Il click day era illegittimo: il Tar boccia la Regione
di Salvatore Santoni
I giudici: le graduatorie dei contributi 2020 a spettacoli e cultura sono da rifare
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SASSARI. La virata dalla selezione al click day fu illegittima perché fatta in violazione della legge regionale 7, che dice chiaramente come si possono spendere i soldi per valorizzare l’immagine della Sardegna. E quindi ora la Regione dovrà rifare la graduatoria valutando le proposte come lei stessa aveva già stabilito prima di cambiare idea all’ultimo minuto.
Lo hanno stabilito i giudici del Tar, che hanno accolto il ricorso di Time in Jazz e altri otto contro la procedura a sportello dei contributi per il cartellone cultura e spettacolo degli eventi di grande interesse turistico.
La storia. L’anno scorso l’assegnazione dei contributi annuali aveva vissuto una rivoluzione. La Giunta Solinas aveva infatti varato nuove regole per accedere agli ambìti finanziamenti sull’annualità 2020, passando da un sistema che prevedeva la valutazione tecnica dei progetti a un bando a sportello, il cosiddetto “click day”, che in tre secondi netti dall’apertura dei termini ha visti evaporare tutti i 750mila euro di budget del cartellone delle manifestazioni dello spettacolo e della cultura. E, dato che essere veloce a cliccare un mouse non significa avere il progetto migliore, questa modalità ha lasciato fuori grandi associazioni abituate a vincere facendosi largo a suon di punti guadagnati sul campo.
Il ricorso. Dopo la pubblicazione della graduatoria nove di queste compagini rimaste escluse si sono messe insieme, capitanate dall’associazione Time in Jazz, e hanno presentato ricorso al Tar. Al di là dei tecnicismi legali, il cuore delle lamentele delle associazioni è stato incentrato sul fatto di vedere le maggiori e più conosciute manifestazioni dell’isola in coda alla graduatoria. Sono spariti i fondi per appuntamenti come appunto il festival del trombettista Paolo Fresu, Creuza de Ma’, Musica sulle Bocche, La Valigia dell’attore, Pazza Idea, Pensieri e Parole all’Asinara. E il potere del click day – e della dea bendata – ha fatto comparire altri eventi.
La sentenza. La seconda sezione del Tar ha dato ragione ai ricorrenti e torto alla Regione. Lo ha fatto con la sentenza numero 598 del 16 agosto 2021, che tra l’altro potrebbe essere una delle ultime firmate dal presidente Francesco Scano prima di svestire la toga per andare a ricoprire il ruolo di segretario generale proprio in Regione. Il suo collegio – ci sono anche i consiglieri Antonio Plaisant e Grazia Flaim – ha espresso molto chiaramente che la possibilità di riconoscimento dei contributi regionali, riferiti ad aventi di grande richiamo turistico, avrebbe dovuto avvenire nel rispetto dei criteri dettati dalla legge regionale 7/1955.
Le due delibere. In questa storia bisogna capire che la Regione è partita bene, approvando una delibera il 7 agosto 2020 che lanciava il bando nella formula tradizionale e “meritocratica”, per poi incastrarsi il 25 settembre 2020, con una nuova delibera che ha “semplificato” la procedura prevedendo il click day. La prima delibera – che era perfetta – prevedeva una procedura a evidenza pubblica con la definizione dei requisiti di ammissibilità e rendicontazione dei contributi. Successivamente la giunta regionale ha cambiato il sistema, giustificandolo con esigenze legate al Covid, prevedendo l’assegnazione di fondi in base all’ordine di arrivo delle Pec. O meglio, «attribuendo sostanziale rilievo alla velocità nel cliccare», come scrivono gli stessi giudici.
Vale la prima. I giudici hanno annullato la seconda delibera, quella del 25 settembre, circostanza che determina il ripristino della procedura selettiva perché il metodo a sportello cozza contro la legge 7, «non essendo in grado di tenere in considerazione il peso e l’entità delle manifestazioni, privilegiando il dato semplificato della corsa al click».
