La Nuova Sardegna

Salmo difende il suo show: «Infrante regole patetiche»

di Paolo Ardovino
Salmo difende il suo show: «Infrante regole patetiche»

Rissa social con Fedez che all’accusa «Sei un politico» replica: «Aumenti i rischi»

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OLBIA. Salmo massimo colpevole e Salmo artista reazionario. La bilancia pende da una parte o dall'altra al ritmo dei commenti social. Dibattono musicisti e opinione pubblica, ma sono per lo più le accuse a non placarsi. E la questione ha attirato la magistratura.

Regolette patetiche. Per cercare di fare chiarezza, Salmo con un lungo messaggio su Instagram ha detto la sua: «Che io abbia fatto una cazzata è discutibile: il live è stato sotto una ruota panoramica a dieci metri dal corso dove, essendo una zona turistica, ci saranno minimo diecimila persone al giorno, ammassate e senza mascherina. Se mi fossi affacciato da un balcone verso il corso sarebbe stato uguale. Quindi quali sono le regole che ho infranto? Quali sono le regole per un concerto all’aperto, senza recinzioni, senza ingresso, biglietti, accessibile a tutti?». La sua protesta, spiega, riguarda «le regolette imposte per i concerti, patetiche. Per voi – in riferimento agli altri musicisti – è una sconfitta artistica, questa cosa dovevate farla anche voi, riguarda anche voi. Rischiate nella vita, battetevi per qualcosa che vi interessa, la musica».

Salmo vs Fedez. Parole dure per Fedez. Lo scontro dialettico non si è fermato al battibecco del giorno dopo. Fedez lo aveva accusato di non aver voluto partecipare insieme ad un reale progetto benefico. «Non ho aderito alle tue iniziative – ha spiegato il rapper di Olbia – seppur giuste, perché mi stai sul cazzo. Però penso sia un ottimo politico, ecco perché ti ho chiesto consiglio su come organizzare la raccolta fondi per Sardegna, ma poi non volevo avere niente a che fare con te».

«Tutto è politica quando coinvolge la vita e il lavoro dei cittadini – la risposta di Fedez non si è fatta attendere – quindi mi dispiace dirtelo caro Salmo, ma quello che hai fatto è politica, e della peggior specie». E l’accusa: «Contribuire ad alzare il rischio sanitario di una regione sostenendo pure di farlo per aiutarla non fa di te un artista, fa di te un narcisista». E sulla questione della beneficenza: «Ho cercato di spiegarti che donare 10mila ulivi può essere inutile in questo momento. È un’idea che come sai ho avuto anche io in precedenza. Ho scoperto che purtroppo ci vorranno almeno 5 anni prima che si possa piantare sulle terre bruciate della Sardegna».

De Gregori. In mezzo, l’improvviso endorsement di Francesco De Gregori: «Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare – spiega – gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di mille persone sedute e distanziate. A che serve allora il green pass? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo? Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale». Parere che ha trovato il favore di Morgan, «grazie di aver espresso un’opinione con naturalezza e autenticità, al di là del contenuto, che però personalmente approvo, nel mio piccolo». Pareri discordanti nel mondo musicale. E Assomusica, con un comunicato, ieri ha evidenziato che «non può che condannare episodi del genere, che danneggiano soprattutto gli organizzatori di concerti che lavorano con serietà, rispettando le regole sulla sicurezza e a tutela della salute del pubblico», ma nello stesso tempo ha colto la palla al balzo per ammettere e ribadire «la necessità che il Governo e le istituzioni ci prendano in seria considerazione. Non possiamo continuare a lavorare a capienze ridotte e crediamo che, stante l’attuale situazione vaccinale e le attuali modalità di accesso, si possa arrivare con ponderata certezza al ritorno alle piene capienze già nel prossimo autunno».

Regione e Comune. Il caso nazionale va di pari passo con le liti social. A Olbia e dintorni, il concerto di Salmo promette di lasciare segni evidenti. È scesa in campo la magistratura, con la Questura di Sassari che ha raccolto informazioni sulla serata su cui lavorerà la Procura di Tempio. Per difendersi dagli attacchi piovuti da Fedez, il presidente della Regione Christian Solinas ha negato di aver concesso alcuna autorizzazione. Idem ha fatto il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi. Ma, senza timore di smentita, quantomeno l’amministrazione locale sapeva bene dell’evento, e si è interessata alla sua riuscita. Prende piede la bufera attorno all’assessore al Turismo Marco Balata, che la sera del concerto, intervistato dalla Nuova Sardegna, si era espresso positivamente sulle intenzioni di Salmo. Il rapper ha dato una sua versione: «Tre giorni prima del live ho fatto piazzare un piccolo palco, i primi due giorni dovevano esibirsi artisti locali, il terzo toccava a me. Il tutto organizzato sotto falso nome, nella locandina c’era scritto dj Treeplo, non Salmo. Gli organizzatori, quelli del Comune, non avevano idea di chi fosse dj Treeplo e non sapevano di ritrovarsi davanti 3-4mila persone. Ho comunicato posto e orario tramite messaggi e passaparola. Non era difficile organizzare il live, bastava un po’ di fantasia». Una nuova versione che conferma il coinvolgimento del Comune. Ma una spiegazione, comunque, il rapper ha provato a darla dopo essere stato scaricato senza remore da Regione e Comune.

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