Positiva e in fuga una donna in vacanza a Muravera
Roberto Petretto
Tra i nuovi contagiati comunque molti sardi e pochi turisti. I ricoverati sono tutti locali
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Nei periodo d’oro (appena due anni fa, prima dell’era Covid) in Sardegna si arrivano a contare, in un anno, quasi 11 milioni di presenze turistiche. Il dato si è ridotto del 60 per cento lo scorso anno, ma nel 2021 ci sono segnali di una ripresa sostenuta che potrebbe riportare l’isola a livelli di presenze quasi come quelli pre Covid. D’estate la popolazione della Sardegna, secondo alcune stime, raddoppia.
Con una presenza così massiccia di vacanzieri ci si aspetterebbe di registrare alcuni fenomeni: molti turisti tra contagiati e ricoverati e molti contagi in zone particolarmente portate all’ospitalità. Invece, tra i nuovi positivi di queste settimane i turisti sono una ristretta minoranza e mentre i ricoverati sono tutti sardi.
Niente turisti negli ospedali. «Non abbiamo turisti ricoverati nei nostri ospedali - dice il commissario dell’Ats, Massimo Temussi - e anche tra i contagiati sono pochissimi. In prevalenza il virus si sta diffondendo tra i sardi».
Ma c’è di più: una parte dell’isola che nella prima fase della pandemia è stata duramente colpita quella del nord Sardegna, tra Sassari e la Gallura, stavolta sta registrando un’incidenza di casi molto inferiore rispetto al sud Sardegna. Questo nonostante una presenza massiccia di turisti: «Siamo a livelli di 80-100 mila arrivi in Gallura», dice ancora Temussi.
Contagiata in fuga. Il dato comunicato da Temussi viene confermato anche da Sergio Marracini, direttore del presidio ospedaliero unico di Cagliari, quello che al momento ospita il maggior numero di ricoverati: «Ne abbiamo 17 in terapia intensiva e ne sta arrivando un altro che ancora non figura nelle statistiche che vi sono state fornite. Inoltre ne abbiamo 80 nei reparti ordinari», dice Marracini. Se si considera che il dato di ieri parla di 108 ricoverati in area medica e di 19 in terapia intensiva, si capisce quale ruolo abbiano in questo momento gli ospedali cagliaritani.
Ma qualche contagiato c’è anche tra i turisti e proprio ieri uno di questi è stato protagonista di un episodio negativo. Lo racconta lo stesso Marracini: «Al pronto soccorso dell’ospedale San Marcellino di Muravera ieri si è presentata una turista di 50 anni, dichiaramente no vax, che era ospitata in un b&b. È stata sottoposta a tampone ed è risultata positiva. Il collega si è allontanato per verificare la disponibilità di un posto nel covid hotel di Oristano, dove la donna avrebbe dovuto passare la quarantena, e quando è tornato la turista non c’era più. La guardia giurata ha detto di averla vista allontanarsi insieme al marito. Ovviamente abbiamo segnalato la cosa ai carabinieri».
Ora spetterà alle forze dell’ordine rintracciare la donna e il suo accompagnatore: «È grave che questa signora si sia sottratta ai suoi obblighi dice ancora il dottor Marracini -, ma bisogna anche dire che è il primo caso del genere che ci capita. Confermo che non ci sono turisti ricoverati e che anche tra i contagiati i casi sono rari».
Il bollettino. Ieri nell’isola ancora una giornata nera: 414 nuovi casi (cento in più rispetto al giorno precedente) sulla base di 3.378 persone testate, per un tasso di positività del 12,2 per cento.
Ci sono stati anche due morti: un uomo di 90 anni della Città Metropolitana di Cagliari e una donna di 59 anni, residente nella Provincia del Sud Sardegna.
I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 20, (uno in meno rispetto a ieri), ma spaventa soprattutto l’aumento dei ricoverati in area medica: ora sono 108 (+ 14 rispetto a ieri). Aumenta quindi l’incidenza sul numero di posti letto disponibili: fatto grave perchè questo è l’unico parametro che ancora tiene la Sardegna in zona bianca. Ammontano a 6.451 i casi di isolamento domiciliare (+268 rispetto a ieri).
