Boom di precari, l’incubo delle cattedre vuote
Gli organici sono risicati, l’allontanamento dei no vax rischierebbe di ingolfare il sistema
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SASSARI. La paura è la cattedra vuota: nessun insegnante, la lezione che salta per ricomiciare chissà quando. Dopo un anno e mezzo tra contagi, quarantene e lunghi mesi di didattica a distanza, la scuola ha bisogno di stabilità. Infatti l’unica certezza per il momento è che si partirà in presenza: gli studenti indosseranno la mascherina e rispetteranno le distanze ma riprenderanno posto in aula, in quello spazio che è anche simbolo di socialità. Per il resto si naviga a vista, tra l’altalena dei contagi e i dubbi sul green pass. Se le attuali disposizioni ministeriali saranno confermate, gli insegnanti non vaccinati o non tamponati saranno sospesi dal servizio, ma solo dopo 5 giorni di assenza ingiustificata dal servizio: solo alla scadenza sarà nominata una figura supplente, nella speranza che lui o lei sia vaccinata. Se in una stesso istituto dovessero essere presenti in organico più prof no vax allora la situazione potrebbe precipitare in fretta. Anche perché il serbatoio dal quale attingere sostituti scarseggia: anche quest’anno la Sardegna affronta il nuovo anno scolastico facendo affidamento a un altissimo numero di insegnanti precari. Colpa di concorsi mai fatti o posticipati, di procedure lente e caotiche, ma anche delle tantissime bocciature che hanno più che dimezzato la platea di aspiranti prof di ruolo. Qualche numero. Dei 3949 posti interi in organico stabiliti quest’anno per l’isola, allo stato attuale ne sono stati assegnati 2105 scorrendo prevalentemente le graduatorie dei Concorsi: nel dettaglio 621 a Sassari, 862 a Cagliari, 417 a Nuoro e 205 a Oristano. Molte graduatorie dei concorsi (soprattutto quelle dedicate alle materie scientifiche) non sono disponibili «in quanto la procedura concorsuale è ancora attiva», dice Alessandro Cherchi della Uil scuola. Proprio il concorso super veloce per coprire la voragine di cattedre nelle materie Stem è stato sinora un semi fallimento, con il 30% di candidati che non si è presentato alle prove scritte e la metà circa dei presenti che non le ha superato, con le percentuali sarde in linea con quelle delle altre regioni. «Al momento sono in corso gli orali dei promossi allo scritto – aggiunge Cherchi – chi lo supererà potrà entrare in ruolo nel 2022». Nel frattempo potrà essere utilizzato come precario. La pattuglia è consistente: la popolazione dei privi di ruolo corripsonde al 25 per cento per quanto riguarda i posti comuni e arriva sino al 50 per cento per il sostegno, per mancanza di personale specializzato da immettere in ruolo. Anche quest’anno, infatti, per dare una risposta ai circa 7000 studenti affetti da disabilità più o meno grave di tipo fisico o mentale serviranno almeno 3000 posti da dare a personale precario non abilitato al sostegno. Una situazione grave che si ripete tutti gli anni e che non si riesce ad affrontare in maniera decisa.
In un contesto simile, a preoccupare è che gli organici già risicati vengano ulteriormente sottoposti a dieta forzata per via delle misure di sicurezza sanitaria legate al Covid: con l’eventuale sospensione del personale non vaccinato – soprattutto se la percentuale dovesse rimanere alta come oggi – la coperta sarebbe veramente troppo corta e finirebbe per strapparsi definitivamente. E a farne le spese sarebbero ancora una volta gli studenti, già messi a dura prova dagli ultimi due anni di scuola in pandemia. (si. sa.)
In un contesto simile, a preoccupare è che gli organici già risicati vengano ulteriormente sottoposti a dieta forzata per via delle misure di sicurezza sanitaria legate al Covid: con l’eventuale sospensione del personale non vaccinato – soprattutto se la percentuale dovesse rimanere alta come oggi – la coperta sarebbe veramente troppo corta e finirebbe per strapparsi definitivamente. E a farne le spese sarebbero ancora una volta gli studenti, già messi a dura prova dagli ultimi due anni di scuola in pandemia. (si. sa.)
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