sportelli linguistici
Cento sindaci a Solinas: occorre integrare i fondi si rischia lo stop
CAGLIARI. Oltre cento sindaci da tutta la Sardegna hanno scritto al presidente della Giunta regionale Christian Solinas, affinché nell'imminente assestamento di bilancio (che dovrebbe essere varato...
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CAGLIARI. Oltre cento sindaci da tutta la Sardegna hanno scritto al presidente della Giunta regionale Christian Solinas, affinché nell'imminente assestamento di bilancio (che dovrebbe essere varato entro agosto), il governatore possa intervenire per integrare le risorse di finanziamento degli sportelli linguistici comunali e sovracomunali, istituiti per valorizzare lingua e tradizioni locali, rimasti esclusi dai contributi finanziari del 2021 a causa di carenza di fondi. A causa dell’esaurimento delle risorse sono state tagliate fuori dal finanziamento numerose aree che storicamente svolgono importanti attività di promozione nonostante abbiano presentato progetti ritenuti validi e ammissibili: Logudoro, Meilogu, il Terralbese e l’Unione dei Comuni dei Fenici, il Parteolla e il Basso Campidano, la Comunità Montana del Nuorese Gennargentu Supramonte Barbagia, l’Unione Comuni del Montalbo, il Marghine e il Goceano. «Si tratta di fondi necessari per continuare nell'opera di diffusione capillare della lingua e della cultura sarda che gli sportelli linguistici, animati dalla passione e dalla professionalità degli operatori territoriali, portano avanti ormai da anni», sostengono gli amministratori, che hanno fatto richiesta alla Regione per il finanziamento relativo alle risorse della 482 del 99 e della legge regionale 22 del 2018. «È la prima volta che l’esclusione avviene in maniera così massiccia –dice Daniela Masia, presidente Coordinamentu operadores de limba e cultura sarda – Il lavoro svolto nella maggior parte di questi territori ha trovato efficacia grazie al suo carattere non occasionale, ma permanente. Un blocco, oltre a essere avvertito negativamente dalle comunità, metterebbe a rischio molti posti di lavoro». I sindaci dicono di confidare nella sensibilità mostrata da Solinas già dopo le prime segnalazioni e sperano in un atto concreto per evitare lo squilibrio che si verrebbe a creare tra i grandi Comuni, che hanno assorbito la maggior parte delle risorse, e i territori costituiti da piccoli Comuni rimasti scoperti, che già devono fare i conti con spopolamento e dissoluzione del tessuto identitario.
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