Operatori sanitari no vax: in attesa dell’udienza al Tar scattano nuove sospensioni
Salvatore Santoni
Ieri l’Ats ha deciso di “congelare” un’altra cinquantina di dipendenti. Occhi puntati sull’esito del ricorso. In Italia molti casi simili sono stati respinti
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SASSARI. La battaglia in tribunale contro l’obbligo di vaccinazione ingaggiata da 173 tra medici, infermieri e personale sanitario dell’Ats è ancora in stand-by in attesa che il Tar fissi la prima udienza. Nel frattempo, però, da altre parti d’Italia arrivano docce fredde sottoforma di rigetti, dinieghi e più in generale pronunciamenti sfavorevoli alla linea no-vax. Tutti segnali positivi per l’azienda della tutela della salute, un po’ meno per gli irriducibili che di proteggersi dal Covid non ne vogliono sapere.
In ogni caso in Ats hanno deciso di andare avanti come un carro armato facendo fioccare, soltanto nella giornata di ieri, decine di altre sospensioni. «I ricorsi sono legittimi e noi chiaramente ascoltiamo tutti – spiega il commissario Ats, Massimo Temussi –. Tutti hanno i loro diritti, ma noi non ci fermeremo».
I ricorsi. I 173 ricorrenti avrebbero impugnato le comunicazioni di invito alla vaccinazione inoltrata dall’azienda sanitaria contestando una serie di presunte violazioni. Tra loro ci sono medici, infermieri e operatori sanitari che si sono rivolti al Tar mettono in discussione l’obbligo vaccinale chiedendo che venga acclarata l’illegittimità costituzionale con riferimento anche alla normativa europea. Ma non è tutto, perché i ricorrenti mettono in discussione l’efficacia dello stesso vaccino. «Il ricorso è molto simile, se non addirittura copia-incolla, già presentato in molte altre regioni d’Italia, dove è stato rigettato – riprende Temussi –. Non c’è niente di nuovo. Il nostro messaggio è chiaro: non torniamo indietro. Per noi il decreto legge 44 è legge vigente e lo applichiamo. Nulla di più. Manterremo la barra dritta e non faremo sconti a nessuno».
L’attesa. L’udienza davanti al Tar non è stata ancora fissata. Ma è chiaro che tutti gli occhi delle parti in causa sono puntati sulle rispettive Pec. Sì, perché ci potrebbe essere una possibilità che le udienze vengano fissate a settembre. Il condizionale è d’obbligo, dato che il ricorso potrebbe restare impantanato in questioni di notifica. Questo perché sono state inviate a tutte le Assl dell’isola. Per ora sono confermati i 173 ricorrenti che si sono palesati col ricorso dei giorni scorsi.
Nuove sospensioni. E in questa nave Ats che mantiene la sua rotta ogni giorno scattano nuovi provvedimenti. La direzione, infatti, sta procedendo mano a mano a sospendere tutti i dipendenti che non rispondono all’ormai nota lettera che assegna 5 giorni di tempo per produrre l’avvenuto avvio dell’iter di vaccinazione. E che succede a chi non risponde entro i termini? «Li sospendiamo – riprende Temussi –. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho firmato altri 40, forse 50 provvedimenti. Ne firmo molti ogni giorno e continuerò».
Nel limbo. Nei giorni scorsi sono emersi una serie di casi particolari, cioè di personale medico e infermieristico che è rimasto in una sorta di limbo. C’è chi non è dichiaratamente no vax ma ha prodotto certificazioni mediche. «Le certificazioni generiche non vengono considerate – dice ancora il commissario Ats – le rigettiamo tutte e avviamo la sospensione. Valgono soltanto quelle degli specialisti, come un oncologo o altri. È chiaro che a quel punto blocchiamo la procedura di sospensione».
In ogni caso in Ats hanno deciso di andare avanti come un carro armato facendo fioccare, soltanto nella giornata di ieri, decine di altre sospensioni. «I ricorsi sono legittimi e noi chiaramente ascoltiamo tutti – spiega il commissario Ats, Massimo Temussi –. Tutti hanno i loro diritti, ma noi non ci fermeremo».
I ricorsi. I 173 ricorrenti avrebbero impugnato le comunicazioni di invito alla vaccinazione inoltrata dall’azienda sanitaria contestando una serie di presunte violazioni. Tra loro ci sono medici, infermieri e operatori sanitari che si sono rivolti al Tar mettono in discussione l’obbligo vaccinale chiedendo che venga acclarata l’illegittimità costituzionale con riferimento anche alla normativa europea. Ma non è tutto, perché i ricorrenti mettono in discussione l’efficacia dello stesso vaccino. «Il ricorso è molto simile, se non addirittura copia-incolla, già presentato in molte altre regioni d’Italia, dove è stato rigettato – riprende Temussi –. Non c’è niente di nuovo. Il nostro messaggio è chiaro: non torniamo indietro. Per noi il decreto legge 44 è legge vigente e lo applichiamo. Nulla di più. Manterremo la barra dritta e non faremo sconti a nessuno».
L’attesa. L’udienza davanti al Tar non è stata ancora fissata. Ma è chiaro che tutti gli occhi delle parti in causa sono puntati sulle rispettive Pec. Sì, perché ci potrebbe essere una possibilità che le udienze vengano fissate a settembre. Il condizionale è d’obbligo, dato che il ricorso potrebbe restare impantanato in questioni di notifica. Questo perché sono state inviate a tutte le Assl dell’isola. Per ora sono confermati i 173 ricorrenti che si sono palesati col ricorso dei giorni scorsi.
Nuove sospensioni. E in questa nave Ats che mantiene la sua rotta ogni giorno scattano nuovi provvedimenti. La direzione, infatti, sta procedendo mano a mano a sospendere tutti i dipendenti che non rispondono all’ormai nota lettera che assegna 5 giorni di tempo per produrre l’avvenuto avvio dell’iter di vaccinazione. E che succede a chi non risponde entro i termini? «Li sospendiamo – riprende Temussi –. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho firmato altri 40, forse 50 provvedimenti. Ne firmo molti ogni giorno e continuerò».
Nel limbo. Nei giorni scorsi sono emersi una serie di casi particolari, cioè di personale medico e infermieristico che è rimasto in una sorta di limbo. C’è chi non è dichiaratamente no vax ma ha prodotto certificazioni mediche. «Le certificazioni generiche non vengono considerate – dice ancora il commissario Ats – le rigettiamo tutte e avviamo la sospensione. Valgono soltanto quelle degli specialisti, come un oncologo o altri. È chiaro che a quel punto blocchiamo la procedura di sospensione».
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