Coronavirus: i sindaci sardi dicono sì al vaccino, ma l’obbligo divide
La proposta del primo cittadino di Quartu convince i suoi colleghi del Sud. Più prudenti gli amministratori del Nord: «Una scelta che spetta al Governo»
SASSARI. La Sardegna ha evitato di tornare in zolla gialla per un pelo, ma il rischio di nuove restrizioni potrebbe essere solo rimandato. I dati sui contagi non sono rassicuranti e i sindaci delle principali città dell’isola lanciano un messaggio forte e univoco: «vaccinatevi, è l’unico modo per fermare la pandemia». Le posizioni diventano però più sfumate quando il tema diventa quello dell’obbligatorietà del vaccino. Molti primi cittadini (suprattutto nell’area metropolitana di Cagliari, la più colpita dal Covid) sono pronti a firmare la petizione lanciata l’altro ieri dal sindaco di Quartu Graziano Milia ma c’è anche chi avanza qualche dubbio di legittimità sull’obbligo e chi preferisce insistere sull’opera di convincimento piuttosto che su una imposizione. Ecco un breve giro di opinioni.
Paolo Truzzu (Cagliari): «Personalmente ritengo che il vaccino sia l’unico strumento che, in questo momento, possa tutelare la salute di tutti. Ma su certe decisioni è più corretto che si assuma la responsabilità il governo, l’unico che ha in mano tutti gli elementi per prendere una decisione ponderata».
Nanni Campus (Sassari): «Bisogna puntare sull’obbligo del green pass per accedere ai servizi pubblici e alla scuola. Più difficile imporre l’obbligo vaccinale, tanto più che solo una piccola parte dei cittadini non è ancora immunizzata. Penso si possano attivare ulteriori restrizioni per aree urbane e sovra urbane dove il virus è più presente in modo da far pesare le limitazioni solo su chi, evidentemente, ha meno attenzioni per il bene della collettività».
Andrea Lutzu (Oristano): «La libertà di scelta è un bene prezioso, ma in tempi di pandemia può essere un lusso che una società non si può permettere. Il diritto alla salute è primario e occorre fare di tutto per rispettarlo. Non è ammissibile che le libertà e i diritti di tanti siano piegati dalle convinzioni di chi non vuole vaccinarsi. Se la persuasione non è sufficiente, l’obbligo, supportato da chiari ed inequivocabili indicazioni sanitarie, può diventare l’unico strumento per piegare definitivamente il virus e riguadagnare le libertà che abbiamo perso nell’ultimo anno e mezzo».
Andrea Soddu (Nuoro): «Sono completamente d’accordo sul green pass, che in sostanza costringe quasi tutti a vaccinarsi. L’obbligo vaccinale per legge? È una decisione che spetta al Governo, che evidentemente sta ancora aspettando di valutare ulteriori dati scientifici».
Mario Conoci (Alghero): «L’obbligo vaccinale non deve diventare una bandiera ideologica. Oggi c’è un’emergenza sanitaria nazionale che coinvolge tutti e ogni decisione va presa in base a questa emergenza. Io penso che la vaccinazione sia l’unico rimedio efficace per tornare alla normalità e sono d’accordo per la richiesta del green pass sui luoghi di lavoro, nei cinema, al teatro e nei ristoranti. Sull’obbligo vaccinale credo la decisione vada lasciata alle autorità sanitarie nazionali. Se si dovesse rendere necessario è giusto che venga introdotta».
Tonio Ena (Elmas): «Io sono assolutamente d’accordo perchè le emergenze si affrontano con le emergenze. E’ un obbligo morale nei confronti soprattutto di chi non si può vaccinare».
Carla Medau (Pula): «Ritengo che sia l’unico strumento che in questo momento possa tutelare la salute. Sappiamo bene che può essere ancora migliorato, ma la validazione degli organismi scientifici sanitari è già una garanzia. È evidente che chi ha ricevuto il vaccino si ammala di meno e , se si ammala, ha una reazione più robusta al Covid».
Paola Massidda (Carbonia): «Penso purtroppo (e sottolineo purtroppo) che la obbligatorietà della vaccinazione non abbia adeguati fondamenti giuridici. Perché se è vero che i vaccini dovrebbero essere la soluzione più naturale per salvaguardare la salute pubblica, dall’altra è anche vero che i vaccinati non sono del tutto al riparo dal contagio. E poi stiamo usando farmaci che sono ancora in fase di sperimentazione. Chiederei piuttosto una maggiore efficacia nei controlli sul green pass e sulle limitazioni per chi il green pass non lo ha».
Pier Luigi Concu (Selargius): I dati dei contagi in costante crescita sono la triste conferma che appellarsi al buon senso non è sufficiente per scongiurare nuove chiusure e impedire una nuova pressione sugli ospedali già in affanno. Sacrosanto il diritto di ognuno di noi di scegliere, ma qui si parla della tutela della salute di tutte le comunità, davanti alla quale individualismi e teorie più o meno fantasiose dei no vax mettono a rischio la collettività vanificando gli enormi sacrifici fatti fino a oggi. Davanti a un obbligo prima di tutto morale che non riesce a dare i risultati sperati penso non vi sia altra scelta che una legge in grado di imporre l’obbligo vaccinale a tutti». (a.l.)
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