la legge sui defribillatori
Lapia: «Un provvedimento che servirà a salvare molte vite»
SASSARI. L’approvazione della legge sull’utilizzo dei defibrillatori in contesti extraospedalieri, che ha avuto come relatrice la deputata sarda Mara Lapia, introduce una serie di importanti novità...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. L’approvazione della legge sull’utilizzo dei defibrillatori in contesti extraospedalieri, che ha avuto come relatrice la deputata sarda Mara Lapia, introduce una serie di importanti novità che dovrebbero facilitare l’uso di questo strumento di pronto intervento. L’onorevole Lapia contesta ora alcuni passaggi del titolo a corredo dell’articolo con cui La Nuova ha dato conto dell’approvazione della legge: «Pur complimentandomi vivamente con la giornalista Giusi Ferreli per l’estrema professionalità con cui ha trattato l’argomento, è mia premura porre l’attenzione sull’inesattezza riportata in una dichiarazione attribuitami ma che, in realtà, non ho mai pronunciato e che di fatto non corrisponde alla realtà».
Il passaggio contestato è quello in cui si attribuisce alla Lapia il virgolettato: “diamo a tutti la possibilità di aiutare chi ha un infarto”.
«Faccio osservare che, oltre ad essere una dichiarazione - ci tengo a ribadirlo - che non è mai stata rilasciata della sottoscritta, l’utilizzo del Dae automatico e semiautomatico avviene solo ed esclusivamente in caso di arresto cardiaco e non di infarto: infatti l’infarto si verifica quando il flusso di sangue nei vasi che nutrono il cuore (coronarie) è ostacolato da un'ostruzione e, a differenza dell'arresto cardiaco, il cuore solitamente non smette di battere. Per quest’ultima patologia – l’arresto cardiaco, per l’appunto - è necessaria un’azione diversa, come l’utilizzo di un defibrillatore per riattivare il battito cardiaco, non già la disostruzione delle coronarie».
La parlamentare aggiunge anche un altro particolare: «La legge approvata non prevede una “concessione senza limiti” o una “immunità” per il cittadino nell'utilizzo del defibrillatore: è un provvedimento normativo che servirà a salvare molte vite umane, obbligando il nostro Paese a sviluppare una cultura dell'utilizzo di questo importante strumento salvavita, sia nelle pubbliche amministrazioni che in tutti quei luoghi caratterizzati da importanti afflusso di pubblico. La modifica dell'articolo 54 del Codice Penale è un provvedimento necessario per fare in modo che ogni cittadino venga messo nella condizione di intervenire in casi di assoluta emergenza, assistendo la persona colpita da arresto cardiaco fino all'arrivo del personale sanitario preposto, senza il rischio di essere perseguito penalmente».
Il passaggio contestato è quello in cui si attribuisce alla Lapia il virgolettato: “diamo a tutti la possibilità di aiutare chi ha un infarto”.
«Faccio osservare che, oltre ad essere una dichiarazione - ci tengo a ribadirlo - che non è mai stata rilasciata della sottoscritta, l’utilizzo del Dae automatico e semiautomatico avviene solo ed esclusivamente in caso di arresto cardiaco e non di infarto: infatti l’infarto si verifica quando il flusso di sangue nei vasi che nutrono il cuore (coronarie) è ostacolato da un'ostruzione e, a differenza dell'arresto cardiaco, il cuore solitamente non smette di battere. Per quest’ultima patologia – l’arresto cardiaco, per l’appunto - è necessaria un’azione diversa, come l’utilizzo di un defibrillatore per riattivare il battito cardiaco, non già la disostruzione delle coronarie».
La parlamentare aggiunge anche un altro particolare: «La legge approvata non prevede una “concessione senza limiti” o una “immunità” per il cittadino nell'utilizzo del defibrillatore: è un provvedimento normativo che servirà a salvare molte vite umane, obbligando il nostro Paese a sviluppare una cultura dell'utilizzo di questo importante strumento salvavita, sia nelle pubbliche amministrazioni che in tutti quei luoghi caratterizzati da importanti afflusso di pubblico. La modifica dell'articolo 54 del Codice Penale è un provvedimento necessario per fare in modo che ogni cittadino venga messo nella condizione di intervenire in casi di assoluta emergenza, assistendo la persona colpita da arresto cardiaco fino all'arrivo del personale sanitario preposto, senza il rischio di essere perseguito penalmente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
