Via ai bonus rottamazione ma è possibile un rinvio
di Antonello Palmas
L’isola parte per prima: da novembre passa all’Mpeg-4. Problemi per i vecchi tv Il vero salto nel 2023 col Dvb-T2: milioni gli apparecchi da sostituire o adattare
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SASSARI. Nel 2008 fu la Sardegna ad avviare il passaggio della tv dall’analogico al digitale terrestre e sarà ancora l’isola a testare la prima fase della nuova rivoluzione del settore: l’avvento del digitale di seconda generazione. Che come tutte le rivoluzioni non sarà indolore, perché metterà fuori gioco tantissimi apparecchi televisivi che ora sono perfettamente funzionanti, per la “gioia” di milioni di italiani. Solo chi li ha acquistati dopo il 2017 è al sicuro. Il cosiddetto switch-off (spegnimento) del sistema Dvb-T, che sta per Digital Video Broadcasting-Terrestrial, per passare al più performante DvB-T2, avverrà a partire dal 1° gennaio 2023 e c’è quindi ancora tempo. Ma da domani si può utilizzare il bonus rottamazione.
Il primo cambiamento. Ma si avvicina un passaggio intermedio e che non dovrebbe però riguardare molti utenti: quello del passaggio dallo standard Mpeg-2 all’Mpeg-4 (si tratta dei codec usati per comprimere i video a trasmissione digitale), che sostanzialmente dovrebbe mandare in pensione solamente gli apparecchi tv davvero datati. Già dal 15 ottobre prossimo alcuni canali delle tv nazionali passeranno al nuovo sistema e la Sardegna sarà la prima area a doversi adeguare, dal 15 novembre al 15 dicembre. La Rai ha fatto sapere che i suoi canali principali (Rai 1, Rai2, Rai3 e Rainews) saranno ancora trasmessi in Mpeg-2, il cambiamento per ora riguarderà solo alcuni canali specialistici; per quanto riguarda Mediaset si dice che potrebbero essere 6 i canali a subire il cambio, mentre nulla si sa di La7. Per saper se per questa fase il televisore è adeguato occorre sintonizzarsi sui canali 100 e 200 del digitale: se compare la scritta “Test Hevc Main10” si può stare sereni almeno sino a fine 2022.
La vera rivoluzione. È quella del passaggio al Dvb-T2, che cambierà tutto per chi non ha acquistato il televisore negli ultimi 3 anni. La data comunicata è “dal 1° gennaio 2023”, il che lascia spazio a ulteriori slittamenti. In realtà un passaggio al digitale più avanzato che sarebbe dovuto avvenire prima e contestualmente alla cessione delle frequenze 700 alla telefonia mobile per il riassetto delle frequenze 5G (1° luglio 2022), si svolgerà in maniera più disordinata costringendo i network televisivi a scelte difficili: compensare ciò che necessariamente si perde in bitrate (la quantità di informazioni digitali trasferibile) ovviando con una maggiore compressione, che però equivale a minore qualità; oppure spegnendo dei canali minori per guadagnare spazio. E le tv locali potrebbero avere ancora più problemi. Comunque vada, in parecchi si sentiranno presi in giro: se in teoria con il Dvb-T2 dovrebbe consentire di vedere di più e meglio, nell’immediato – secondo gli esperti del settore – gli italiani rischiano di vedere meno canali e forse anche con qualità un po’ peggiore.
Bonus rottamazione. È stato previsto un bonus per la rottamazione di vecchi televisori o decoder del digitale terrestre rivolto a tutti senza limiti di Isee: si tratta di uno sconto del 20% sull’acquisto di un nuovo apparecchio sino a un massimo di 100 euro, cumulabile con l’incentivo del 2019 per Isee sino a 20mila euro. Si dovrà rispettare tre requisiti: residenza in Italia, essere in regola con il canone tv (e questo potrebbe far emergere parecchi furbi) e rottamare un apparecchio acquistato prima del dicembre 2018. La corsa al bonus (stanziati per ora 250 milioni i euro) scatta domani. Ma i venditori sono preoccupati che il possibile assalto ai negozi sia vanificato dai ritardi nell’accreditamento dei punti vendita nel portale dell’Agenzia delle entrate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo cambiamento. Ma si avvicina un passaggio intermedio e che non dovrebbe però riguardare molti utenti: quello del passaggio dallo standard Mpeg-2 all’Mpeg-4 (si tratta dei codec usati per comprimere i video a trasmissione digitale), che sostanzialmente dovrebbe mandare in pensione solamente gli apparecchi tv davvero datati. Già dal 15 ottobre prossimo alcuni canali delle tv nazionali passeranno al nuovo sistema e la Sardegna sarà la prima area a doversi adeguare, dal 15 novembre al 15 dicembre. La Rai ha fatto sapere che i suoi canali principali (Rai 1, Rai2, Rai3 e Rainews) saranno ancora trasmessi in Mpeg-2, il cambiamento per ora riguarderà solo alcuni canali specialistici; per quanto riguarda Mediaset si dice che potrebbero essere 6 i canali a subire il cambio, mentre nulla si sa di La7. Per saper se per questa fase il televisore è adeguato occorre sintonizzarsi sui canali 100 e 200 del digitale: se compare la scritta “Test Hevc Main10” si può stare sereni almeno sino a fine 2022.
La vera rivoluzione. È quella del passaggio al Dvb-T2, che cambierà tutto per chi non ha acquistato il televisore negli ultimi 3 anni. La data comunicata è “dal 1° gennaio 2023”, il che lascia spazio a ulteriori slittamenti. In realtà un passaggio al digitale più avanzato che sarebbe dovuto avvenire prima e contestualmente alla cessione delle frequenze 700 alla telefonia mobile per il riassetto delle frequenze 5G (1° luglio 2022), si svolgerà in maniera più disordinata costringendo i network televisivi a scelte difficili: compensare ciò che necessariamente si perde in bitrate (la quantità di informazioni digitali trasferibile) ovviando con una maggiore compressione, che però equivale a minore qualità; oppure spegnendo dei canali minori per guadagnare spazio. E le tv locali potrebbero avere ancora più problemi. Comunque vada, in parecchi si sentiranno presi in giro: se in teoria con il Dvb-T2 dovrebbe consentire di vedere di più e meglio, nell’immediato – secondo gli esperti del settore – gli italiani rischiano di vedere meno canali e forse anche con qualità un po’ peggiore.
Bonus rottamazione. È stato previsto un bonus per la rottamazione di vecchi televisori o decoder del digitale terrestre rivolto a tutti senza limiti di Isee: si tratta di uno sconto del 20% sull’acquisto di un nuovo apparecchio sino a un massimo di 100 euro, cumulabile con l’incentivo del 2019 per Isee sino a 20mila euro. Si dovrà rispettare tre requisiti: residenza in Italia, essere in regola con il canone tv (e questo potrebbe far emergere parecchi furbi) e rottamare un apparecchio acquistato prima del dicembre 2018. La corsa al bonus (stanziati per ora 250 milioni i euro) scatta domani. Ma i venditori sono preoccupati che il possibile assalto ai negozi sia vanificato dai ritardi nell’accreditamento dei punti vendita nel portale dell’Agenzia delle entrate.
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