Dei 414 nuovi casi 234 sono stati individuati nell’area metropolitana di Cagliari e 62 nel sud Sardegna. Altri 67 in provincia di Sassari, 39 in quella di Nuoro e 12 in quella di Oristano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Con una presenza così massiccia di vacanzieri ci si aspetterebbe di registrare alcuni fenomeni: molti turisti tra contagiati e ricoverati e molti contagi in zone particolarmente portate all’ospitalità. Invece, tra i nuovi positivi di queste settimane i turisti sono una ristretta minoranza e mentre i ricoverati sono tutti sardi.
Niente turisti negli ospedali. «Non abbiamo turisti ricoverati nei nostri ospedali - dice il commissario dell’Ats, Massimo Temussi - e anche tra i contagiati sono pochissimi. In prevalenza il virus si sta diffondendo tra i sardi».
Ma c’è di più: una parte dell’isola che nella prima fase della pandemia è stata duramente colpita quella del nord Sardegna, tra Sassari e la Gallura, stavolta sta registrando un’incidenza di casi molto inferiore rispetto al sud Sardegna. Questo nonostante una presenza massiccia di turisti: «Siamo a livelli di 80-100 mila arrivi in Gallura», dice ancora Temussi.
Contagiata in fuga. Il dato comunicato da Temussi viene confermato anche da Sergio Marracini, direttore del presidio ospedaliero unico di Cagliari, quello che al momento ospita il maggior numero di ricoverati: «Ne abbiamo 17 in terapia intensiva e ne sta arrivando un altro che ancora non figura nelle statistiche che vi sono state fornite. Inoltre ne abbiamo 80 nei reparti ordinari», dice Marracini. Se si considera che il dato di ieri parla di 108 ricoverati in area medica e di 19 in terapia intensiva, si capisce quale ruolo abbiano in questo momento gli ospedali cagliaritani.
Ma qualche contagiato c’è anche tra i turisti e proprio ieri uno di questi è stato protagonista di un episodio negativo. Lo racconta lo stesso Marracini: «Al pronto soccorso dell’ospedale San Marcellino di Muravera ieri si è presentata una turista di 50 anni, dichiaramente no vax, che era ospitata in un b&b. È stata sottoposta a tampone ed è risultata positiva. Il collega si è allontanato per verificare la disponibilità di un posto nel covid hotel di Oristano, dove la donna avrebbe dovuto passare la quarantena, e quando è tornato la turista non c’era più. La guardia giurata ha detto di averla vista allontanarsi insieme al marito. Ovviamente abbiamo segnalato la cosa ai carabinieri».
Ora spetterà alle forze dell’ordine rintracciare la donna e il suo accompagnatore: «È grave che questa signora si sia sottratta ai suoi obblighi dice ancora il dottor Marracini -, ma bisogna anche dire che è il primo caso del genere che ci capita. Confermo che non ci sono turisti ricoverati e che anche tra i contagiati i casi sono rari».
Il bollettino. Ieri nell’isola ancora una giornata nera: 414 nuovi casi (cento in più rispetto al giorno precedente) sulla base di 3.378 persone testate, per un tasso di positività del 12,2 per cento.
Ci sono stati anche due morti: un uomo di 90 anni della Città Metropolitana di Cagliari e una donna di 59 anni, residente nella Provincia del Sud Sardegna.
I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 20, (uno in meno rispetto a ieri), ma spaventa soprattutto l’aumento dei ricoverati in area medica: ora sono 108 (+ 14 rispetto a ieri). Aumenta quindi l’incidenza sul numero di posti letto disponibili: fatto grave perchè questo è l’unico parametro che ancora tiene la Sardegna in zona bianca. Ammontano a 6.451 i casi di isolamento domiciliare (+268 rispetto a ieri).
Dei 414 nuovi casi 234 sono stati individuati nell’area metropolitana di Cagliari e 62 nel sud Sardegna. Altri 67 in provincia di Sassari, 39 in quella di Nuoro e 12 in quella di Oristano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
