Depositata la Manovra da 200 milioni
Il presidente Pais: va approvata in fretta. Le opposizioni: troppe norme intruse
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CAGLIARI. La Manovra di bilancio 2021 è stata depositata in Consiglio regionale. È un vero contenitore: 33 articoli spalmati su 122 pagine, quasi 200 milioni di dotazione finanziaria poi ripartiti, comma dopo comma, fra indennizzi, contributi e una tantum. Messo tutto assieme è un pacchetto destinato a risarcire i danni provocati dagli ultimi incendi nell’Oristanese, ma anche a rilanciare l’economia, sostenere la sanità, evitare il tracollo dei trasporti e di tutto quanto è stato travolto dalla pandemia. Dopo le prime due «Salva Sardegna», che da sole valevano mezzo miliardo, è questo il terzo intervento contro la grande crisi. Di fatto, con questi ultimi 200 milioni scarsi, la Sardegna consoliderà il primato di essere stata fra le Regione che ha stanziato più soldi contro la pandemia.
Fare in fretta. Nell’inviare il testo ai capigruppo di maggioranza e minoranza, il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, ha allegato una lettera appello. «Ci riuniremo martedì 24 agosto – si legge – per discutere l’ordine del giorno e vista l’importanza delle misure contenute nella proposta, auspico la discussione della stessa legge con la procedura d’urgenza». Il che vorrebbe dire: senza il passaggio nelle commissioni, ma subito in Consiglio per la votazione finale. Le opposizioni accoglieranno l’invito? Non sembra.
Siete in ritardo. La lettera del presidente del Consiglio è stata pesata seduta stante da Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, partito di opposizione. Con un comunicato, ha fatto sapere: «Prima di tutto - scrive – la proposta di legge è stata presentata dal centrodestra con quattro mesi di ritardo rispetto agli annunci del governatore Solinas. Secondo, la stessa proposta non aveva alcuna possibilità di essere discussa la settimana scorsa, come pretendeva il centrodestra, proprio a causa della sua complessità e quindi la colpa del rinvio a settembre è tutta del centrodestra». Per poi entrare nel dettaglio: «Ci sono norme realmente urgenti e altre che invece possono e dovranno aspettare i tempi previsti dal regolamento del Consiglio. Ci sono poi temi che richiedono un confronto con le parti sociali e le imprese, per evitare il ripetersi di clamorosi errori nell’erogazione dei contributi. Infine – sempre secondo Agus – ci sono altre norme, e non sono poche, che proprio nulla hanno da spartire con le emergenze». Per chiudere, «ribadiamo la nostra posizione: sì all’approvazione immediata degli indennizzi. Mentre tutto il resto dovrà essere discusso in commissione, perché sotto lo slogan “le emergenze sono tutte uguali” si cela la voglia di utilizzare i reali bisogni per traghettare microscopici interessi». (ua)
Fare in fretta. Nell’inviare il testo ai capigruppo di maggioranza e minoranza, il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, ha allegato una lettera appello. «Ci riuniremo martedì 24 agosto – si legge – per discutere l’ordine del giorno e vista l’importanza delle misure contenute nella proposta, auspico la discussione della stessa legge con la procedura d’urgenza». Il che vorrebbe dire: senza il passaggio nelle commissioni, ma subito in Consiglio per la votazione finale. Le opposizioni accoglieranno l’invito? Non sembra.
Siete in ritardo. La lettera del presidente del Consiglio è stata pesata seduta stante da Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, partito di opposizione. Con un comunicato, ha fatto sapere: «Prima di tutto - scrive – la proposta di legge è stata presentata dal centrodestra con quattro mesi di ritardo rispetto agli annunci del governatore Solinas. Secondo, la stessa proposta non aveva alcuna possibilità di essere discussa la settimana scorsa, come pretendeva il centrodestra, proprio a causa della sua complessità e quindi la colpa del rinvio a settembre è tutta del centrodestra». Per poi entrare nel dettaglio: «Ci sono norme realmente urgenti e altre che invece possono e dovranno aspettare i tempi previsti dal regolamento del Consiglio. Ci sono poi temi che richiedono un confronto con le parti sociali e le imprese, per evitare il ripetersi di clamorosi errori nell’erogazione dei contributi. Infine – sempre secondo Agus – ci sono altre norme, e non sono poche, che proprio nulla hanno da spartire con le emergenze». Per chiudere, «ribadiamo la nostra posizione: sì all’approvazione immediata degli indennizzi. Mentre tutto il resto dovrà essere discusso in commissione, perché sotto lo slogan “le emergenze sono tutte uguali” si cela la voglia di utilizzare i reali bisogni per traghettare microscopici interessi». (ua)
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