La Nuova Sardegna

Un’inchiesta sul concerto-pirata

Un’inchiesta sul concerto-pirata

La Procura di Tempio indaga sull’evento gratuito organizzato sul lungomare

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OLBIA. Sarà un’inchiesta della magistratura a fare luce e chiarezza sul concerto-pirata di Salmo venerdì sera sul lungomare di Olbia. La Questura di Sassari – gli agenti erano presenti sul posto durante lo spettacolo – sta raccogliendo tutte le informazioni e il fascicolo sarà presto sul tavolo del procuratore di Tempio, Gregorio Capasso.

Nello stesso fascicolo con ogni probabilità finiranno anche le comunicazioni dell’Autorità portuale e della Capitaneria di porto che riferiscono di non aver mai autorizzato alcun concerto nelle aree di loro competenza (il lungomare, ad esempio).

Per il momento l’unica certezza è che il concerto non è stato un evento improvvisato come si vorrebbe far credere. Tutti in città sapevano da giorni che Salmo avrebbe cantato, si conosceva il luogo e approssimativamente anche l’orario di riferimento. Del resto, lo stesso rapper olbiese nella sua precedente esibizione (il concerto in mare nel golfo di Cugnana) aveva promesso uno spettacolo gratuito e questa era l’occasione. A qualunque costo, aveva detto. Il tam-tam tra i giovanissimi appassionati dell’hip hop ha fatto il resto convogliando a Olbia migliaia di persone. Nessun concerto autorizzato, ma comunque perfettamente organizzato.

Qualcosa però è andato storto. Salmo sarebbe dovuto salire sul palco all’improvviso davanti a qualche centinaio d persone presente “casualmente” lì, invece da tutta la Sardegna sono arrivate migliaia di persone e la situazione è sfuggita di mano. Le stesse forze dell’ordine, pur presenti (ma non in forze come per un vero concerto autorizzato) nel giardino sotto la ruota panoramica del lungomare, nulla hanno potuto fare per far rispettare distanze e le limitazioni anti Covid. E neppure, come ultima spiaggia, interrompere la musica e far sgomberare l’area occupata.

In buona sostanza la serata di follia si è consumata così: da una parte nessuno aveva le autorizzazioni, dall’altra nessuno però ha controllato e verificato se ci fossero. Nulla di nulla, come se tutto fosse normale. Adesso, a posteriori, la magistratura accerterà chi ha sbagliato, come e perché. (m.b.)

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