I Comuni sardi davanti al Tar contro i sanitari no vax
di Roberto Petretto
Anci e sindaco di Quartu hanno incaricato un legale di rappresentarli in giudizio Il tribunale deve pronunciarsi sul ricorso contro le 173 sospensioni dal servizio
3 MINUTI DI LETTURA
SASSRAI. I Comuni sardi si schierano e, nella battaglia intrapresa di fronte al Tar da 173 sanitari sardi per cui si prospetta la sospensione dal posto di lavoro a causa del rifiuto a ricevere il vaccino anti Covid, stanno dalla parte della Regione. Senza dubbi e esitazioni, tanto da affidare a uno studio legale il compito di rappresentarli e difenderli nel giudizio davanti al Tribunale amministrativo regionale. Per ora nel giudizio entrano l’Anci e il Comune di Quartu, ma altri sindaci potrebbero inserirsi. «Interveniamo come autorità sanitaria locale - spiega Graziano Milia, sindaco di Quartu - per tutelare le nostre comunità. Se il ricorso dei 173 sanitari venisse accolto si creerebbe una situazione di rischio. Da parte nostra non c’è alcun atteggiamento vessatorio verso queste persone, nessuna questione personale. Abbiamo ritenuto opportuno intervenire. Comprendo i ragionamenti sulla Costituzione e sulla libertà, ma la Costituzione richiama anche al dovere di tutti di fare comunità. Un dovere a cui non si può derogare».
Ancora più netto è Emiliano Deiana, presidente dell’Anci: «Non potevamo far finta di non occuparci di questo tema. Non c’è nulla di personale, manco sappiamo chi sono questi che hanno fatto ricorso. Ma i sindaci, con le loro comunità, da un anno e mezzo sono in trincea, a dire non fate questo e non fate quest’altro. E ora che abbiamo l’arma del vaccino, c’è una parte del sistema sanitario che dice no? Questo è inaccettabile e ci stiamo introducendo nella causa per dire che i sindaci non l’accettano. I dati dicono che il vaccino funziona, ma queste persone non tutelano la salute pubblica e lo fanno in un ambito, quello sanitario, dove ci sono nostri concittadini fragili. Tra l’altro in un momento in cui soffriamo per mancanza di medici in tante comunità. Tutto questo è inaccettabile».
Anci e Comune di Quartu saranno tutelati nel giudizio davanti al Tar dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa: «Questo atto innanzitutto ci consente di accedere al fascicolo e di vedere cosa contiene il ricorso. Tra l’altro ricorsi di questo tipo li stanno rigettando dappertutto. Portiamo avanti un’azione pro vax sia dell’Anci che del Comune di Quartu, che tra l’altro è titolare di uno dei più grandi hub vaccinali dell’isola. Il sindaco è l’autorità sanitaria soprattutto per i provvedimenti d’urgenza ed è autorità di pubblica sicurezza. I ricorsi? Era già dubbia la possibilità di rifiutare per i vigili del fuoco, il cui ricorso è stato respinto, ma qui stiamo parlando addirittura di personale sanitario. Chi oggi assume una posizione no vax si prende una responsbailità morale enorme. Tra l’altro lo fa sventolando bandiere come libertà e democrazia che che non c’entrano nulla. Quella di Anci e Comune di Quartu è una scelta di testimonianza».
La prima data utile per l’udienza al Tar è quella del 14 settembre. L’avvocato Melis Costa è fiducioso: «Un ricorso con 170 persone non lo si fa mai. C’è una giurisprudenza granita del Consiglio di Stato che dice no a ricorsi collettivi con possibile incompatibilità tra i singoli».
Ancora più netto è Emiliano Deiana, presidente dell’Anci: «Non potevamo far finta di non occuparci di questo tema. Non c’è nulla di personale, manco sappiamo chi sono questi che hanno fatto ricorso. Ma i sindaci, con le loro comunità, da un anno e mezzo sono in trincea, a dire non fate questo e non fate quest’altro. E ora che abbiamo l’arma del vaccino, c’è una parte del sistema sanitario che dice no? Questo è inaccettabile e ci stiamo introducendo nella causa per dire che i sindaci non l’accettano. I dati dicono che il vaccino funziona, ma queste persone non tutelano la salute pubblica e lo fanno in un ambito, quello sanitario, dove ci sono nostri concittadini fragili. Tra l’altro in un momento in cui soffriamo per mancanza di medici in tante comunità. Tutto questo è inaccettabile».
Anci e Comune di Quartu saranno tutelati nel giudizio davanti al Tar dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa: «Questo atto innanzitutto ci consente di accedere al fascicolo e di vedere cosa contiene il ricorso. Tra l’altro ricorsi di questo tipo li stanno rigettando dappertutto. Portiamo avanti un’azione pro vax sia dell’Anci che del Comune di Quartu, che tra l’altro è titolare di uno dei più grandi hub vaccinali dell’isola. Il sindaco è l’autorità sanitaria soprattutto per i provvedimenti d’urgenza ed è autorità di pubblica sicurezza. I ricorsi? Era già dubbia la possibilità di rifiutare per i vigili del fuoco, il cui ricorso è stato respinto, ma qui stiamo parlando addirittura di personale sanitario. Chi oggi assume una posizione no vax si prende una responsbailità morale enorme. Tra l’altro lo fa sventolando bandiere come libertà e democrazia che che non c’entrano nulla. Quella di Anci e Comune di Quartu è una scelta di testimonianza».
La prima data utile per l’udienza al Tar è quella del 14 settembre. L’avvocato Melis Costa è fiducioso: «Un ricorso con 170 persone non lo si fa mai. C’è una giurisprudenza granita del Consiglio di Stato che dice no a ricorsi collettivi con possibile incompatibilità tra i singoli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
