Sospensione in arrivo per 500 sanitari ribelli
di Umberto Aime
L’Ats ha pubblicato i numeri del personale che ha sinora rifiutato il vaccino Ci sono anche 40 medici di famiglia e 70 tra continuità, 118 e specialisti
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CAGLIARI. La lista nera del personale sanitario no vax ha superato quota 500. È un esercito di ribelli su cui l’Ats ha puntato il dito, con provvedimenti immediati: la sospensione dal servizio e dallo stipendio fino al 31 dicembre. A meno che, nel frattempo, non si facciano vaccinare, perché solo in quel caso, visto che non sono ammesse deroghe, potranno ritornare in ospedale e negli ambulatori.
L’ultimo censimento. Sono finora 373 i dipendenti dell’Ats-Ares che hanno deciso di non farsi vaccinare, nonostante l’ultimatum, scattato ai primi di agosto, inviato dai Dipartimenti di prevenzione delle diverse Aziende socio-sanitarie territoriali. Nella stessa lista sono finiti 70 medici di continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali e medici del 118 e anche 40 medici di medicina generale. Altri 57, in gran parte dipendenti dell’Azienda universitaria di Sassari, erano stati sospesi nei giorni scorsi, più i 50 finiti sotto osservazione dell’Azienda Brotzu di Cagliari.
Fenomeno diffuso. Secondo il report dell’Azienda unica regionale i no vax sono presenti in tutte le otto aree socio-sanitarie. Non esiste un territorio che sia rimasto indenne dal rifiuto di non vaccinarsi, nonostante l’obbligo previsto sin da giugno dal decreto legge del Governo poi approvato dal Parlamento. C’è dell’altro: i ribelli sono presenti in tutte le categorie professionali: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio e impiegati amministrativi. Oltre 200 finora hanno lavorato nelle strutture che fanno capo all’Assl di Cagliari, 28 a Carbonia- Iglesias e 27 nel Medio Campidano. Trenta fanno capo all’Azienda sanitaria di Oristano, 20 erano in servizio nell’area di Lanusei, 45 a Nuoro e 17 nelle Aziende socio sanitarie di Sassari e Olbia. Sono stati i Dipartimenti di prevenzione a stilare la lista nera, dopo anche un’attenta verifica delle giustificazioni arrivate dai destinatari della lettera di richiamo.
Provvedimenti immediati. Diverse lettere di sospensione dal servizio sono state già spedite. Per quanto riguarda medici e infermieri l’Ats le ha inviate per conoscenza anche ai vari Ordini professionali. Fra le sanzioni accessorie, così come previsto sempre dal Governo, c’è infatti anche quella di essere depennati dall’Albo, per evitare che, in questi quattro mesi, i ribelli possano lavorare fuori dagli ospedali e dagli ambulatori. Altre lettere saranno spedite subito dopo Ferragosto, ma comunque l’elenco dei non vaccinati fra il personale è stato messo subito a disposizione delle direzioni sanitarie, per evitare che qualcuno dei sospesi tenti comunque di presentarsi al lavoro. Come ha fatto l’infermiera ribelle del Brotzu, reparto di Neurochirurgia, che pochi giorni fa ha cercato di prendere servizio e sono dovuti intervenire i carabinieri per allontanarla. Stando a quanto si apprende dai vertici dell’Ats l’operazione lista nera dovrebbe essere conclusa nel giro di pochissimi giorni proprio per azzerare qualsiasi contatto fra i non vaccinati e il resto del personale, ma soprattutto fra loro e i pazienti. L’ordine perentorio è questo e continuerà a essere sempre lo stesso: «I dipendenti che non hanno concluso il ciclo delle due dosi non potranno prendere più servizio fino a quando non dimostreranno di essere in possesso del Green pass».
