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Il turismo che riparte: negozi e intrattenimento ai livelli del luglio 2019

Il turismo che riparte: negozi e intrattenimento ai livelli del luglio 2019

Report di Confartigianato sui dati di Google sulla mobilità «C’è una ripresa dei flussi e della voglia di vacanze»

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SASSARI. Ci si muove di più, si frequentano più negozi e attività di intrattenimento. Crescono i flussi turistici e la voglia di vacanze. Forse è un modo per trovare un equilibrio e in regime di convivenza con il virus che ha cambiato le nostre vite. Nonostante l’epidemi che non molla, le persone riprendono a muoversi, a viaggiare, a vivere. La conferma arriva dagli indicatori di mobilità di Google per l’isola relativi al mese di luglio. Si è registrato addirittura un leggerissmo incremento rispetto allo stesso periodo del 2019, quando del Covid ancora non si conosceva l’esistenza. Secondo uno studio di Confartigianato, infatti, nella media dei primi 23 giorni di luglio 2021 la dinamica giornaliera dei flussi relativi a negozi e luoghi di ricreazione indica un +0.4% rispetto al periodo pre-crisi (2019) e un + 9,8% rispetto allo scorso anno, percentuale che sale al +14,0% per gli hub di trasporto.

I luoghi di ricreazione. Tra i cosiddetti “luoghi di ricreazione”, nell'isola ci sono anche le circa 6.400 piccole e medie aziende artigiane, con oltre 15mila addetti, che si occupano di attività legate alle vacanze e allo svago: trasporti, ricettività, ristorazione, agroalimentare, servizi turistici, benessere, intrattenimento, attività ricreative e culturali ma anche produzione e vendita di monili, artigianato artistico, abbigliamento e calzature. E in questa miriade di attività la percezione di una ripresa robusta c’è stata. Lo si capisce dal dossier “Imprese artigiane nei settori interessati dalla domanda turistica in Sardegna 2021”, realizzato dall'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Istat, Unioncamere e Movimprese.

I “big data”. «La “movimentazione” rilevata dai big data in Sardegna ci dice di una interessante ripresa dei flussi turistici e della crescita della voglia di vacanze delle persone», dicono Maria Amelia Lai e Daniele Serra, presidente e segretario Regionale di Confartigianato Imprese Sardegna. Più di una 1 impresa su 5, delle 35mila realtà artigiane della Sardegna, è coinvolta, direttamente o con l'indotto, nel mercato turistico regionale.

Il quadro. Alla fine del primo trimestre 2021 le imprese artigiane sarde operanti in attività interessate dalla domanda turistica sono 6.415, pari al 18,7% dell'artigianato totale e danno lavoro a 15.300 addetti. In chiave settoriale il comparto più rilevante quello della ristorazione (23,7%), seguono l'agroalimentare (22,9%), i trasporti (17,6), bar e pasticcerie (7,4%).

Vietato adagiarsi. Attenzione però: è vietato mollare la presa. «In questo momento non basta e non basterà nei prossimi mesi - ammoniscono Lai e Serra - quando la concorrenza tornerà a essere agguerrita e le frontiere aperte». C’è l’incognita legata alla ripresa della pandemia: «Non vorremmo che questi segnali venissero stroncati. La campagna di tracciamento e vaccinazione, soprattutto nelle zone turistiche, deve essere rafforzata».

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