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Bugie, scuse e cavilli per schivare il vaccino e avere il green pass

Antonello Palmas
Bugie, scuse e cavilli per schivare il vaccino e avere il green pass

Le scuse più astruse per evitare la somministrazione: dalla psoriasi all'asma giovanile, ma i medici sono giustamente inflessibili

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SASSARI. Fare i duri e puri del no alla vaccinazione può anche essere appagante per lo spirito, ma non tutti sono disposti ad accettare le conseguenze di certe prese di posizione che, è bene precisarlo, spesso rivelano paure reali, conseguenza di false nozioni diffuse a piene mani da inattendibili ma seguitissimi siti di “informazione”. Brutta cosa però scoprire di non potersi sedere con gli amici al ristorante e non poter assistere a quello spettacolo tanto atteso senza il tanto vituperato green pass. Che a quel punto diventa una necessità, perché va bene la questione di principio, ma per la pizza si può chiudere un occhio.

E allora ecco che scatta il piano: ottenere l’esenzione dalla vaccinazione dal medico di famiglia per avere il certificato verde. E pazienza se le motivazioni sono le più improbabili e non rientrano nelle prescrizioni del Ministero. Fra le più curiose "scuse", il fatto di essere affetti da psoriasi (che invece denota non un deficit immunitario ma il contrario) o di essere stati operati per un tumore (e dunque avere invece bisogno di una protezione dal virus appunto con il vaccino) o ancora essere stati affetti (40 anni prima...) dall'asma.

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