Nessuna preoccupazione. L’ipotesi che qualcuno dei sospesi possa presto rivolgersi agli avvocati e ricorrere al giudice del lavoro non è considerato dall’Ats un motivo per cui rallentare l’operazione lista nera. Tutt’altro, è la risposta: «Non c’è alcun accanimento da parte nostra e neanche da parte delle altre Aziende. Il decreto legge del Governo è molto chiaro e non sono previste deroghe se non per evidenti patologie. Dunque, le sospensioni continueranno a colpire chi non ha voluto rispettare le regole, mettendo a rischio l’incolumità di troppi cittadini dentro e fuori gli ospedali».
L’ultimo censimento. Sono finora 373 i dipendenti dell’Ats-Ares che hanno deciso di non farsi vaccinare, nonostante l’ultimatum, scattato ai primi di agosto, inviato dai Dipartimenti di prevenzione delle diverse Aziende socio-sanitarie territoriali. Nella stessa lista sono finiti 70 medici di continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali e medici del 118 e anche 40 medici di medicina generale. Altri 57, in gran parte dipendenti dell’Azienda universitaria di Sassari, erano stati sospesi nei giorni scorsi, più i 50 finiti sotto osservazione dell’Azienda Brotzu di Cagliari.
Fenomeno diffuso. Secondo il report dell’Azienda unica regionale i no vax sono presenti in tutte le otto aree socio-sanitarie. Non esiste un territorio che sia rimasto indenne dal rifiuto di non vaccinarsi, nonostante l’obbligo previsto sin da giugno dal decreto legge del Governo poi approvato dal Parlamento. C’è dell’altro: i ribelli sono presenti in tutte le categorie professionali: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio e impiegati amministrativi. Oltre 200 finora hanno lavorato nelle strutture che fanno capo all’Assl di Cagliari, 28 a Carbonia- Iglesias e 27 nel Medio Campidano. Trenta fanno capo all’Azienda sanitaria di Oristano, 20 erano in servizio nell’area di Lanusei, 45 a Nuoro e 17 nelle Aziende socio sanitarie di Sassari e Olbia. Sono stati i Dipartimenti di prevenzione a stilare la lista nera, dopo anche un’attenta verifica delle giustificazioni arrivate dai destinatari della lettera di richiamo.
Provvedimenti immediati. Diverse lettere di sospensione dal servizio sono state già spedite. Per quanto riguarda medici e infermieri l’Ats le ha inviate per conoscenza anche ai vari Ordini professionali. Fra le sanzioni accessorie, così come previsto sempre dal Governo, c’è infatti anche quella di essere depennati dall’Albo, per evitare che, in questi quattro mesi, i ribelli possano lavorare fuori dagli ospedali e dagli ambulatori. Altre lettere saranno spedite subito dopo Ferragosto, ma comunque l’elenco dei non vaccinati fra il personale è stato messo subito a disposizione delle direzioni sanitarie, per evitare che qualcuno dei sospesi tenti comunque di presentarsi al lavoro. Come ha fatto l’infermiera ribelle del Brotzu, reparto di Neurochirurgia, che pochi giorni fa ha cercato di prendere servizio e sono dovuti intervenire i carabinieri per allontanarla. Stando a quanto si apprende dai vertici dell’Ats l’operazione lista nera dovrebbe essere conclusa nel giro di pochissimi giorni proprio per azzerare qualsiasi contatto fra i non vaccinati e il resto del personale, ma soprattutto fra loro e i pazienti. L’ordine perentorio è questo e continuerà a essere sempre lo stesso: «I dipendenti che non hanno concluso il ciclo delle due dosi non potranno prendere più servizio fino a quando non dimostreranno di essere in possesso del Green pass».
Nessuna preoccupazione. L’ipotesi che qualcuno dei sospesi possa presto rivolgersi agli avvocati e ricorrere al giudice del lavoro non è considerato dall’Ats un motivo per cui rallentare l’operazione lista nera. Tutt’altro, è la risposta: «Non c’è alcun accanimento da parte nostra e neanche da parte delle altre Aziende. Il decreto legge del Governo è molto chiaro e non sono previste deroghe se non per evidenti patologie. Dunque, le sospensioni continueranno a colpire chi non ha voluto rispettare le regole, mettendo a rischio l’incolumità di troppi cittadini dentro e fuori gli ospedali».
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