«La giustificazione addotta dalla Regione – si legge ancora nella sentenza – rispetto alle esigenze di semplificazione scaturite dalla pandemia Covid non possono ritenersi valide ed idonee a stravolgere la funzione e la ratio dei finanziamenti». Ora il problema è che i soldi non solo sono stati già assegnati, ma per la stragrande maggioranza anche già spesi dai beneficiari. E quindi, che cosa succederà, dovranno restituirli? È ancora troppo presto per dirlo, bisognerà attendere gli sviluppi.
Lo hanno stabilito i giudici del Tar, che hanno accolto il ricorso di Time in Jazz e altri otto contro la procedura a sportello dei contributi per il cartellone cultura e spettacolo degli eventi di grande interesse turistico.
La storia. L’anno scorso l’assegnazione dei contributi annuali aveva vissuto una rivoluzione. La Giunta Solinas aveva infatti varato nuove regole per accedere agli ambìti finanziamenti sull’annualità 2020, passando da un sistema che prevedeva la valutazione tecnica dei progetti a un bando a sportello, il cosiddetto “click day”, che in tre secondi netti dall’apertura dei termini ha visti evaporare tutti i 750mila euro di budget del cartellone delle manifestazioni dello spettacolo e della cultura. E, dato che essere veloce a cliccare un mouse non significa avere il progetto migliore, questa modalità ha lasciato fuori grandi associazioni abituate a vincere facendosi largo a suon di punti guadagnati sul campo.
Il ricorso. Dopo la pubblicazione della graduatoria nove di queste compagini rimaste escluse si sono messe insieme, capitanate dall’associazione Time in Jazz, e hanno presentato ricorso al Tar. Al di là dei tecnicismi legali, il cuore delle lamentele delle associazioni è stato incentrato sul fatto di vedere le maggiori e più conosciute manifestazioni dell’isola in coda alla graduatoria. Sono spariti i fondi per appuntamenti come appunto il festival del trombettista Paolo Fresu, Creuza de Ma’, Musica sulle Bocche, La Valigia dell’attore, Pazza Idea, Pensieri e Parole all’Asinara. E il potere del click day – e della dea bendata – ha fatto comparire altri eventi.
La sentenza. La seconda sezione del Tar ha dato ragione ai ricorrenti e torto alla Regione. Lo ha fatto con la sentenza numero 598 del 16 agosto 2021, che tra l’altro potrebbe essere una delle ultime firmate dal presidente Francesco Scano prima di svestire la toga per andare a ricoprire il ruolo di segretario generale proprio in Regione. Il suo collegio – ci sono anche i consiglieri Antonio Plaisant e Grazia Flaim – ha espresso molto chiaramente che la possibilità di riconoscimento dei contributi regionali, riferiti ad aventi di grande richiamo turistico, avrebbe dovuto avvenire nel rispetto dei criteri dettati dalla legge regionale 7/1955.
Le due delibere. In questa storia bisogna capire che la Regione è partita bene, approvando una delibera il 7 agosto 2020 che lanciava il bando nella formula tradizionale e “meritocratica”, per poi incastrarsi il 25 settembre 2020, con una nuova delibera che ha “semplificato” la procedura prevedendo il click day. La prima delibera – che era perfetta – prevedeva una procedura a evidenza pubblica con la definizione dei requisiti di ammissibilità e rendicontazione dei contributi. Successivamente la giunta regionale ha cambiato il sistema, giustificandolo con esigenze legate al Covid, prevedendo l’assegnazione di fondi in base all’ordine di arrivo delle Pec. O meglio, «attribuendo sostanziale rilievo alla velocità nel cliccare», come scrivono gli stessi giudici.
Vale la prima. I giudici hanno annullato la seconda delibera, quella del 25 settembre, circostanza che determina il ripristino della procedura selettiva perché il metodo a sportello cozza contro la legge 7, «non essendo in grado di tenere in considerazione il peso e l’entità delle manifestazioni, privilegiando il dato semplificato della corsa al click».
«La giustificazione addotta dalla Regione – si legge ancora nella sentenza – rispetto alle esigenze di semplificazione scaturite dalla pandemia Covid non possono ritenersi valide ed idonee a stravolgere la funzione e la ratio dei finanziamenti». Ora il problema è che i soldi non solo sono stati già assegnati, ma per la stragrande maggioranza anche già spesi dai beneficiari. E quindi, che cosa succederà, dovranno restituirli? È ancora troppo presto per dirlo, bisognerà attendere gli sviluppi.
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