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«Il Pnrr guardi alle aziende dell’interno»

«Il Pnrr guardi alle aziende dell’interno»

Confartigianato preme per colmare i gap infrastrutturali nei territori montani

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SASSARI. Sono oltre 26mila le aziende artigiane che lavorano tra collina e montagna nell’isola. E dovrebbero essere destinati a loro i fondi del Pnrr. Lo chiede a gran voce Confartigianato imprese Sardegna, che con il suo ufficio studi ha stilato il rapporto “Imprese e artigianato in comuni montani e aree interne della Sardegna”. L’analisi è il punto di partenza per una proposta indirizzata alla politica sarda e nazionale.

«Le zone interne dell’isola – spiega la presidente dell’associazione di categoria, Maria Amelia Lai – custodiscono la qualità manifatturiera made in Sardegna e, se adeguatamente valorizzate, rappresentano un territorio strategico per la competitività dell’artigianato e delle Pmi, è necessario, per questo, utilizzare anche i fondi del Pnrr per interventi finalizzati a sostenere le attività produttive e a colmare i gap infrastrutturali che comprimono le potenzialità economiche dei territori montani».

Le imprese delle zone interne, nonostante siano assai integrate con i territori, tanto da agire come una “rete” naturale, allo stesso tempo soffrono la trama istituzionale frammentata (è l’annoso problema dei piccoli Comuni), la scarsa dotazione infrastrutturale e di banda larga, maggiori oneri burocratici, maggiori costi fisici (trasporti, dispersione abitativa, bolletta energetica), carenza di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico anche per la distanza con i centri universitari e i parchi tecnologici.

«Il Governo ha stanziato un miliardo di euro per far fronte all’emergenza economica che i territori interni e montani hanno subito nel corso della pandemia – riprende la presidente Lai –. Tutto questo però non basta. Non serve un “reddito d’alta quota”, non più misure risarcitorie, ma una strategia di rilancio e un convincente progetto di sviluppo delle montagne italiane, che hanno potenzialità straordinarie». «Bisogna elaborare politiche pubbliche mirate – conclude – per garantire in primis i servizi essenziali più efficaci, e lavorare per evitare lo spopolamento e rilanciare agricoltura, turismo e terziario». (s.sant.)

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