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L’allarme della Cgil: «Bus inadeguati»

L’allarme della Cgil: «Bus inadeguati»

Boeddu, Filt Cgil: «L’età media supera i 14 anni, servono investimenti immediati»

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SASSARI. L'inizio del prossimo anno scolastico, per le scuole dell’isola è fissato per il 14 settembre. In altre parole, resta poco tempo per risolvere tutti i problemi. Arnaldo Boeddu, segretario della Filt Cgil lancia l’allarme sulla condizione degli autobus: «La quasi totalità degli autobus ha un’età che supera abbondantemente i 14 anni e ed ha già sul groppone troppi chilometri per poter sopportare un ulteriore anno di servizio di trasporto – spiega Boeddu –. L'età media degli autobus che circolano nei paesi europei è di 7 anni e questo non solo per offrire maggior comfort e sicurezza ai passeggeri ma perché quando si supera tale soglia temporale, gli autobus iniziano ad avere necessità di frequenti periodi di manutenzione e di conseguenza periodi nei quali i mezzi non possono essere utilizzati. Poi devono essere aggiunti i maggiori costi delle assicurazioni, così come i maggiori consumi. Da ciò ne consegue un non trascurabile maggior inquinamento ambientale». L'ultima volta che venne rinnovata la flotta degli autobus sardi fu nel 2007-2008: «Una scelta lungimirante non solo per la riduzione dei costi e il miglioramento del comfort ma perché aumentò sensibilmente il numero di cittadini che, con una costante progressione durata parecchi anni, ritornarono ad utilizzare i mezzi pubblici. Ma l’essersi cullati sugli allori – continua Boeddu – senza investimenti sul trasporto pubblico, non aver programmato e progettato per tempo come ci si può spostare dai paesi dell’hinterland verso i vari capoluoghi di provincia, così come all’interno delle maggiori città della Sardegna, ci condanna adesso ad una condizione di non ritorno. La Giunta Regionale dovrebbe destinare le risorse necessarie per il rinnovo dell'intero parco autobus. I bus urbani, quelli sub urbani e quelli extraurbani. Nessuno, infatti, si accorgerà delle tre decine di autobus che, pare, dovrebbero arrivare ad anno scolastico iniziato. Stante la situazione, molti servizi, ivi compresi quelli scolastici, verranno quasi certamente soppressi». Per queste ragioni Boeddu, propone fin da ora quello che definisce un vero e proprio Piano Marshall: «La Giunta deve avere la capacità di decidere che questa è l'unica scelta possibile se si vuole offrire un servizio moderno ed appetibile. In caso contrario, assisteremo, come capita da anni, alle immancabili e sacrosante lamentele da parte degli studenti, dei genitori e degli stessi insegnanti per le giornate di scuola perdute e per i ritardi in ingresso».



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