solidarietà da tutta l’isola
L’affetto di Tortolì per un giovane eroe Paola sa che non sarà più lasciata sola
di Giusy Ferreli
TORTOLÌ. Non c’è stato giorno, nelle strazianti settimane che hanno seguito l'omicidio di Mirko Farci, il giovane ucciso per difendere la madre dalla violenza dell’ex compagno Masih Shahid, che sia...
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TORTOLÌ. Non c’è stato giorno, nelle strazianti settimane che hanno seguito l'omicidio di Mirko Farci, il giovane ucciso per difendere la madre dalla violenza dell’ex compagno Masih Shahid, che sia passato senza che la comunità facesse sentire la sua vicinanza a Paola Piras. I primi a far sentire il loro abbraccio alla famiglia e alla donna che in condizioni critiche lottava in un letto d’ospedale per restare aggrappata alla vita, sono stati gli studenti dell’istituto alberghiero frequentato dal ragazzo. La mattina del 14 maggio, a pochi giorni dall’aggressione e qualche ora prima del funerale celebrato nella parrocchia di San Giuseppe, hanno sfilato uniti da un nastro e in un silenzio quasi irreale, dalla scuola di Monte Attu sino alla palazzina gialla di viale Monsignor Virgilio dove Mirko è stato ucciso dall’operaio 29enne.
Una settimana dopo, il 18 maggio, è toccato ad un gruppo di giovanissime donne ogliastrine dar voce alla rabbia per quella violenza cieca contro una donna e suo figlio. In più di 500, tra uomini e donne , si sono ritrovati nella piazza delle scuole elementari centrali per sensibilizzare contro la violenza di genere e incoraggiare Paola che ancora, in un letto della rianimazione dell’ospedale di Lanusei, non aveva ripreso coscienza. In molte avevano ai piedi le scarpe rosse diventate il simbolo del movimento contro i femminicidi, tutti indistintamente indossavano una fascia fucsia intorno al braccio.
#IoStoConPaola, l'hashtag lanciato dal gruppo di ragazze, diventato ben presto virale sui profili Facebook dove il volto della donna compariva sorridente quasi ad ispirare speranza. Un’altra importante testimonianza è arrivata, ancora una volta, dal mondo della scuola. Il 18 giugno, su richiesta dei suoi compagni e dei suoi professori, la commissione d’esame, alla presenza del fratello Lorenzo e della zia materna Stefania Piras, ha conferito il diploma di maturità a cui Mirko teneva tanto. 100 la votazione postuma con questa motivazione: “quanto può valere se non il massimo aver salvato la vita di sua madre?”.
Tante, infine le donazioni arrivate sia grazie alla raccolta fondi promossa dal Comune di Tortolì e dalla diocesi di Lanusei sia spontaneamente. Anche in quell’occasione per ringraziare la comunità ogliastrina e per chiedere giustizia, i familiari hanno scelto i social. «In questi giorni molto difficili io e tutta la mia famiglia – ha scritto Lorenzo Farci sul suo profilo – abbiamo avuto il conforto e l'affetto di una comunità intera che si è stretta intorno a noi e con noi ha condiviso parte del nostro immenso dolore. La nostra famiglia ha ricevuto delle donazioni molto generose da tutta l'Ogliastra e anche altrove. Non abbiamo mai dato per scontato tutto questo e siamo infinitamente grati per ogni sacrificio economico sopportato per aiutare la mia famiglia. Il denaro raccolto verrà impiegato esclusivamente per rendere giustizia a Mirko e tenere viva la sua memoria, oggi, domani e negli anni a venire».
Una settimana dopo, il 18 maggio, è toccato ad un gruppo di giovanissime donne ogliastrine dar voce alla rabbia per quella violenza cieca contro una donna e suo figlio. In più di 500, tra uomini e donne , si sono ritrovati nella piazza delle scuole elementari centrali per sensibilizzare contro la violenza di genere e incoraggiare Paola che ancora, in un letto della rianimazione dell’ospedale di Lanusei, non aveva ripreso coscienza. In molte avevano ai piedi le scarpe rosse diventate il simbolo del movimento contro i femminicidi, tutti indistintamente indossavano una fascia fucsia intorno al braccio.
#IoStoConPaola, l'hashtag lanciato dal gruppo di ragazze, diventato ben presto virale sui profili Facebook dove il volto della donna compariva sorridente quasi ad ispirare speranza. Un’altra importante testimonianza è arrivata, ancora una volta, dal mondo della scuola. Il 18 giugno, su richiesta dei suoi compagni e dei suoi professori, la commissione d’esame, alla presenza del fratello Lorenzo e della zia materna Stefania Piras, ha conferito il diploma di maturità a cui Mirko teneva tanto. 100 la votazione postuma con questa motivazione: “quanto può valere se non il massimo aver salvato la vita di sua madre?”.
Tante, infine le donazioni arrivate sia grazie alla raccolta fondi promossa dal Comune di Tortolì e dalla diocesi di Lanusei sia spontaneamente. Anche in quell’occasione per ringraziare la comunità ogliastrina e per chiedere giustizia, i familiari hanno scelto i social. «In questi giorni molto difficili io e tutta la mia famiglia – ha scritto Lorenzo Farci sul suo profilo – abbiamo avuto il conforto e l'affetto di una comunità intera che si è stretta intorno a noi e con noi ha condiviso parte del nostro immenso dolore. La nostra famiglia ha ricevuto delle donazioni molto generose da tutta l'Ogliastra e anche altrove. Non abbiamo mai dato per scontato tutto questo e siamo infinitamente grati per ogni sacrificio economico sopportato per aiutare la mia famiglia. Il denaro raccolto verrà impiegato esclusivamente per rendere giustizia a Mirko e tenere viva la sua memoria, oggi, domani e negli anni a venire».
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