La vertenza infinita
«La Regione dica quanti soldi metterà per salvare i lavoratori di Air Italy»
SASSARI. Mentre la nuova compagnia aerea ITA comincia a muovere i primi passi e si appresta a emettere i primi biglietti, la Filt Cgil riporta al centro del dibattito la situazione di Air Italy. Tra...
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SASSARI. Mentre la nuova compagnia aerea ITA comincia a muovere i primi passi e si appresta a emettere i primi biglietti, la Filt Cgil riporta al centro del dibattito la situazione di Air Italy. Tra le fila del sindacato sardo, guidato dal segretario generale Arnaldo Boeddu, serpeggia infatti molta preoccupazione rispetto al futuro dell’ex compagnia aerea sarda.
Questo perché da un lato sulla newco ITA continuano a persistere le forti perplessità rispetto ad un piano industriale con un numero di aeromobili troppo esiguo per poter soddisfare non solo le esigenze dei passeggeri ma garantire i livelli occupazionali espressi dalla ex compagnia di bandiera, dall’altro si avvicina inesorabilmente il 31 dicembre 2021, cioè la data entro la quale scadrà la cassa integrazione per i quasi 1.400 lavoratori Air Italy.
Il leader della Cgil Traporti non nasconde quindi una forte preoccupazione «che non può essere alleviata dalle dichiarazioni rassicuranti da parte della Regione apparse sui giornali negli ultimi giorni».
Il segretario Boeddu sceglie quindi la linea della prevenzione, e decide di sollecitare fin da ora la Giunta Solinas che, a suo avviso, non può scaricare la vertenza Air Italy tutta sul governo nazionale, sollevandosi da qualsiasi responsabilità.
Fin dalla apertura della procedura di licenziamento collettivo, annunciata dai liquidatori il 14 febbraio 2020, il numero uno della Cgil Trasporti chiese un impegno non solo al Governo, ma anche alle due regioni maggiormente interessate, Sardegna e Lombardia, affinché entrassero in qualche modo nel capitale sociale della nuova Alitalia in maniera da poter incidere sia sulle rotte in continuità territoriale sia sulla salvaguardia di elevate professionalità conquistate dai sardi in quasi 60 anni di vita di ciò che prima era Alisarda, poi Meridiana e infine Air Italy.
«In poco più di due anni dell’apertura della procedura solo buoni propositi – dice Arnalndo Boeddu – pochi passi in avanti da parte della Regione a cui sono seguiti numerosissimi passi indietro. Adesso, però, è arrivato il momento della responsabilità e della chiarezza».
«Sarebbe doveroso – incalza il segretario della Cgil trasporti – che la Regione dica chiaramente quante risorse economiche vuole mettere sul piatto per poter salvaguardare i lavoratori di Air Italy facendo in maniera che questa vertenza entri nel perimetro della newco ITA».
Anche perché – sono convinti in Cgil – senza risorse tutte le dichiarazioni e i buoni propositi lasciano il tempo che trovano.
«Per questo – conclude il segretario Boeddu – urge immediatamente un tavolo di confronto regionale in maniera da andare uniti con una idea forte, compatibile con le norme europee ma con un pacchetto di risorse economiche da porre nel piatto». (s.sant.)
Questo perché da un lato sulla newco ITA continuano a persistere le forti perplessità rispetto ad un piano industriale con un numero di aeromobili troppo esiguo per poter soddisfare non solo le esigenze dei passeggeri ma garantire i livelli occupazionali espressi dalla ex compagnia di bandiera, dall’altro si avvicina inesorabilmente il 31 dicembre 2021, cioè la data entro la quale scadrà la cassa integrazione per i quasi 1.400 lavoratori Air Italy.
Il leader della Cgil Traporti non nasconde quindi una forte preoccupazione «che non può essere alleviata dalle dichiarazioni rassicuranti da parte della Regione apparse sui giornali negli ultimi giorni».
Il segretario Boeddu sceglie quindi la linea della prevenzione, e decide di sollecitare fin da ora la Giunta Solinas che, a suo avviso, non può scaricare la vertenza Air Italy tutta sul governo nazionale, sollevandosi da qualsiasi responsabilità.
Fin dalla apertura della procedura di licenziamento collettivo, annunciata dai liquidatori il 14 febbraio 2020, il numero uno della Cgil Trasporti chiese un impegno non solo al Governo, ma anche alle due regioni maggiormente interessate, Sardegna e Lombardia, affinché entrassero in qualche modo nel capitale sociale della nuova Alitalia in maniera da poter incidere sia sulle rotte in continuità territoriale sia sulla salvaguardia di elevate professionalità conquistate dai sardi in quasi 60 anni di vita di ciò che prima era Alisarda, poi Meridiana e infine Air Italy.
«In poco più di due anni dell’apertura della procedura solo buoni propositi – dice Arnalndo Boeddu – pochi passi in avanti da parte della Regione a cui sono seguiti numerosissimi passi indietro. Adesso, però, è arrivato il momento della responsabilità e della chiarezza».
«Sarebbe doveroso – incalza il segretario della Cgil trasporti – che la Regione dica chiaramente quante risorse economiche vuole mettere sul piatto per poter salvaguardare i lavoratori di Air Italy facendo in maniera che questa vertenza entri nel perimetro della newco ITA».
Anche perché – sono convinti in Cgil – senza risorse tutte le dichiarazioni e i buoni propositi lasciano il tempo che trovano.
«Per questo – conclude il segretario Boeddu – urge immediatamente un tavolo di confronto regionale in maniera da andare uniti con una idea forte, compatibile con le norme europee ma con un pacchetto di risorse economiche da porre nel piatto». (s.sant.)
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