I ribelli del Covid tra feste abusive e rave infiniti
A Cerveteri niente distanziamento e mascherine per Manu Chao, ma per entrare ci voleva il green pass
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Dopo il concerto di Salmo in Sardegna, che si è tenuto senza il rispetto delle normative contro il contagio da Covid-19, anche allo show di Manu Chao, il 16 agosto a Cerveteri, si è svolto in un clima di assenza di regole. Il concerto dell'Etruria Eco Festival era iniziato regolarmente con il controllo del green pass e gli spettatori seduti ai loro posti. Dopo alcune sanzioni, però, decine di persone si sono accalcate sotto il palco a ballare senza mascherine né distanziamento. Per ristabilire l'ordine è intervenuto il sindaco Alessio Pascucci che, salito sul palco, ha chiesto rispetto per le vittime del Covid e minacciato di interrompere lo spettacolo se le persone non fossero tornate ai loro posti.
Disco assembramento. Un altro caso riguarda una discoteca di Giovinazzo (Bari) sanzionata con la sospensione dell'attività per cinque giorni dopo che i carabinieri hanno riscontrato violazioni delle norme anti Covid. I militari hanno verificato che nella notte tra il 7 e l'8 agosto decine di giovani erano assembrati e ballavano in pista senza mantenere il distanziamento. Storia un po’ più complicata quella di una festa abusiva con circa 300 partecipanti organizzata nella discoteca “Megà” di Stromboli, nelle Eolie, che è chiusa da due anni. La struttura è stata vandalizzata e la festa sarebbe stata interrotta dopo una rissa. I proprietari, informati dell'accaduto l'indomani, hanno presentato una denuncia ai carabinieri.
Il rave infinito. «L'illegale rave party che si sta consumando dal giorno di Ferragosto nel comune di Valentano (Viterbo) è un attacco frontale ai territori e alla popolazione dei comuni limitrofi». Lo affermano in un comunicato stampa i sindaci toscani di Manciano, Pitigliano e Sorano (Grosseto) riguardo al raduno a cui da giorni stanno partecipando migliaia di giovani da tutta Italia e anche dall'Europa. La mega festa abusiva, dove si consumano droghe e alcol con musica a tutto volume, sta interessando anche i comuni maremmani al confine tra Toscana e Lazio, con transiti di numerosi partecipanti. «Questo raduno illegale – affermano i sindaci di Manciano Mirco Morini, di Pitigliano Giovanni Gentili, di Sorano Pierandrea Vanni – è una vera e propria incursione nei nostri territori e in primis di quello del vicino comune di Valentano, da parte degli organizzatori e dei partecipanti di questo rave, che stanno minando in queste ore le attività economiche, in piena stagione turistica, e la sicurezza e la tranquillità dei cittadini, anche dal punto di vista sanitario».
Via alle denunce. Quattro persone sono state denunciate a Modena per aver organizzato una discoteca abusiva all'aperto con centinaia di giovane, senza applicare le misure anti Covid. A dare conto dell'accaduto è stato il Comune di Modena, riassumendo l'intervento della polizia locale, richiesto da alcuni residenti e avvenuto nelle scorse settimane, all'esterno di una villa privata. Il party irregolare con dj prevedeva un biglietto al costo di 20 euro e anche la possibilità di riservare, in prevendita, i tavoli. Tra i denunciati anche le persone che avevano affittato lo spazio e che pagheranno multe per migliaia di euro.
Disco assembramento. Un altro caso riguarda una discoteca di Giovinazzo (Bari) sanzionata con la sospensione dell'attività per cinque giorni dopo che i carabinieri hanno riscontrato violazioni delle norme anti Covid. I militari hanno verificato che nella notte tra il 7 e l'8 agosto decine di giovani erano assembrati e ballavano in pista senza mantenere il distanziamento. Storia un po’ più complicata quella di una festa abusiva con circa 300 partecipanti organizzata nella discoteca “Megà” di Stromboli, nelle Eolie, che è chiusa da due anni. La struttura è stata vandalizzata e la festa sarebbe stata interrotta dopo una rissa. I proprietari, informati dell'accaduto l'indomani, hanno presentato una denuncia ai carabinieri.
Il rave infinito. «L'illegale rave party che si sta consumando dal giorno di Ferragosto nel comune di Valentano (Viterbo) è un attacco frontale ai territori e alla popolazione dei comuni limitrofi». Lo affermano in un comunicato stampa i sindaci toscani di Manciano, Pitigliano e Sorano (Grosseto) riguardo al raduno a cui da giorni stanno partecipando migliaia di giovani da tutta Italia e anche dall'Europa. La mega festa abusiva, dove si consumano droghe e alcol con musica a tutto volume, sta interessando anche i comuni maremmani al confine tra Toscana e Lazio, con transiti di numerosi partecipanti. «Questo raduno illegale – affermano i sindaci di Manciano Mirco Morini, di Pitigliano Giovanni Gentili, di Sorano Pierandrea Vanni – è una vera e propria incursione nei nostri territori e in primis di quello del vicino comune di Valentano, da parte degli organizzatori e dei partecipanti di questo rave, che stanno minando in queste ore le attività economiche, in piena stagione turistica, e la sicurezza e la tranquillità dei cittadini, anche dal punto di vista sanitario».
Via alle denunce. Quattro persone sono state denunciate a Modena per aver organizzato una discoteca abusiva all'aperto con centinaia di giovane, senza applicare le misure anti Covid. A dare conto dell'accaduto è stato il Comune di Modena, riassumendo l'intervento della polizia locale, richiesto da alcuni residenti e avvenuto nelle scorse settimane, all'esterno di una villa privata. Il party irregolare con dj prevedeva un biglietto al costo di 20 euro e anche la possibilità di riservare, in prevendita, i tavoli. Tra i denunciati anche le persone che avevano affittato lo spazio e che pagheranno multe per migliaia di euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
