Covid, creati due posti per la terapia intensiva pediatrica al Binaghi di Cagliari
Il virus ora colpisce anche tra i ragazzi e l’ospedale del capoluogo si organizza
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Per ora sono vuoti e tutti si augurano che continuino a restare così sino a quando questo incubo interminabile sarà passato. Però, considerato il diffondersi dell’epidemia tra giovani e giovanissimi (fenomeno pressoché sconosciuto lo scorso anno) all’ospedale Binaghi di Cagliari hanno deciso di premunirsi e di dotare la strutture di due posti letto di terapia intensiva pediatrica.
I dati nazionali, in questo senso, sono tutt’altro che tranquillizzanti. Secondo il rapporto di sorveglianza integrata dell’Istituto superiore di sanità nell'ultima settimana è aumentata l'incidenza dei contagi da Covid fra i bambini nella fascia 0-9. Si è arrivati infatti a un livello leggermente superiore a 50 casi per 100.000 abitanti per la prima volta da inizio maggio.
In linea con quanto osservato nella settimana precedente, l'incidenza nella fascia di età 10-19 è pari a 156 per 100.000 abitanti, nella fascia 20-29 è pari a 146 per 100.000 abitanti e nelle fasce 30-39 e 40-49 è pari rispettivamente a 79 e 56 per 100.000 abitanti.
In Italia la situazione «sembra lentamente migliorare», secondo l’epidemiologo Cesare Cislaghi, già presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia.
«In particolare l'indice RDt - l’indice di replicazione diagnostica - che aveva raggiunto il valore di 2,26, è sceso sino a sfiorare l'unità e se riuscirà a oltrepassare questa soglia significherà che i contagi avranno iniziato a diminuire». L’epidemiologo mette però in guardia da quella che definisce la «sindrome del 6 riacciuffato», ovvero: «Con la lotta all'epidemia da Covid-19 sembra si sia instaurata una simile sindrome: soddisfatti di aver raggiunto una maggiore tranquillità, si abbassa la guardia e i contagi riprendono di nuovo, spesso peggio di prima».
I dati nazionali, in questo senso, sono tutt’altro che tranquillizzanti. Secondo il rapporto di sorveglianza integrata dell’Istituto superiore di sanità nell'ultima settimana è aumentata l'incidenza dei contagi da Covid fra i bambini nella fascia 0-9. Si è arrivati infatti a un livello leggermente superiore a 50 casi per 100.000 abitanti per la prima volta da inizio maggio.
In linea con quanto osservato nella settimana precedente, l'incidenza nella fascia di età 10-19 è pari a 156 per 100.000 abitanti, nella fascia 20-29 è pari a 146 per 100.000 abitanti e nelle fasce 30-39 e 40-49 è pari rispettivamente a 79 e 56 per 100.000 abitanti.
In Italia la situazione «sembra lentamente migliorare», secondo l’epidemiologo Cesare Cislaghi, già presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia.
«In particolare l'indice RDt - l’indice di replicazione diagnostica - che aveva raggiunto il valore di 2,26, è sceso sino a sfiorare l'unità e se riuscirà a oltrepassare questa soglia significherà che i contagi avranno iniziato a diminuire». L’epidemiologo mette però in guardia da quella che definisce la «sindrome del 6 riacciuffato», ovvero: «Con la lotta all'epidemia da Covid-19 sembra si sia instaurata una simile sindrome: soddisfatti di aver raggiunto una maggiore tranquillità, si abbassa la guardia e i contagi riprendono di nuovo, spesso peggio di prima».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
