l’avevamo detto». L’assessore ha controreplicato: «Nella fase acuta della pandemia non c’era che quella soluzione immediata e infatti, dopo la quarta ondata, abbiamo dovuto riaprire il reparto al Binaghi, o tutti gli altri pronto soccorso sarebbero finiti di nuovo sotto stress». Per dichiarare, infine, «quando passerà l’emergenza, il Centro non solo sarà accorpato come in passato, ma soprattutto potenziato».
Carenza di medici. Oltre che a causa della pandemia, la struttura destinata ai pazienti affetti da sclerosi multipla è in crisi anche per la carenza di medica. Oggi sono solo quattro i neurologi in servizio e due andranno in pensione alla fine dell’anno. «Secondo gli standard nazionali – ha sottolineato Agus – ogni medico dovrebbe seguire non più di 250 pazienti, e quindi i neurologi del dovrebbero essere almeno cinque volte tanto, mentre oggi ogni medico ha in carico oltre 1250 assistiti». È un numero esagerato – ha aggiunto Lai – «con un disservizio tutto scaricato sui pazienti». L’assessore Nieddu ha risposto: «Mesi fa abbiamo indetto una selezione per ingaggiare nuovi neurologi, ma purtroppo non ha dato l’effetto sperato. Sappiamo bene che i medici del Centro sono sotto organico e per questo ingaggeremo due specialisti a tempo determinato come soluzione tampone in attesa del concorso». Alla fine del confronto con la Giunta, i due consiglieri dell’opposizione si sono dichiarati insoddisfatti per le risposte dell’assessore: «L’attuale disorganizzazione in cui avete gettato il Centro dimostra la scarsa sensibilità della Regione per le persone affette da sclerosi multipla». Ma l’assessore Nieddu ha ribadito: «Passata la pandemia, gli standard ritorneranno a essere quelli di una volta e siamo sicuri che sarà al più presto».
Lo scontro. «Da eccellenza che era, in un battibaleno il Centro è stato retrocesso a disservizio», hanno denunciato i consiglieri regionali Francesco Agus, Progressisti, ed Eugenio Lai, Leu. La replica dell’assessore alla sanità, Mario Nieddu, è stata: «Il ritorno nella vecchia sede sarà possibile solo «alla fine della pandemia». Per poi aggiungere: «A suo tempo, siamo stati costretti ad aprire proprio al Binaghi un reparto di terapia intensiva per evitare ci fosse troppa pressione sugli altri ospedali». Ma i consiglieri regionali di opposizione hanno insistito: «È stata una scelta azzardata e noi ve l’avevamo detto». L’assessore ha controreplicato: «Nella fase acuta della pandemia non c’era che quella soluzione immediata e infatti, dopo la quarta ondata, abbiamo dovuto riaprire il reparto al Binaghi, o tutti gli altri pronto soccorso sarebbero finiti di nuovo sotto stress». Per dichiarare, infine, «quando passerà l’emergenza, il Centro non solo sarà accorpato come in passato, ma soprattutto potenziato».
Carenza di medici. Oltre che a causa della pandemia, la struttura destinata ai pazienti affetti da sclerosi multipla è in crisi anche per la carenza di medica. Oggi sono solo quattro i neurologi in servizio e due andranno in pensione alla fine dell’anno. «Secondo gli standard nazionali – ha sottolineato Agus – ogni medico dovrebbe seguire non più di 250 pazienti, e quindi i neurologi del dovrebbero essere almeno cinque volte tanto, mentre oggi ogni medico ha in carico oltre 1250 assistiti». È un numero esagerato – ha aggiunto Lai – «con un disservizio tutto scaricato sui pazienti». L’assessore Nieddu ha risposto: «Mesi fa abbiamo indetto una selezione per ingaggiare nuovi neurologi, ma purtroppo non ha dato l’effetto sperato. Sappiamo bene che i medici del Centro sono sotto organico e per questo ingaggeremo due specialisti a tempo determinato come soluzione tampone in attesa del concorso». Alla fine del confronto con la Giunta, i due consiglieri dell’opposizione si sono dichiarati insoddisfatti per le risposte dell’assessore: «L’attuale disorganizzazione in cui avete gettato il Centro dimostra la scarsa sensibilità della Regione per le persone affette da sclerosi multipla». Ma l’assessore Nieddu ha ribadito: «Passata la pandemia, gli standard ritorneranno a essere quelli di una volta e siamo sicuri che sarà al più presto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
